UNA BIONDA IN CARRIERA

Elle Woods, avvocatessa di successo e in procinto di sposarsi, cerca di rintracciare la madre del suo chihuahua Bruiser per invitarla al matrimonio. Scopre però che la cagnetta è usata come cavia da una ditta di cosmetici. Elle allora entra nello staff della deputata Rudd a Washington per far approvare una legge contro la sperimentazione sugli animali.

Valori Educativi



Unico sentimento positivo è quello in difesa degli animali

Pubblico

14+

Per il crudo umorismo riferito a rapporti omosessuali

Giudizio Artistico



Il film non riesce ad essere divertente, l'ambientazione è quasi fumettistica ed i personaggi poco convincenti

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Una bionda in carrieraè il sequel di una fortunata e intelligente commedia di un paio di anni fa, La rivincita delle bionde, in cui la bionda del titolo dimostrava, oltre le apparenze dei suoi vestitini rosa e del suo eloquio zuccheroso, di essere in grado di competere con le migliori menti di Harward, proprio sfruttando le sue atipiche qualità e la sua spontanea capacità di entrare in rapporto con le persone. Un inno, insomma, ad andare oltre le apparenze, ma anche un brillante apologo sulla possibilità di ognuno di allargare i propri orizzonti e i propri desideri.

In questo film, purtroppo, si conserva lo “smalto” superficiale del primo episodio (arrivando addirittura a replicare personaggi e situazioni), ma se ne smarrisce la carica e la freschezza, anche perché il personaggio principale viene ridotto alla sua caratterizzazione folkloristica (i vestiti vistosi, la parlata strabordante e infiocchettata, una certa saggia ingenuità), mentre perde in profondità il percorso di crescita del personaggio, che diventa quasi una maschera, come dimostrano gli insistiti riferimenti a classici della commedia “civile”come Mr. Smith va a Washington. Così la vicenda umana di Elle viene inghiottita da un caso e da una critica al sistema che, per il contesto e i modi con cui viene condotta, non riesce ad essere né comica né davvero pungente, col risultato di essere risibile, ma ben poco divertente.

Stilisticamente, infatti, si sceglie di abbandonare il realismo surreale del primo film, a favore di una ambientazione quasi fumettistica e anche psicologicamente poco convincente, in cui appaiono ancora più stonate e irritanti le tirate animaliste e pro-gay o i riferimenti “dissacranti” a momenti fondamentali della storia della lotta per i diritti civili con la “One million dogs march” organizzata dalle Delta-Nu, che fa il verso alle grandi marce per i diritti dei neri.

Al di là di questi difetti tematici, il film risulta molto deludente anche nella caratterizzazione dei personaggi di contorno, che si riducono spesso a funzioni o macchiette e che, salvo rari casi, non hanno alcuna possibilità di sviluppo nel corso della storia.

Detto questo, il film strappa qua e là un sorriso, che fa rimpiangere ancor di più l’occasione mancata, che oltretutto paga un pesante pedaggio alla politically correctnessoggi imperante e affila le sue armi solo sul versante del sentimentalismo pro-animali.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Legally Blonde 2 Red White & Blonde
Paese USA
Etichetta
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