DON MATTEO 13 (primi cinque episodi)

202210 episodi di 120 minTutti   Fede, Uomini e Donne di Chiesa

Nelle prime 4 puntate di Don Metteo 13, è sempre lui a capire chi ha sbagliato prima degli altri e lo stesso accade nella quinta grazie a un inizialmente recalcitrante don Massimo. Può darsi che il gradimento del pubblico resti, anche nel futuro ma si tratterà di un pubblico diverso. Su RaiPlay

Nella tredicesima stagione, oltre a Don Matteo (almeno per le prime quattro puntate), ritroviamo il maresciallo Nino Cecchini, il capitano dei carabinieri Anna Olivieri e il pubblico Ministero Marco Nardi. Sempre al loro posto Natalina come perpetua di don Matteo e il sacrestano Pippo. Fanno per la prima volta la loro comparsa Valentina Anceschi figlia del colonnello Anceschi, di cui Nino è il padrino e il giovane Federico Limoni figlio di una tossicodipendente che viene accolto in canonica, impegnato a recuperare suo fratello di pochi mesi che ora si trova in ospedale perché intossicato da un incendio causato da sua madre sotto l’effetto degli stupefacenti. Nella quinta puntata arriva un nuovo parroco, don Massimo…


Valori Educativi



Don Matteo sa dare conforto e sostegno a chi ha sbagliato, in nome della fede. Amicizia solidale fra i protagonisti. Don Massino è stato discepolo di don Matteo

Pubblico

10+

Va posta attenzione all’episodio 5 dove ci sono scene di maltrattamento su dei ragazzi e ciò potrebbe impressionare i più piccoli

Giudizio Artistico



Ottima prova recitativa di tutti i protagonisti. Qualche eccesso di commozione secondo lo stile soap opera

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Le tredicesima stagione conferma il format che era stato già impostato in quella precedente. La durata dell’episodio raggiunge le due ore, alla soluzione del giallo che si sviluppa e si conclude all’interno di una singola puntata si aggiungono storie seriali che coinvolgono, oltre ai protagonisti di sempre, anche young adult o adolescenti. Più marcati questa volta gli spunti comici affidati come sempre a Nino Frassica che a ogni puntata ha sempre qualche “stranezza” da affrontare: coinvolto in un loop temporale nel primo episodio, si mette in testa che il capitano Anna abbia intenzione di suicidarsi nel secondo, ha problemi alla vista che gli procurano molti guai nella terza, mentre nella quarta si trova su di sé tutta l’attenzione della gente di Spoleto perché è stato scelto come protagonista in una serie di gialli online scritti da un autore che opera in incognito.

Il format confermato e il successo anche. Secondo i dati Auditel, dopo un forse prevedibile 29,9% alla prima puntata, si è assestato intorno al 26% e 24% nella terza e nella quarta, per poi risalire a 28,8% nella quarta . Nella quinta infine, la curiosità di vedere il “nuovo” don Matteo  porta gli ascolti a un picco del 31.1%

Per un tale successo è troppo riduttivo pensare all’interesse suscitato dallo sviluppo della componente thriller o ai siparietti comici del maresciallo Cecchini o agli amori mai risolti, che muoiono e rinascono come il mito della fenice, del capitano Anna: c’è sicuramente qualcosa di più e che si conferma costante nel tempo. Si tratta indubbiamente del calore umano che promana dai personaggi: in una continua alternanza fra pubblico e privato, vediamo i protagonisti compiere il loro doveri che competono al loro ufficio  ma poi, in casa, al bar, davanti alla scacchiera di don Matteo., si cerca di risolvere i problemi privati di colui che in quell’episodio ha una tristezza da superare e lo si fa a tu per tu, con il cuore in mano, cercando di riportare fiducia e speranza a chi l’ha persa.

Le problematiche familiari sono di gran lunga prevalenti: figli/figlie  che rimproverano al padre di essere stato troppo severo o alla madre di essersi annichilita nella tossicodipendenza, fratelli in situazione di amore/odio perché in realtà fratellastri  a causa dell’infedeltà del genitore. La stessa componente thriller, il movente che ha indotto lui o lei a uccidere, per ira, per vendetta o per gelosia ricade all’interno di situazioni familiari che si sono incrinate. Don Matteo 13 conferma la tendenza di oggi dei serial a tema familiare: grande attenzione ai rapporti verticali genitori-figli o fra fratelli ma poca o nessuna sulla bellezza degli affetti coniugali. Su come un lui e un lei si amino, si sposino e la loro fedeltà, costantemente confermata, si riversi positivamente sui figli. Ogni singolo è una monade, buona o cattiva che sia ma  non si apprezza mai la fusione di due in uno. 

C’è infine la componente religiosa, l’intervento finale di don Matteo che, ispirandosi a brani del Vangelo, cerca di sollevare il morale del cattivo di turno, attraverso un invito alla speranza. La grandezza del personaggio di Don Matteo appare in questo momento insostituibile. Don Matteo, che parla sempre con un tranquillizzante filo di voce, non si adira mai, neanche quando è accusato ingiustamente (siamo agli antipodi de focoso don Camillo inventato da Guareschi).- E’ un uomo, un sacerdote che si rapporta al mondo davanti a se con una profondità superiore agli altri. L’acuta osservazione dei dettagli e la visione soprannaturale non sono virtù separate ma si tratta dello stesso “sguardo”: quel saper leggere dentro gli uomini e le donne al di là dell’apparenza, è la stessa profondità con la quale don Matteo (perfettamente interpretato da Terence Hill), coglie la mano della Provvidenza divina in ciò che accade.

La figura di Don Matteo è discreta, con poche apparizioni al momento giusto ma è la sua presenza che dà profondità a tutto il racconto. Sostituire Don Matteo con un nuovo personaggio interpretato da un nuovo attore, non è la stessa cosa che cambiare l’attore che interpreta il comandante dei Carabinieri o il Pubblico Ministero. Si tratta di cambiare l’impostazione della serie. E’ quello che in effetti inizia ad accadere a partire dal quinto episodio. Don Massimo non è don Matteo. Ha un passato e un approccio alla realtà più doloroso.

E’ un “don” più tecnologico, esperto nelle investigazioni poliziesche per la sua esperienza passata, sa lottare a mani nude, va in moto invece che in bicicletta. Piacerà alle generazioni più giovani ma non è più quel don Matteo che sa leggere nei cuori delle persone e che ha una chiara visione soprannaturale. Per quanto si cerchi di evitarlo, lo strappo con il passato c’è ed è vistoso.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Etichetta
Paese ITALIA
Tematiche-dettaglio
Tipologia
Titolo Originale Don Matteo 13
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