UNA RAGAZZA A LAS VEGAS

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UNA RAGAZZA A LAS VEGAS

201294 minDiseducativo  

Impieghiamo poche parole per chiarire perché riteniamo di sconsigliare questo film.

Non ci sono scene violente, né scene sensuali con l’eccezione di una sola sequenza con  nudi parziali. Il tono è di commedia ironica e non mancano i buoni sentimenti, come quando il protagonista decide di restare fedele a sua moglie, mettendo da parte l’interesse che in lui stava nascendo per Beth.

Quindi dov’è il problema?

Il  film si  ispira al libro autobiografico di Beth Raymer, una scrittrice che ha effettivamente vissuto le esperienze della protagonista, prima come spogliarellista a domicilio, poi come professionista del gioco d’azzardo.

Il problema sta proprio nel modo assolutamente fasullo con cui sono state  ritratte queste due realtà. Nel suo mestiere di spogliarellista Beth non fa che incontrare persone un po’ strane ma simpatiche, non c’è alcuna allusione alle prestazioni extra che certi signori finiscono per  richiedere né al racket che controlla questi servizi.

Anche il suo ingresso nel gamblig professionale è visto attraverso la lente deformata dell’inguaribile narcisismo della scrittrice: ciò che è posto in primo piano nel  film è la sua abilità matematica nel calcolo delle vincite e delle perdite e la crescita inarrestabile dei suoi guadagni, grazie al suo spostamento da Las Vegas, considerata una piazza troppo piccola,  a uno dei paradisi fiscali centroamericani. C’è molta benevolenza nel gioco illecito (ciò che è importante e non farsi "beccare"); in fondo si tratta di un ambiente frequentato da gente che sa aiutarsi a vicenda quando è necessario mentre della malavita non c’è nemmeno l’ombra.

Tutto appare falso e scintillante come le grandi sale da gioco di Las Vegas.

Alcune scene sono difficilmente digeribili: Beth confida al padre che vuole smettere di fare la spogliarellista per cercare di fare fortuna a las Vegas, magari come barista. Il padre cerca di dissuaderla perché in fondo con il mestiere che fa guadagna già abbastanza.

La moglie di Dink fa una scena di gelosia perché si accorge del suo interesse per Beth: alla fine giungono a un compromesso: Dink potrà continuare ad avere Beth nel suo ufficio se lei potrà avere i soldi necessari  per un ulteriore intervento di chirurgia estetica.

Come era già successo ne Il Lato positivo, anche per questo film sarà risolutiva la vincita  su una scommessa rischiosa. Sono ormai troppi i film che esaltano la piacevolezza del gioco d’azzardo, mettendo a tacere tutti i suoi risvolti drammatici.  Visto che la mania del gioco si sta diffondendo anche in Italia non è proprio il caso di favorire film di questo genere.

Autore

Titolo Originale

Lay The Favorite

Paese

USA

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