I LIMONI D’INVERNO

2023110 minTutti   , Malattia incurabileLa Cura degli Anziani

Lui è un anziano professore di lettere in pensione, lei una donna che non si sente a suo agio nel vivere solo di supporto al suo ambizioso marito. Un melanconico Christian de Sica e un’ottima Teresa Saponangelo in un incontro fra due solitudini con molto spleen e non pochi vuoti di sceneggiatura. In sala

Pietro Lorenzi è un professore di lettere in pensione che vive da solo in un bell’attico nel quartiere della Garbatella di Roma. Passa la giornata coltivando, con cura e competenza, le piante e i fiori del suo terrazzo mentre il pomeriggio continua a scrivere un saggio su quattro donne di talento trascurate dalla storia. Non esce neanche per mangiare ma si fa portare in casa dei panini dal giovane Nicola, il cameriere del bar vicino che aspira a diplomarsi e spera che sia proprio il professore ad aiutarlo. Un giorno Pietro nota che nell’appartamento che si affaccia di fronte al suo terrazzo, ha traslocato una coppia. Lui è Luca, un fotografo in carriera mentre lei è Eleonora, un tempo appassionata di pittura ma che ora svolge l’incarico di assistente di suo marito. Luca parte per gli Stati Uniti per partecipare a una sua mostra personale mentre Eleonora, rimasta a Roma, accetta di fare una passeggiata con Pietro.  Entrambi hanno bisogno di sostegno e umana attenzione ed è proprio quello che i due riescono a darsi a vicenda…


Valori Educativi



Un uomo sa aiutare suo fratello affetto da una grave malattia. Sviluppo di amicizie e di atti di solidarietà. Poco curati gli affetti coniugali.

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Ottima interpretazione di Teresa Saponangelo. Il film ha un andamento particolarmente lento e lavora per eccesso di sottrazione, mancando di mettere a fuoco alcuni personaggi e alcune situazioni

Cast & Crew

Our Review

Le novelle sono racconti brevi, con pochi personaggi, in un contesto spazio-temporale delimitato, per mettere a fuoco una morale, una riflessione. Questo Limoni d’inverno è una novella cinematografica. I personaggi sono in tutto quattro, la vicenda si svolge sempre nel quartiere Garbatella (più una breve puntata al lido di Ostia). L’inizio è sicuramente intrigante: lui e lei iniziano a parlare affacciandosi dalle rispettive terrazze, scoprono di avere una comune sensibilità nella cura delle piante e si confidano reciprocamente le difficoltà che hanno nel portare a compimento le loro ambizioni artistiche. Lui sta scrivendo un libro ma teme di commettere errori, lei vorrebbe dipingere ma crede di non essere brava.  L’ipotesi di una liaison sentimentale traspare in alcune sequenze iniziali e i due si avvicinano anche fisicamente (restano bloccati a lungo dentro un ascensore: un classico) ma una volta sventata questa deriva che non è presente nelle loro corde, i due iniziano a rivelarsi le loro verità, che sono anche le loro incertezze. Ma il prosieguo del racconto abbassa le attese dello spettatore: se una novella scritta impegna solo il nostro intelletto e può muoversi con delicatezza intorno a semplici suggestioni, nel cinema occorre misurarsi con lo sguardo e ci si aspetta di vedere qualche risvolto inatteso, qualche progresso della vicenda o la trasformazione dei personaggi.

La loro è una vicinanza di due persone troppo simili e quindi poco feconda. Mancano gli affetti forti, mancano gli amori coniugali e quelli familiari.  Lui è divorziato da tempo mentre lei si sente lontana dal marito; entrambi, per motivi diversi, non hanno figli. Paradossalmente ma non troppo, i “personaggi forti” sono intorno a loro. Molto ben raccontata è l’intesa fra Pietro e suo fratello (ma perché anche lui è uno scapolo?), così diversi fra loro.  Lo scopriamo quando rivivono curiosi episodi della loro vita da piccoli e il loro condividere il ricordo di una tenera mamma. Un fratello che saprà prendersi cura di Pietro quando si scoprirà che è malato. L’altro personaggio forte è Luca, il marito di Eleonora: un uomo sicuramente egocentrico che crede in sé stesso e che cerca di mettere a frutto il proprio talento. Ciò lo tiene molto impegnato ma al contempo mostra anche di amare sua moglie.

Pietro e Eleonora condividono invece una struggente melanconia: non cercano la felicità progettando la loro vita ma contemplandola mentre scorre.  “Per essere felici bisogna credere che la felicità è possibile” riflette Pietro, citando Tolstoj in Guerra e Pace. Sicuramente non aiuta, nella messa a fuoco dei due personaggi le non poche reticenze presenti nel film. Sappiamo ben poco del fratello di Pietro se non il fatto che ha lavorato una vita intera alle Poste e che ha sempre desiderato viaggiare. Un altro momento dove la sceneggiatura viene meno è quando finalmente lui invita Eleonora  a uscire una sera per andare a prendere un aperitivo in un locale danzante. Una magnifica occasione per chiacchierare su loro stessi e tutto ciò che accade intorno a loro. Al contrario solo  sguardi, sorrisi e tutto quello che sappiamo di loro è che hanno deciso di prendere due aperitivi alcolici invece che non alcolici. Ugualmente poco sviluppata è la crisi coniugale fra Eleonora e Luca. Sicuramente lui è molto impegnato ma mostra più volte di volerle bene. Quando lei riprende a dipingere, lui mostra di apprezzare l’iniziativa. Ogni coppia deve gestire la complessità di una vita vissuta giorno per giorno mettendo a frutto la loro complementarità ma i due non sembrano impegnarsi molto. A sollevare sicuramente il tono del film è l’interpretazione di Teresa Saponangelo che sa essere sensibile ma anche arrabbiata quando serve. Più uniforme l’interpretazione di Christian De Sica, costretto a  lunghe sequenze di attonita melanconia

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Paese ITALIA Polonia
Tipologia
Tematiche (generale)
Tematiche-dettaglio
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