CORRO DA TE

2022113 min14+   Diversamente abile

Un ricco imprenditore, seduttore seriale vuole conquistare una ragazza fingendosi anche lui diversamente abile sulla sedia a rotelle. Un racconto divertente che lascia trasparire il suo impegno a sviluppare una tesi precostituita. Su Sky+

Gianni dirige con successo e piglio autoritario un’azienda che produce scarpe sportive. Attraverso la pubblicità della sua azienda trasmette l’immagine di una vita all’insegna della competizione sportiva e dell’energia giovanile. E’ un obiettivo che cerca anche per se stesso, nonostante i suoi 49 anni: fa jogging ogni mattina e la sera, al volante di una rombante coupé rossa, replica il suo successo anche nella vita privata,  frutto di spudorate strategie seduttive. Un giorno conosce Chiara, una ragazza disabile sulla sedia a rotelle. Gianni ne resta subito attratto e come strategia, scommettendo con gli amici del circolo, si propone di sedurla fingendo anche lui di vivere su una sedia a rotelle…


Valori Educativi



Una corretta riflessione sulla disabilità che è solo un modo diverso di essere nel fisico ma uguali nel voler amare

Pubblico

14+

Qualche eccessiva disinvoltura del seduttore seriale non risulta adatta ai più piccoli

Giudizio Artistico



Commedia brillante ben costruita ma commedia a tesi, con un Pierfrancesco Favino che straborda lasciando in un angolo la pur brava Miriam Leone

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Sono molti ormai i film/serial che hanno affrontato il tema della diversa abilità. Di chi ha la sindrome di Down (Ognuno è perfetto) o quella di Asperger, (Atypical), di Tourette (Marilyn ha gli occhi neri) o di Williams (Gabrielle – un amore fuori dal coro), disabilità mentali (Non ci resta che vincere) o è non vedente (Blanca).

Sono film che si lasciano guardare molto volentieri perché esaltano le doti fisiche e morali di chi è diverso nel corpo e dimostrano come possano serenamente conquistarsi il loro posto nel mondo.

L’esordio del film è insolito, per uno di questa categoria. Ci viene mostrato come un dongiovanni incallito di mezza età, riesce ad  attirare a se’  una sequenza ininterrotta di giovani donne fornendo sempre una falsa identità e vantandosi delle sue conquiste nel circolo per soli uomini che frequenta (si potrebbe osservare che Pierfrancesco Favino non è proprio un  irresistibile adone però viaggia sempre in spider rossa  e per questo, forse le ragazze hanno trovato in lui altre virtù). Come se non bastasse, il suo mito per l’efficienza lo porta e essere rude e sbrigativo con i suoi dipendenti e a deridere una sua collaboratrice del marketing perché aveva proposto di inserire nella loro immagine pubblicitaria anche i diversamente abili.

Ma Gianni incontra Chiara  e con l’occasione rielabora la propria strategia seduttiva. E’ questa l’occasione per il regista e sceneggiatore Riccardo Milani per inanellare una serie di divertenti gag volte a ridicolizzare i tentativi di Gianni di fingersi costretto su una sedia a rotelle. Man mano che la loro relazione progredisce Gianni scopre che Chiara ha una vita intensa: suona musica classica in un’orchestra, gioca spesso a tennis e ha tanti simpatici amici.

La conversione del normodotato che comprende la ricchezza di una vita passata su due ruote è il finale che ci si può aspettare per film di questa categoria ma è interessante l’aggiunta di un ribaltamento dei ruoli, non fisico ma psicologico.

Tutto bene dunque? Un altro film che ci sollecita sulla sensibilità che è giusto provare verso chi è diversamente abile?

Certamente sì, ma c’è all’origine qualcosa di troppo costruito, c’è l’impegno intellettuale di sviluppare una tesi (un’attitudine molto francese e in effetti il film di Riccardo Milani è una copia quasi esatta del film francese Tout le monde debout di Franck Dubosc).

Gianni è il “tipo” dell’impenitente seduttore e lo è fino alla fine, cambiando solo quando è travolto dagli eventi che lui stesso ha innescato. Chiara è un altro “tipo”: la diversamente abile dall’equilibrio perfetto, impegnata in molte attività, ha tanti amici e accetta, con stoica serenità, la scarsa probabilità che qualcuno si innamori di lei. Molto più realisti e umani, nella loro debolezza, sono stati i personaggi di Marilyn ha gli occhi neri: in questo film non mancano i momenti di scoraggiamento, per l’impossibilità di essere diversi da quello che si è ma è proprio da questa situazione che chi è diversamente abile si appoggia con forza a chi lo può comprendere e sostenere.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Etichetta
Paese ITALIA
Tipologia
Tematiche (generale)
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