LA CONFERENZA

2022115 min10+   Da una storia vera, Olocausto

I verbali che sono pervenuti della conferenza di Wannsee del 1942 sulla questione ebraica e che sono alla base di questo film, costituiscono  un ottimo strumento per farci riflettere sulla banalità del male. Su Raiplay

Nel gennaio del 1942 in una villa sulla riva del lago Großer Wannsee, a pochi chilometri a sud di Berlino, si svolse una conferenza che coinvolse 15 alti funzionari del governo e generali tedeschi. Era presieduta da Reinhard Heydrich capo della RSHA (Direzione generale per la Sicurezza del Reich), uno dei sette dipartimenti in cui si suddividevano SS.. Heydrish si sentiva autorizzato ad agire dalla lettera che aveva ricevuto nel ’41 da Hermann Göring che lo invitava a procedere per una soluzione globale della questione ebraica in Europa. Per lui quella conferenza era molto importante, si trattava di “risolvere il problema ebraico” non solo in Germania ma in tutti i territori occupati. Era cosciente delle enormi difficoltà che dovevano ancora venir affrontate e delle diverse opinioni che ancora circolavano sulla questione ebraica soprattutto negli ambienti civili come il rappresentante dei ministero degli Interni. Il film beneficia di un documento eccezionale: il verbale della conferenza che è stato ritrovato intatto dopo la guerra.


Valori Educativi



Il film costituisce un forte stimolo a riflettere sulla banalità del male e un invito a vigilare sul futuro

Pubblico

14+

Molto utile per i ragazzi, appena raggiunta l’età giusta per affrontare argomenti complessi

Giudizio Artistico



Il film riesce a farci entrare dentro i meandri di una riunione complessa evitando l’inevitabile noia. Tutti nella parte gli attori

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Questo film del 2021, reso disponibile su RaiPlay in occasione della Giornata della memoria, è il terzo che tratta questo argomento, dopo La conferenza del Wannsee (1984, film tedesco)  e Conspiracy – Soluzione finale (2001, film U.S.A. con Kenneth Branagh, Colin Firth, Stanley Tucci). Il motivo per il quale si ritorna su questa conferenza, a mio avviso, è duplice: si dispone di un documento storico eccezionale: il verbale della riunione con dovizia di dettagli sugli interventi dei vari partecipanti e la possibilità di conoscere il nazismo “dal vero e dal di dentro” per comprendere certi fenomeni che a noi appaiono ingiustificabili.  Troppi film ambientati in epoca nazista hanno mostrato ufficiali delle SS -fotocopia, in preda a sadismo e alle passioni più atroci, proprio per cercare di dare una giustificazione alle loro cattiverie. Si tratta di una modesta risposta al problema del male, un mistero che ha radici molto più profonde. Al di là dei film di guerra, in tanti altri generi, soprattutto oggi, il tema del male viene banalizzato: il cattivo di turno è tale perché magari ha subito da ragazzo qualche trauma. Anche questo continuo ricorso alla psicologia è da considerarsi totalmente insufficiente.  

Quest’ultima versione, una realizzazione tedesca, appare la più aderente a ciò che è accaduto. Gli alti funzionari e ufficiali del nazionalsocialismo presenti alla conferenza ci appaiono per quel che sono: dei manager efficienti, persone razionali che hanno il pieno controllo di se stessi, che svolgono con scrupolo il loro lavoro.  Heydrich in particolare svolge con abilità il compito di direttore di orchestra, sviluppando i temi in sequenza ordinata e gestendo le frequenti obiezioni, sciogliendo i dubbi dei più perplessi e contrastando le proposte alterative senza offendere il suo interlocutore.
E’ stato un ottimo gestore della conferenza, ma Heydrish è anche noto come il “boia di Praga”.

Siamo nel gennaio del 1942: una carta geografica posta nella sala mostra tutti i paesi conquistati, dall’Africa del Nord fino alle regioni meridionali della Russia. “l’Europa è praticamente nostra!” esclama con entusiasmo un generale fra i partecipanti e per coloro che sono ancora perplessi all’idea di dover “neutralizzare” l’esistenza di 11 milioni di ebrei, prosegue: “la questione ebraica è solo un tassello della ripianificazione organizzata dell’Europa con l’eliminazione di tutte le etnie di razza inferiore per consentire la germanizzazione dello spazio vitale disponibile. I popoli non germanici verranno tollerati al massimo come schiavi”. Si tratta di un intervento che segna bene l’umore di quelle persone in quel momento (che sarà, lo sappiamo, di breve durata): orgoglio per i successi obiettivamente ottenuti grazie all’esser diventato un popolo compatto, orgoglioso di se stesso, un orgoglio costruito anche nella convinzione di essere un popolo superiore. In questa riunione nessuno pone in dubbio l’opportunità di pervenire alla soluzione della questione ebraica ma piuttosto il modo più efficiente per realizzarlo. Viene rapidamente scartata l’idea di risolvere il problema dopo la fine vittoriosa della guerra: la lotta razziale deve essere considerata parte integrante degli sforzi bellici. “Bisogna avere il coraggio di fare il salto verso la grande visione” Esclama Heydrish. Veniamo informati che altre soluzioni non sono ormai più percorribili come l’emigrazione degli ebrei perché i popoli in guerra contro la Germania non vogliono più accoglierli, oppure la loro migrazione in massa nel Madagascar, perché l’Inghilterra continua ad avere il controllo dei mari. Viene anche posto il dubbio se i paesi occupati possano sollevare obiezioni al piano: viene risposto che non sono previsti ostacoli dai popoli del Belgio, della Francia e dell’Olanda: solo nei paesi Scandinavi sono previste incomprensioni.

Le perplessità logistiche vengono rapidamente risolte davanti all’efficiente piano presentato Adolf Eichmann (poi processato e condannato a morte in Israele nel 1961). Gli stessi convogli ferroviari che avrebbero portato prigionieri russi alle fabbriche tedesche sarebbero tornati nei paesi dell’Est carichi di ebrei.

Perfino per i problemi psicologici dei soldati tedeschi, costretti a fucilare, giorno dopo giorno migliaia di persone venne trovata una soluzione: con l’impiego del gas Zyklon B si sarebbero potute evitare estenuanti fucilazioni e risparmiare tanti proiettili utili per la guerra. Ogni dubbio è ormai superato: Heydrich, confortato dal successo della conferenza, può passare alla fase esecutiva.

Film come questo tornano a far riflettere sulla banalità del male, stimolando tutti noi, probabilmente senza riuscire, per molti di noi, a farci trovare una risposta pienamente soddisfacente.

Guardando questi 15 uomini riuniti nella stessa sala, solerti funzionari, molti bravi padri di famiglia, è indubbio che risulta evidente come la partecipazione a un gruppo omogeneo che la pensi allo stesso modo (e che scopre di avere successo, grazie alla propria compattezza, come in questo caso) attutisce la forza di un giudizio critico, che trascenda la situazione corrente. Manca una visione universale che abbracci tutti gli uomini, manca la saggezza di uscire dal tempo contingente per riflettere su quelle vittorie che di lì a poco si sarebbero dissolte.

Forse la certezza di vivere oggi in un mondo ormai strettamente interconnesso ci potrà in parte evitare rischi futuri.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Paese Germania
Pubblico
Tematiche (generale)
Tipologia
Titolo Originale Wannseeekonferenz
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