Drammatico
Dopo aver letto innumerevoli interviste ad Alejandro Amenàbar e recensioni critiche sul film (non si erano mai visti gli ingranaggi della propaganda così ben ingrassati) si arriva alla conclusione che Mare dentro non si limita a sviluppare una tesi, ma pretende di essere una rivendicazione sulla libertà dell'uomo di governare il proprio destino.
Howard Hughes, miliardario a 18 anni grazie all'eredità paterna, nel periodo degli anni '25-'50 realizza il film più costoso del suo tempo, progetta e costruisce l'aereo più veloce e quello in legno più grande mai costruito (il famoso "Spruce Goose"); proprietario della TWA, fu pioniere nei voli civili transoceanici e si fece accompagnare dalle donne del cinema più belle del momento. Ma le sue fobie lo isolarono progressivamente , fino alla reclusione totale per 10 anni in una stanza d'albergo e alla morte, avvenuta nel '76.
Nell'autunno del 1953 la giovane insegnante di arte Katherine Watson lascia la California ed il suo fidanzato per il New England, assunta al prestigioso Wellesley College, dove vengono educate le figlie delle più ricche famiglie dell'East Coast. Vi arriva piena di entusiasmo, desiderosa di insegnare un'arte non ricavata dai libri ma dalle emozioni che scaturiscono da una presa diretta con i capolavori. Vuole anche esser paladina di una figura di donna che cerca di realizzarsi nel lavoro professionale , oltre che essere moglie e madre. Katherine capisce subito che entrambe le battaglie risulteranno molto difficili, a meno che lei riesca ad attirarsi la simpatia di qualche studentessa o di qualche collega....
Kurt Gerstein, coscienzioso esperto in veleni contro i parassiti, cristiano protestante ma anche ufficiale delle SS, si accorge con sgomento, in un suo viaggio nella Polonia occupata, che lo Zyklon B che egli aveva fornito per opere di disinfestazione viene in realtà usato per sterminare in massa famiglie ebree.
Con allegria si parla di sposarsi. Si, sposarsi alla vecchia maniera: in chiesa e giurando eterna fedeltà.
Una storia semplice che ha come scenario la Scuola San Benedict nel West Virginia. Un professore che svolge il suo lavoro con passione e amore, un alunno difficile che vuole assolutamente recuperare, ma che, seguendo il modello paterno dell’arrivismo e del carrierismo, finisce con il deludere le sue aspettative.
Steven Spielberg propose a Roman Polansky di fare la regia di "Shindler's list", ma lui rifiutò.
La proposta di Spielberg era ben motivata: quale regista, meglio di Roman, poteva descrivere le atrocità del ghetto di Varsavia, proprio lui che a 10 anni era lì (in realtà si trovava nel ghetto di Cracovia) a osservare il resto della sua famiglia mentre veniva deportata nei campi di concentramento?
Milan (ma scopriremo il nome di questo personaggio taciturno e riservato solo dai titoli di coda) scende dal treno in un paesino della provincia francese, simile all’eroe solitario di certi film di Sergio Leone, ma poco dopo lo vediamo, molto meno eroico, recarsi in una farmacia per comprare un’aspirina. Qui incontra Manesquier, logorroico insegnante in pensione, che lo invita a casa sua per prendere un bicchiere d’acqua dove sciogliere il medicinale.
























