IL TRUFFATORE DI TINDER

2022114 min14+ TruffaLa Famiglia e i Media

Ragazze in cerca di compagnia incontrano su Tinder un giovane brillante della Jet society che le fa innamorare e poi chiede loro urgentemente dei soldi. Un documentario ricavato da una storia vera, molto interessante per riflettere sulla eccessiva virtualizzazione delle nostre esistenze e sull’attitudine a farsi cullare da sogni mal riposti. Su Netflix

Cecilie è una ragazza di origini norvegesi di 31 anni. Si è da poco trasferita a Londra e lavora presso  una società di sviluppo software. E’ libera sentimentalmente e ama usare Tinder per incontrarsi con ragazzi che le potrebbero piacere.  Una sera si sofferma a guardare le foto di Simon Leviev, figlio di un magnate dei diamanti. Si vede chiaramente che vive una vita a 5 stelle, fra aerei privati, alberghi di lusso e yacht. Cecilia è interessata: fa swipe a destra e il risultato è un match (traduzione per chi non usa Tinder: Simon ha accettato di incontrarla). Cecilie inizia a vivere giornate da sogno: incontri in alberghi di prima classe, cene prelibate, viaggi su jet privati. Ormai la relazione è avviata, fatta di molti messaggi e rapidi incontri in giro per l’Europa. Simon le chiede di vivere assieme a lui e, sempre via Internet, le mostra gli appartamenti a Londra che sta visitando. Poi, improvvisamente, una notizia drammatica: Simon è in serio pericolo di vita e chiede a Cecile un prestito sostanzioso. Cecile, per aiutarlo, gli manda tutti i suoi risparmi e poi inizia a indebitarsi fino al collo…


Valori Educativi



Questo documentario ha il valore di denunciare (raccontando fatti assolutamente veri) i rischi dell’eccessiva virtualizzazione della nostra vita. I protagonisti della storia risultano dei truffatori o dei superficiali

Pubblico

14+

Occorre una certa maturità per comprendere le tematiche trattate

Giudizio Artistico



Un ottimo lavoro di ricostruzione dei fatti accaduti. Un documentario che sarebbe stato completo con una miglior approfondimento delle personalità delle vittime

Cast & Crew

La Nostra Recensione

All’inizio della sitcom How I met your father una mamma, nel 2050, spiega al figlio come conobbe suo padre nel 2022. Per inquadrare il contesto, la madre spiega che a quel tempo, a New York , non si prendevano più i taxi al volo, come appare in tanti film del passato, ma si usava già Uber; inoltre ragazzi e ragazze non si incontravano più in un bar fra amici, per avviare relazioni amorose ma si usava Tinder. Questo documentario, che racconta una storia assolutamente vera attraverso interviste alle dirette protagoniste, diventa un imbarazzante specchio dell’attuale  virtualizzazione dei rapporti umani e una conseguente “leggerezza dell’esistere” di tante persone , in un circolo vizioso dove non si comprende quale delle due sia iniziata prima.

Cecilie viene intervistata all’inizio del documentario e ancora riesce a comunicarci l’entusiasmo per quella relazione, così scintillante, così sopra le righe, anche se si è sviluppata più a distanza che dal vivo: messaggi, videochiamate, chat, parole affettuose da entrambe le parti. Poi lo spavento che lei prova nel vedere le foto che Leviev le invia: il suo guardaspalle presenta una profonda ferita alla testa a causa dell’attentato subito dai suoi nemici. La situazione appare grave: Cecilie gli invia tutti i risparmi che aveva accantonato per comperarsi una casa ma ancora non bastano e inizia a chiedere prestiti in banca. Di fronte all’ennesima promessa di restituzione non mantenuta, la ragazza decide di raccontare tutto alla rivista norvegese Vg che le affianca due giornalisti investigativi per cercare di acciuffare l’impostore. Ci riusciranno solo quando ad articolo pubblicato, altre due ragazze scopriranno di non essere, come credevano, l’unico grande amore di Simon ma anelli di una catena circolare che consentiva all’impostore di ostentare una vita di lusso grazie ai prestiti ricevuti dalla precedente “fidanzata”.

Una storia come questa si aggiunge ad altre simili che abbiamo visto di recente: in Inventing Anna una ragazza si spacciava per figlia di un imprenditore tedesco riuscendo a ingannare società finanziarie americane per milioni di dollari mentre in The Dropout un’altra ambiziosa ragazza riusciva a raccogliere cospicui investimenti intorno a un progetto che non è stato mai realizzato, Si tratta di tre storie vere che denunciano quanto stia diventando rischioso il nostro progressivo immergersi in un mondo virtuale. In Inventing Anna i finanziatori riuscivano ad avere colloqui tranquillizzanti per telefono con il padre di Anna ma in realtà era lei stessa che parlava a loro, usando un alteratore della voce; in Il truffatore di Tinder fu sufficiente a Simon un abile fotomontaggio per mostrare lui stesso come figlio del magnate dei diamanti  (realmente esistente) Lev Leviev.

La gravità di queste falsificazioni viene apparentemente mitigata dalla seconda parte del documentario, dove vediamo le tre donne che riescono a far arrestare il truffatore.

Ma è proprio “il dopo” è risultato particolarmente sconfortante. Condannato a 15 mesi di prigione, Simon (in realtà Shimon Hayut) ne sconta solo cinque. Ora è di nuovo sulla cresta dell’onda, ritorna a viaggiare su jet privati,  dispone di macchine di lusso (racconta di essere diventato ricco con i bit coin), ha lanciato una sua linea di T-shirt e ha una nuova fidanzata che crede fermamente in lui: la modella israeliana Kat Konlin.

E le ragazze ingannate che si sono coperte di debiti? Dovranno continuare a restituire di tasca loro i soldi chiesti in prestito per ancora molti anni. Non è contemplata una condanna con  risarcimento per inganni d’ amore.

In fondo tutti i protagonisti di questa vicenda stanno guadagnando da questa desolante storia: le ragazze continuano a venire intervistate da giornali o da reti televisive perché raccontino la loro storia e Simon  ha addirittura aperto un profilo su Cameo (il sito che permette di ricevere saluti personalizzati a pagamento da parte di celebrità varie). La sua firma è quotata 199 dollari.  

E’ evidente che un’esperienza di questo genere ci è utile come segnale d’allarme nei confronti di una eccessiva virtualizzazione della nostra vita ma c’è un’altra domanda, più pressante: come mai tante donne si sono fatte sedurre da un personaggio simile? Cosa stavano cercando, cosa volevano? E’ in fondo la domanda chiave che emerge da questa storia e non c’è nel documentario un’adeguata risposta. Sappiamo ben poco sulle tre ragazze coinvolte. Pernilla, che è stata abile nell’individuare il volo aereo che aveva preso Simo e nell’ avvisare subito la polizia decretandone l’arresto, è risultata molto dispiaciuta nel constatare che quello che le sembrava l’amore della sua vita era in realtà un impostore.  Aveva realmente colto un’intesa fra loro due o era rimasta abbagliata da una vita da jet set? Non possiamo saperlo. Più lineare, nella sua onestà Cecilie  Ha dichiarato che , ancor prima di conoscere Simon, usava Tinder intensamente (dice addirittura: almeno mille volte). Si considera una ragazza di provincia che spera in un futuro migliore e anche dopo aver scoperto l’inganno, ha continuato a usare Tinder. L’intervistatrice a questo punto le chiede: “cerchi ancora l’amore?” ecco l’insolita risposta: “Si, sempre!”

Autore: Franco Olearo

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Paese UK
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