IL RICHIAMO DEL SILENZIO

1936108 minTutti FedeUomini e Donne di Chiesa

Una ricostruzione accurata della vita, della conversione, della missione di Charles de Foucauld e della sua ricerca di infinito nel deserto Africano. Su Netflix in ligua francese con sottotitoli in italiano

Il nobile Charles de Foucauld nasce a Strasburgo nel 1858. Da questo momento saranno i rintocchi dell’orologio meccanico della cattedrale di quella città a scandire, nel film, la progressione degli anni della sua vita. Nel 1864 perde il padre e la madre; viene adottato dal nonno materno e gli vien detto che avrà un’altra madre da amare: la Francia. Terminato il periodo scolastico con scarso profitto, entra nel 1876 all’ all’École spéciale militaire de Saint-Cyr . Viene assegnato come luogotenente al quarto reggimento degli Hussari a Pont à Mousson ma, una volta diventato ricco grazie a una sostanziosa eredità, si occupa solo di feste e di divertimenti accompagnato da una ballerina dell’Opera. Nel 1880 viene mandato nell’Africa francese e incontra il luogotenente Laperrinne che resterà suo grande amico per tutta la vita. Nel 1883 si congeda dall’esercito perché si rifiuta di lasciare la sua amante e intraprende un pericoloso viaggio esplorativo in Marocco, allora una zona inesplorata per gli europei, dalla zona montuosa del Rif fino a Fez. Per l‘occasione si traveste da ebreo accompagnato dalla guida ebrea Mardochèe Aby Serour. Pubblica i suoi appunti di viaggio e viene elogiato dalla Società di Geografia francese. Ritornato a Parigi, Charles non trova più un riferimento che dia senso alla sua vita e dopo alcuni incontri spirituali con il famoso confessore padre Henri Huvelin nella chiesa di Saint-Augustin a Parigi, decide di entrare nell’ordine trappista. Dopo un periodo di studi a Roma, nel 1903 va a vivere a Beni Abbes in Algeria. Impara la lingua dei Tuareg e fonda un eremo per predicare il vangelo e accogliere i più poveri. Si presta a fungere da guida a un plotone di cavalieri del suo amico Laperrine fino a l’Hogga. Decidono insieme di inviare una rappresentanza di cavalieri tuareg a Parigi per sottolineare l’alleanza fra i due popoli ma la missione ha poco successo. Nel 1914 Charles edifica un eremo-fortino a Tamanrasset ma nel 1916, in piena Prima Guerra Mondiale, viene ucciso durante un assalto dei Senussi, alleati dei turchi e dei tedeschi. Nel 1920 la sua salma viene esumata e trasferita a El Golea accanto a quella del suo amico (ora generale) Laperrine. “Ora riposano fianco a fianco un servitore della fede e un servitore della Francia”.


Valori Educativi



La conversione di un santo alla ricerca di Dio nell’immensa, silenziosa, distesa del deserto

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Il film ricostruisce, con grande efficacia, il contesto e gli ambienti nei quali visse Charles de Foucauld. Forse si sarebbe potuto approfondire ancor meglio il tema del tormento spirituale del santo.

Cast & Crew

Jean Yonnel

Charles de Foucauld

Regia

Sceneggiatura

Léon Poirier

Sceneggiatura

Our Review

Un giornalista intervista Charles de Foucauld dopo che è diventato famoso per il suo viaggio in Marocco e gli domanda: “come definirebbe il Sahara? ’” e Charles risponde: “Non si definisce l’infinito”. È probabilmente questo il fascino che emana dalla figura di Charles de Foucauld: come abbia percepito l’infinito, la trascendenza divina attraversando il nulla del deserto, fino a farlo diventare l’ambiente esclusivo in cui vivere. Questo film francese del 1936 si pone questo ambizioso obiettivo appoggiandosi a una ricostruzione storica rigorosa. Dalla sua nascita alla sua morte, anno dopo anno, partecipiamo alla sua movimentata vita, da quando  gustava i tanti piaceri che gli consentiva una cospicua eredità, al suo desiderio di esplorare territori sconosciuti e pericolosi, fino al momento in cui iniziò a cercare,  nella sua anima, una pace che ancora non trovava, per arrivare alla scelta  di una vita da eremita,  aiutando gli ultimi e restando a tu per tu con Dio in quel deserto, l’unico che gli dava il vero senso dell’infinito.

La scelta di raccontare la sua vita secondo una puntuale sequenza cronologica esprime sicuramente un certo rigore narrativo ma corre il rischio di appiattire (soprattutto nella seconda parte, con l’episodio, poco significativo, del viaggio a Parigi di una rappresentanza del popolo dei Tuareg) il racconto e finisce per  non porre il giusto accento sui passaggi risolutivi  della sua vita. 

Il film mostra, al contrario, le sue alte qualità nella descrizione dei contesti ambientali nei quali ha vissuto, grazie alla regia di Léon Poirier.  I vicoli delle città africane, le distese del deserto ma anche i pettegoli salotti della Parigi di allora. Resta al centro del film la figura Charles e del suo tormento. Dopo la leggerezza del periodo iniziale, riconosciamo il suo combattimento interiore soprattutto attraverso l’espressione del suo volto. Forse il tema della conversione avrebbe avuto bisogno di un maggior sviluppo ma non ci dobbiamo dimenticare che siamo nel 1936 e che le tecniche del cinema muto restavano prevalenti. Per il regista Léon Poirier questo è stato il suo primo film sonoro.

Il film enfatizza una curiosità storica: si realizza l’illuminazione delle strade con l’elettricità, si vedono le prime automobili, si diffonde l’uso del telefono: sono novità che Charles disprezza, espressione di un mondo in decadenza che crede solo nel progresso materiale. Infine, una sua feroce battura sul tema della fede: i mussulmani credono in Dio e noi facciamo finta di crederci”

Autore

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Etichetta
Giudizio Artistico 7
Paese Francia.
Pubblico
Tematiche-dettaglio
Tematiche (generale)
Titolo Originale L'appel du silence
Tipologia
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