ODISSEA

2026173 min10+ GuerraEpica

Il titolo l’Odissea potrebbe richiamare il famoso poema epico ma si tratta in realtà di una rivisitazione moderna di Christopher Nolan con l’obiettivo di esprimere repulsione per la guerra, per l’inganno e ogni forma di violenza. Un obiettivo nobile e ambizioso che non sempre risulta correttamente espresso attraverso le pagine modificate del poema omerico. In sala

Ad Itaca Penelope sta tessendo (con l’inganno) il sudario funebre per il suocero Laerte mentre nella grande sala della reggia i proci banchettano festosamente in attesa che lei decida il suo nuovo marito. Il figlio Telemaco parte in segreto per raggiungere Menelao nella speranza di avere notizie del padre. Intanto Ulisse, ospite della ninfa Calipso, inizia a faticosamente a ricordare il suo angoscioso passato: la presa di Troia, il viaggio di ritorno ( Polifemo, i Lestrigoni, la maga Circe, le sirene, Scilla e Cariddi). A Trinacria i compagni di Ulisse mangiano i buoi sacri di Apollo e questi innesca una terribile tempesta che causa la loro morte. Approdato ormai solo nell’isola di Ogigia, viene trattenuto dalla ninfa Calipso ma dopo sette anni lei stessa lo aiuta a recuperare memoria del passato e consente che Ulisse possa tornare a Itaca. Approdato sull’isola, si presenta alla reggia nelle vesti di un mendicante pronto ad attuare con l’inganno la sua vendetta contro i proci…


Valori Educativi



Il desiderio originale di Ulisse di tornare alla propria casa è stato modificato in un’aspirazione più generale di cessione di ogni tipo di violenza ma non viene abbandonato il principio de: “il fine giustifica i mezzi”

Pubblico

10+

Alcune scene potrebbero impressionare i più piccoli

Giudizio Artistico



Il regista e sceneggiatore Christopher Nolan conferma la sua bravura e cura nei dettagli nel costruire sequenze ad alto effetto. Bravissimi Anne Hathaway (Penelope) e il suo pretendente Robert Pattinson (Antinoo)- Altri personaggi appaiono più sfumati come Atena (Zendaya). Il racconto, soprattutto nella costruzione dei personaggi, mostra alcune incoerenze

Cast & Crew

Our Review

Dopo  Oppenheimer (6 oscar nel 2024, primo film vietato ai minori ad aver incassato più di 10 milioni di dollari al giorno negli Stati Uniti), il regista e sceneggiatore Christopher Nolan si è posto sul podio dei più acclamati registi a livello mondiale.  In seguito, l’aver voluto realizzare un film adattando il tema epico dell’Odissea, un poema caro alla cultura popolare dell’Occidente, ha provocato l’innesco di una miscela esplosiva che sta  generando un successo al botteghino da primato. Su giornali, su riviste, su YouTube, si è generata una moltitudine di elogi  al film, alcuni impegnati a chiarire come l’Odissea sia stata “rivisitata” da Nolan, altri per riportare alla mente dei più come Omero, nel suo testo originale, abbia raccontato certi eventi o presentato certi personaggi. Si tratta di un vistoso fenomeno mediatico che ha l’effetto derivato di riportare in auge il cinema e il suo potere ammaliante. E Nolan conferma le sue doti narrative: il film è una sequenza ininterrotta di quasi tre ore di eventi drammatici di grande impatto visivo (con musica al massimo  volume) che non danno un momento di tregua allo spettatore.

E’ chiaro che Nolan non ha riportato sugli schermi l’Odissea di Omero ma la “sua” Odissea. E’ importante saperlo prima di andare a cinema, per evitare di partire con aspettative che resterebbero inevitabilmente disattese.

Se il film Oppenheimer ha raccontato come lo scienziato, dopo le esplosioni delle bombe atomiche da lui progettate su Hiroshima e Nagasaki, sia stato tormentato dalla distruzione di massa che queste hanno generato, ora l’Ulisse di Nolan arriva al punto di non desiderare più di tornare a casa perché angosciato per le violenze e per i  morti  che sono stati frutto dell’inganno del cavallo di legno, ideato da lui stesso. Un tormento acuito dalle continue perdite dei suoi marinai  durante l’avventuroso viaggio di ritorno.

