CHE DIO CI AIUTI – 1

2011Dal 15 dicembre 2011 su Rai Uno per 16 puntateTutti  

Suor Angela dimora nel convento degli Angeli a Modena, che rischia di chiudere per mancanza di vocazioni. L'unica soluzione è trasformare un'ala in un convitto studentesco femminile. Il convento si anima presto della presenza di Giulia, una ragazza madre, Azzurra, fanatica per la moda, mandata lì da suo padre perché non ha tempo di occuparsi di lei e Margherita, abituata da troppo tempo alle coccole dalla madre per abituarsi a vivere fuori casa. Come se non bastasse arriva anche un uomo, l'ispettore Marco Ferrari dal momento che la sua casa si è allagata...

Nella nuova fiction della Lux Vide, chi risolve il caso e mette pace nella comunità non è più don Matteo ma suor Angela; le somiglianze fra le due serie sono però solo in superficie; suor Angela  è molto più impicciona e si avvale della collaborazione di ragazze particolarmente intraprendenti. I malvagi non hanno scampo…


Valori Educativi



Suor Angela mostra di avere una fede matura nonostante le sue umane debolezze, dona speranza e fiducia in chi le sta vicino e ha un rapporto confidenziale e “dialettico” con l’Altissimo

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Ben riuscita la figura di suor Angela; le puntate si sviluppano con allegria frizzante grazie alle scombiante giovani frequentatrici del convitto studentesco femminile. Alcuni personaggi sono solo abbozzati (sopratutto quelli maschili) e avrebbero bisogno di un maggior approfondimento

Cast & Crew

Our Review

Non si fa a tempo a vedere  l’ultima puntata di Don Matteo l’8 dicembre che ecco, dal 15,  parte Che Dio ci aiuti e parte subito bene con circa 7 milioni di spettatori (Don Matteo 8 ha oscillato fra i 5 e gli 8 milioni).

Chi è in attesa di Don Matteo 9 (già previsto) ha molti motivi per seguire questo nuovo serial prodotto dalla Lux Vide per Rai Fiction, che mostra, nei confronti del primo, molte somiglianze ma anche significative novità.

La struttura portante di ogni puntata è molto simile:  si inizia con la scoperta di un omicidio e mentre i Carabinieri (Don Matteo) o la polizia (Che Dio ci aiuti) indagano, il protagonista (ora è suor Angela) che sa a leggere nei cuori e sa cogliere i rapporti veri fra le persone, risulta determinante per la soluzione del caso e, particolare non trascurabile, alla conclusione dell’episodio è in grado di riportare la pace nella comunità che da quell’evento è stata ferita.

I personaggi di entrambi i lavori possono venir  raggruppati in tre categorie: le persone che sono coinvolte nel fatto delittuoso e che vivono per il tempo della puntata; il protagonista, un uomo/una donna di fede ed infine un gruppo di personaggi che potremmo definire intermedi le cui vicende si sviluppano lungo tutte le puntate della stagione.

E’ su queste due ultime tipologie che si concentrano le maggiori novità, oltre al cambiamento di location, dalle stradine di  Gubbio a una vera e propria città come Modena.

Don Matteo è un sacerdote a tutto tondo, esprime pienamente il suo essere per il mondo ma non del mondo; non conta la sua vita privata, ciò che personalmente può provare (nell’ottava serie abbiamo comunque scoperto che è molto bravo a giocare a biliardo, forse un retaggio  giovanile) ma si sente interamente dedito al bene del suo prossimo. Parla poco ma scruta con i suoi occhi profondi il suo interlocutore, che spesso finisce per confidarsi e confessare quando è colpevole.

Suor Angela è stata disegnata in modo diverso: ha una fede sincera e fiducia di fondo in ogni essere umano ma questa volta veniamo a conoscenza delle sue debolezze umane  (non le è congeniale alzarsi presto, secondo le esigenze del convento) ed ha un passato burrascoso (è stata perfino in carcere). Si reca spesso in cappella dove intrattiene un colloquio con il Divino Interlocutore (che però non risponde, a differenza di quanto accadeva nei film di Don Camillo e Peppone). La sua fede la pone accanto, con particolare sensibilità,  alla persona che soffre o che ha bisogno di aiuto ma vi sono anche sequenze dove si parla esplicitamente di fede e  lei svolge del vero e proprio apostolato.
Elena Sofia Ricci rende molto bene il personaggio.

L’atteggiamento di suor Angela nei confronti  del caso poliziesco di turno è molto diverso rispetto a Don Matteo, sempre rispettoso del lavoro delle forze dell’ordine: lei si sente particolarmente coinvolta e autogiustificandosi con un “in fondo lo faccio a fin di bene”, mente spesso, sottrae temporaneamente carte di identità e portafogli o addirittura fa incursioni in  case private. Fatto ancora più sconcertante, cerca di rimediare recitando molteplici Pater Noster, ben sapendo che ciò che ha fatto lo rifarà di nuovo.

Ma è nel confronto con i “personanggi intermedi” che  si notano le maggiori differenze.

In Don Matteo 8 non è stato difficile appassionarsi alla storia dei promessi sposi Giulio e Patrizia: un amore sottoposto a molteplici sfide, dal desiderio di affermazione professionale di lei all’incapacità di Giulio di considerarla ormai una donna matura. Il tutto sotto lo sguardo vigile del padre di lei (interpretato da un ottimo Nino Frassica), combattuto fra il desiderio di vederla felice e l’istinto protettivo di un padre che la considera ancora troppo giovane.

