IL VOLTO DI UN’ALTRA

201184 min10+  

Bella, la conduttrice di un reality televisivo in crisi di ascolti, ottiene il ben servito dalla rete. “La tua faccia ha stancato”, le dicono i dirigenti, mandandola su tutte le furie. Ha poco da stare allegro anche René, l’altra star dello show, un chirurgo estetico che opera in diretta pazienti vetuste o con il naso aquilino, pronte a spendere ingenti cifre per farsi rifare i connotati. Bella e René, infatti, sono sposati e l’estromissione della donna dalla trasmissione va a pesare sul ménage familiare dei due. Quasi provvidenziale, dal loro punto di vista, che un incidente in macchina ferisca la donna al viso. René, marito premuroso e bravo medico, la rimette in sesto ma si fa venire un’idea: se si facesse credere a tutti che Bella sia rimasta orribilmente sfigurata, si potrebbe truffare l’assicurazione per dieci milioni di euro. E magari organizzare una diretta televisiva sull’intervento chirurgico dell’anno. Funzionerà la mascherata?

Cinica e grottesca commedia nera di Pappi Corsicato su Renè, un chirurgo plastico e sua moglie Bella, una presentatrice televisiva caduta in disgrazia  che imbastiscono una truffa sfruttando i tanti telespettatori creduloni


Valori Educativi



Il film ha a forma di un apologo, in cui viene punito solo chi se lo merita ed esiste il riscatto per chi si redime

Pubblico

10+

Ccenni di turpiloquio, lieve tensione psicologica

Giudizio Artistico



Il regista ha talento per la confezione e, insieme agli sceneggiatori propone diverse trovate geniali. La sceneggiatura però non si preoccupa di consolidare i personaggi, lasciando che vezzi e manierismi registici e una molto buona direzione d’attori, facciano il grosso del lavoro

Cast & Crew

Our Review

Cinica e grottesca commedia nera di Pappi Corsicato, regista cinefilo, autore di cortometraggi e documentari, che quando si è cimentato con il cinema l’ha sempre fatto rimestando nel torbido con una vena surreale di alleggerimento e un talento visivo mai passato inosservato. Qui, saccheggiando una mezza dozzina di generi cinematografici, intavola una storia di gelosie, truffe, ricatti e avidità, sullo sfondo di una scintillante clinica di chirurgia estetica sulle Dolomiti. Finiscono nel mirino, con una certa prevedibilità, gli idoli della società dell’apparenza, gli stregoni del bisturi, il “grande carnevale” dei mass media, il popolo bue pronto ad applaudire qualunque orrore o trivialità spacciati dalla televisione e – ti pareva – la Chiesa, qui interpretata da una suora teutonica pronta alle azioni più turpi per bramosia di denaro (interpretata dalla bravissima Iaia Forte e memore di tanti personaggi, dalla “Fratello diesel” di Alta tensione di Mel Brooks alla capo-infermiera di Qualcuno volò sul nido del cuculo, ma abbigliata come in un film di Fellini). Meno banale è la critica delle classi sociali più povere, da un operaio capopopolo bravo a riempirsi la bocca di retorica marxista, ma pronto a usare le stesse armi dei ricchi, da lui invidiati (e con cui condividerà la sorte, in un punitivo e catartico lavacro di liquami fognari), per raggiungere gli stessi fini.

Un film programmaticamente sgradevole, fatto non male, che non difetta neanche di una tensione etica (più un apologo, che una tragedia, in cui viene punito solo chi se lo merita ed esiste il riscatto per chi si redime) ma che non si saprebbe bene a chi consigliare. Un film con molti guizzi, che sembra però avere il fiato corto proprio quando ci si aspetterebbe dalla storia un colpo di coda. Il regista ha talento per la confezione e, insieme agli sceneggiatori (tra cui Gianni Romoli, che ha scritto la maggior parte dei film di Özpetek), propone diverse trovate geniali (anche se di ognuna – come per esempio la scena del coro dei ventriloqui – bisognerebbe verificare che non si tratti di una citazione da altri film). La sceneggiatura, però, si fida troppo delle (giuste) randellate contro i “nuovi mostri” della società contemporanea e non si preoccupa di consolidare i personaggi, lasciando che vezzi e manierismi registici, e una molto buona direzione d’attori, facciano il grosso del lavoro. Non ci si annoia, certo, e la durata inferiore all’ora e mezza è da applaudire per un film cui qualche intuizione non impedisce di avvitarsi su se stesso e risultare, in fin dei conti, un po’ inconcludente e tutt’altro che memorabile.

Autore: Raffaele Chiarulli

Details of Movie

Titolo Originale Il volto di un'altra
Paese ITALIA
Etichetta
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