UN ALTRO MONDO

202297 min10+   Lavoro e Societa'Etica del Lavoro, Gestione del Personale

Il film completa la trilogia del regista e sceneggiatore Stéphane Brizé sul tema del lavoro nel mondo dell'industria. Un uomo onesto, dirigente di azienda,  anche lui, come i protagonisti dei precedenti film, resta  schiacciato dalle ferree leggi di mercato

Philippe è un dirigente d’azienda, responsabile di produzione dello stabilimento francese di una multinazionale americana di elettrodomestici. Ha sempre lavorato molto, erodendo lo spazio dedicato alla famiglia e ora si trova a darne ragione davanti all’avvocato di sua moglie Anne, che ha chiesto la separazione. Si tratta di un incontro/scontro triste, fatto di accuse e controaccuse che mette a nudo quanto sua moglie stia covando una profondo stato depressivo. Philippe è sulla graticola anche nel lavoro: ha ricevuto l’obiettivo, dai suoi capi, di ridurre il personale per aumentare la produttività ma nelle riunioni fra i vari direttori dello stabilimento non si riesce a trovare una soluzione al problema. Per di più alcuni operai hanno avuto sentore che qualcosa sta per accadere e hanno chiesto di avere un incontro con Philippe…


Valori Educativi



Un dirigente d’azienda, affronta problemi sia di lavoro che familiari senza tornaconti personali né paraventi ideologici ma in base a ciò che ritiene giusto per il bene di tutti

Pubblico

10+

I più piccoli potrebbero non comprendere le tematiche trattate

Giudizio Artistico



Un Vincent Lindon ancora una volta pienamente nella parte. La costruzione del film, in particolare lo sviluppo delle tematiche private rispetto a quelle sociali, risultano incomplete

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Il regista e sceneggiatore Stéphane Brizé completa con questo film  la sua indagine tridimensionale sul lavoro nel settore industriale  (La legge del mercato –2015, In guerra -2018) cambiando ancora una volta prospettiva: se nel primo  evidenzia i problemi di chi è disoccupato, nel secondo il protagonista è   un sindacalista che si batte contro la chiusura di uno stabilimento e ora, nel terzo, ci mettiamo nei panni di un direttore di stabilimento che è al contempo un capo rispetto agli operai ma è a sua volta un subordinato nei confronti dell’amministratore delegato della consociata francese e ancor più  rispetto al big boss americano.

Ci sono delle costanti in questi tre lavori: la prima è la tecnica di ripresa: viene spesso impiegata  la camera a mano secondo le regole del cinema-verità, per darci una lettura realista del racconto: questi sono i fatti nel preciso momento in cui avvengono e questi sono i ritratti delle persone, costruiti in base a come  si esprimono in una riunione di lavoro o in un incontro a due (si ha una parziale eccezione a questo schema solo nel film In guerra,  che sfocia in un finale estremo e ideologico).

La seconda costante è la scelta dell’attore Vincent Lindon come protagonista, sempre magnifico interprete (premio come miglior protagonista al Festival di Cannes 2015 per La legge del mercato) . Vincent è  il canale  principale con il quale il regista convoglia il suo modo di confrontarsi con quei meccanismi della società civile e della realtà aziendali, chiaramente oggetto della sua  condanna. E’ un uomo che risponde con decisione nei dibattiti ma non perde il controllo di se stesso né si deprime ma affronta la realtà dopo aver riflettuto, spinto da pochi ed elementari principi, primo fra tutti la forza della ragione e quello della giustizia. Nel primo film il  disoccupato in cerca di lavoro Thierry riesce a  interagire con calma e con equilibrio con una struttura burocratica  cortese ma inflessibile, che evita accuratamente qualsiasi assunzione di responsabilità. Più risoluto ma sempre spinto da valide motivazioni, il portavoce degli operai Laurent che nel film In guerra difende la causa di 1100 operai che rischiano il licenziamento, impegno che sembra infrangersi contro il muro di inflessibili regole di mercato e di un formale, ipocrita, sostegno da parte delle strutture pubbliche.

In questo Un altro mondo, il tema si ripete: il manager americano, capo della multinazionale,  ribadisce alle maestranze la necessità primaria di ubbidire alle leggi di  mercato, un obiettivo che deve esser raggiunto mediante un aumento della produttività e la riduzione del personale.  Il nostro protagonista Philippe non prende a priori posizione per il si e per il no ma lo vediamo attento ogni sera a sfoglire tabelle di numeri per trovare una giusta soluzione di compromesso. C’è una forma di rabbia controllata in tutti e tre i film per uno scontro impari fra l’uomo singolo che cerca di essere onesto e corretto e una forza avversaria che non è individuabile in una specifica persona  o in un gruppo di individui ma in meccanismi aziendali e politici che sembrano essersi dimenticati della solidarietà sociale.

France – 1h37 – sortie: 16 février 2022 – 2020 – Réalisateur : Stéphane Brizé – Scénaristes: Olivier Gorce et Stéphane Brizé – LEGENDE PHOTO: Vincent Lindon: Philippe Lemesle –

Un tema che dai tempi di Metropolis (1927) (la stretta di mano finale fra l’operaio e l’imprenditore) non ha una risoluzione definitiva ma deve sempre essere affrontata volta per volta. Resta insolito il fatto che in questi film i “cattivi” non sono mai i francesi ma i padroni delle società multinazionali: i tedeschi per In guerra e gli americani per questo Un altro mondo

Ma proprio l’uomo da solo, così impotente, risponde con ciò che ha: la propria dignità personale. Trascurando il secondo film, che propone una soluzione estrema,  sia La legge del mercato che Un altro mondo dimostrano che l’onestà personale non può essere venduta anche quando il violarla comporterebbe dei vantaggi.

In questo film è particolarmente sviluppata la componente familiare, in particolare i rapporti incrinati del protagonista con la moglie che vengono però superati da un comune impegno:  prendersi cura di un figlio con disabilità mentali (situazione già presente in La legge del mercato). Perché questo inserimento così doloroso? Probabilmente per disegnare a tutto tondo un uomo che non ha nessun secondo fine se non quello di affrontare sempre al meglio, secondo ragione e secondo giustizia, le problematiche che la sorte lo porta ad affrontare.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Paese FRANCIA
Tematiche (generale)
Tematiche-dettaglio
Tipologia
Titolo Originale Un autre monde
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