Suor Angela ha aperto un’ala del convento a convitto universitario per ragazze ed è da questa svariata umanità che si incrociano storie e avvenimenti il più delle volte divertenti. Fatta eccezione per la figura di Giulia, la ragazza madre  che è riuscita a organizzarsi una vita autonoma con sua figlia Cecilia, le altre ragazze hanno  caratterizzazioni decisamente sopra le righe (probabile influenza di Tutti pazzi per amore?) e se Azzurra è esageratamente “in”, sempre preoccupata di essere alla moda e di frequentare le persone giuste, Margherita è assillante con il suo desiderio di recuperare, a spese di suor Angela, le attenzioni premurose che le concedeva sua madre. L’ispettore Marco Ferrari è un personaggio ancora nel limbo e per il momento si limita a fare da spalla alle battute di suor Angela mentre appena abbozzati sono i suoi colleghi di ufficio; non possono reggere il confronto con la ricchezza del personaggio interpretato da Nino Frassica.

Complessivamente ci si diverte ad ogni puntata, si affrontano in modo esplicito temi di fede, l’allegra brigata del convitto dà un piglio giovanile alla serie ma un numero non piccolo di personaggi attende ancora di esser messo a fuoco.

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Titolo Originale Che Dio ci aiuti
Paese ITALIA
Etichetta
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Users Reviews

  1. Marco

    È un evidente copia di “Un Ciclone in convento ” nota serie tedesca, che però quì è fatta all’italiana, simile si all’ originale nell’idea ma poi quasi completamente diverso. Nella serie tedesca  le suore vivono solamente in un convento è non hanno alcun hotel o bar ma esse stesse si mantengono da sole con altre attività, unica cosa in comune è la lotta per non perdere il convento che in che dio ci aiuti avviene però ad opera di un imprenditore che ovviamente non c’è la fa ad ottenere il convento. Poi in questa serie manca il Progressismo, è si manca proprio in quanto questa era la caratteristica di Un Ciclone in convento, che ne costituiva la struttura narrativa ed infatti nella serie vengono trattati temi come la sessualità in tutte le sue forme, la disforia di genere, tutte le forme di famiglia esistenti,il cambio di sesso, il rispetto della legge dello stato, il fine vita, l’abbandono di minori, il problema degli anziani nelle case di riposo, l’immigrazione e l’accoglienza, il razzismo , l’omofobia e transfobia. Tutti temi che seppur in una serie di stampo cattolico vengono affrontati con un ottica altamente progressista, addirittura in una puntata una suora resta incinta è le suore vogliono tenerla in convento perché quella è la sua casa. In Che dio ci aiuti tutto ciò è assente, rimane un programmuccio sì carino ma per nulla impegnato come la serie tedesca, tutto considerato un esempio di tv dei buoni sentimenti, non troppo impegnativa, senza temi scottanti o puntate “scandalose” tutto in comfort zone, abbastanza statico ,  noioso alla fine dei conti. Insomma una solita fiction democristiana che mamma RAI ha defecato per i suoi telespettatori.

    1.0 rating

    È un evidente copia di “Un Ciclone in convento ” nota serie tedesca, che però quì è fatta all’italiana, simile si all’ originale nell’idea ma poi quasi completamente diverso. Nella serie tedesca  le suore vivono solamente in un convento è non hanno alcun hotel o bar ma esse stesse si mantengono da sole con altre attività, unica cosa in comune è la lotta per non perdere il convento che in che dio ci aiuti avviene però ad opera di un imprenditore che ovviamente non c’è la fa ad ottenere il convento. Poi in questa serie manca il Progressismo, è si manca proprio in quanto questa era la caratteristica di Un Ciclone in convento, che ne costituiva la struttura narrativa ed infatti nella serie vengono trattati temi come la sessualità in tutte le sue forme, la disforia di genere, tutte le forme di famiglia esistenti,il cambio di sesso, il rispetto della legge dello stato, il fine vita, l’abbandono di minori, il problema degli anziani nelle case di riposo, l’immigrazione e l’accoglienza, il razzismo , l’omofobia e transfobia. Tutti temi che seppur in una serie di stampo cattolico vengono affrontati con un ottica altamente progressista, addirittura in una puntata una suora resta incinta è le suore vogliono tenerla in convento perché quella è la sua casa. In Che dio ci aiuti tutto ciò è assente, rimane un programmuccio sì carino ma per nulla impegnato come la serie tedesca, tutto considerato un esempio di tv dei buoni sentimenti, non troppo impegnativa, senza temi scottanti o puntate “scandalose” tutto in comfort zone, abbastanza statico ,  noioso alla fine dei conti. Insomma una solita fiction democristiana che mamma RAI ha defecato per i suoi telespettatori.

  2. Kalman Schaff

    Una serie molto bella, utilizza davvero il film per quello a cui è destinato: insegnarci! Ti insegna come vivere una vita felice e morale oggi! Questo è assolutamente necessario, perché gli altri film di oggi parlano di come mantenere l’attenzione dello spettatore con esplosioni ancora più grandi e omicidi ancora più crudeli. Tutto questo viene naturalmente cercato di imporci. Ringrazio gli attori, gli scrittori e l’intera troupe cinematografica per aver servito una così buona causa. “Dio li aiuti!”

    10.0 rating

    Una serie molto bella, utilizza davvero il film per quello a cui è destinato: insegnarci! Ti insegna come vivere una vita felice e morale oggi! Questo è assolutamente necessario, perché gli altri film di oggi parlano di come mantenere l’attenzione dello spettatore con esplosioni ancora più grandi e omicidi ancora più crudeli. Tutto questo viene naturalmente cercato di imporci. Ringrazio gli attori, gli scrittori e l’intera troupe cinematografica per aver servito una così buona causa. “Dio li aiuti!”

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