Nolan, con la sua Odissea, opera un vero e proprio intervento chirurgico: mantiene il “corpo”, la “struttura”  essenziale dell’Odissea (Penelope e il suo telo, il ciclope, le sirene, la maga Circe …) innestando un nuovo spirito: il lamento per un mondo di violenza e sopraffazione.

La domanda che a questo punto è lecito porsi è: in che modo il Nolan-Penelope ha adattato il telo della trama dell’Odissea al nuovo tormentato Ulisse  da lui stesso costruito? Il  Nolan-musicista ha usato con buon profitto gli strumenti musicali che il poema greco gli ha reso disponibili? Ha  accordato questi strumenti in modo corretto, trasformando il suono originale in qualcosa di altrettanto gradevole, armonioso e organico?

Una delle decisioni più drastiche di Nolan riguarda i personaggi femminili. Con l’importante eccezione di Penelope, confermata nella sua posizione di moglie in attesa del marito (ottima l’interpretazione di Anne Hathaway), le altre perdono il loro potere seduttivo, sacrificato per portare in primo piano moderne introspezioni psicologiche o tematiche sociali. E’ sorprendente la maga Circe: non è più colei che seduce e trattiene a sé Ulisse per un anno intero ma una maga ossessionata dai pericoli che una donna può temere per colpa dei  maschi.  La decisione di trasformare i compagni di Ulisse in porci ha un obiettivo “preventivo”:  evitare cioè che possano far del male ad altre donne.  “Con i loro istinti primordiali hanno stuprato e saccheggiato tutto il mondo: credi che la brutalità dei tuoi uomini sia disciplina?”: commenta Circe rivolta a Ulisse.

Le sirene, nella mente di tutti, sono l’essenza della seduzione. Ora l’Ulisse di Nolan, legato all’albero della nave, soffre per  ben altri tormenti causati  alla sua crisi personale: sente  tutto quello che non vorrebbe  aver mai desiderato; quello che desidera ma non puoi più  avere. La sequenza, dove si vede Ulisse legato all’albero della nave che urla mentre si intravede, nella semioscurità, il profilo  lontano delle sirene, è fra le più modeste del film.

Ancora più sorprendentemente, la ninfa Calipso,    bellissima nella memoria dei più,  in grado di trattenerlo per sette anni perché perdutamente innamorata di lui, ora si trasforma, nell’interpretazione di Nolan, in una attenta psicologa che indossa pratici abiti “professionali”, per nulla seducenti e che si preoccupa di guidare  Ulisse nel progressivo ricordo del  passato.

Perplessità può destare anche la figura dell’ Ulisse-guerriero. Lui ricorda con dolore l’inganno del cavallo, l’apertura delle porte di Troia, i “dieci anni di rabbia riversata su quella città in una notte” e  anche i “soffocanti festeggiamenti”  dei greci per la vittoria. La sua reazione rispecchia il tragico destino del popolo di Troia ma anche l’inganno perpetrato. Nolan  ci sta descrivendo un Ulisse  molto sensibile che però non sembra affatto preoccuparsi della ripetuta applicazione del principio: “il fine giustifica i mezzi” che esercita durante il viaggio di ritorno quando accetta di

Ulisse nelle vesti di un freddo e violento combattente che uccide, dopo un inganno, tutti i proci presenti ad Itaca e che durante il viaggio di ritorno esercita più volte il principio: “il fine giustifica i mezzi”,  accettando di sacrificare alcuni dei suoi uomini per salvare la vita del resto dell’equipaggio e di fronteggiare i proci che sono stati disarmati attraverso un inganno (situazione parzialmente attenuta nella versione di Nolan).

Siamo tentati di concludere che l’impegno di Nolan di trasmettertici giusti messaggi di pace, di lotta contro ogni forma di violenza coprendoli con il “vestito” del racconto epico dell’’Odissea, sia riuscito solo in parte. Il “vestito” non si è ben adattato al “corpo” dell’Odissea proprio perché l’originale è dotato di  una robusta  struttura narrativa che, trasformata  di senso solo in alcune sue parti,   rischia di  non raggiungere una nuova, originale coerenza interna.

Autore

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Paese  USA
Tipologia
Tematiche (generale)
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