INVENTING ANNA

20229 episodi di 60 min14+   Lavoro e Societa', Biografico

Una giornalista di New York indaga su una giovane donna che è riuscita a ingannare per mesi la crema dell’alta società di Manhattan. Una storia vera, ben costruita, specchio di un mondo che vive dell’apparire e di  disponibilità finanziarie senza confini. Su Netflix

La giornalista, Vivian Ken, in cerca di rivalsa dopo uno scoop fallito che l’ha destinata alla scriberia (angolo della redazione dei giornalisti caduti in disgrazia), decide di indagare su di un caso clamoroso quanto incredibile. Una giovane donna, Anna Delvey, il cui vero nome è in realtà Sorokin, è ora in prigione in attesa del processo, accusata di truffa ad alberghi, ristoranti e organismi finanziari dell’alta società di New York per almeno 200.000$. Puntata dopo puntata seguiamo la giornalista nella sua indagine e riusciamo a scoprire come questa fragile donna abbia vissuto per mesi negli alberghi più esclusivi di New York, abbia offerto pranzi ai ristoranti più alla moda, abbia affittato un aereo privato, abbia vestito solo Gucci e Yves Saint Laurent senza mai spendere un dollaro. La storia, nella sua sostanza, è assolutamente vera. E ricavata dall’articolo della giornalista Jessica Pressler apparso sul New York Magazine: How Anna Delvey Tricked New York’s Party People. Sorokin è stata arrestata nel 2017; è stata condannata per 8 capi di accusa e poi rilasciata nel 2021.


Valori Educativi



Fra tante persone opportuniste che cercano denaro e fama, ce ne sono altre (la giornalista, l’avvocato Todd, l’amica Neff) che si conservano oneste e che sanno essere solidali con coloro che considerano loro amici

Pubblico

14+

Qualche amore per interesse, il mentire come arte

Giudizio Artistico



Shonda Rhimes conferma la sua grande professionalità nell’imbastire una storia che riesce a mantenere alto l’interesse dello spettatore e a costruire i ritratti non solo dei protagonisti m anche dei personaggi secondari

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Le chiavi di lettura di questo serial possono essere molte. La più immediata è quella di seguire la componente entertainment, cioè l’indagine investigativa della giornalista Vivian (sempre più affaticata per una prossima gravidanza) che cerca di ottenere, con grandi difficoltà, un’intervista dai principali testimoni dei fatti accaduti, per riuscire a scoprire la vera personalità di Anna. Sotto questo aspetto la suspence è assicurata: i colpi di scena sono sapientemente calibrati e finito un episodio si desidera subito passare al successivo. Il motivo è semplice: l’ideatrice è Shonda Rhimes, la sceneggiatrice e produttrice televisiva che ha creato la serie televisiva Grey Anatomy, si è guadagnata la prima pagina nella rivista Time e  nel 2007 è stata  ingaggiata da Netflix, I risultati si sono subito visti: la prima serie prodotta in collaborazione è stata Bridgerton, la più vista finora su questa piattaforma e questa nuova serie è all’altezza delle aspettative.

Un’altra chiave di lettura è quella sociale e di costume: com’è stato possibile “bucare” il mondo dei VIP di New York, entrare a far parte dell’entourage delle persone che contano per così lungo tempo, riuscendo a ingannare tutti quelli che ha incontrato (lei si qualificava come ereditiera tedesca). Dopo la crisi del 2008, ci troviamo di fronte un’altra fragilità strutturale del sistema americano? Oltretutto non possiamo  nascondere una certa simpatia per questo Robin Hood al femminile che riesce facilmente a estorcere soldi ai ricchi non per denaro ma solo per l’ambizione di dimostrare le sue capacità nel raggiungere fama e successo. In effetti, a giudicare dalla fiction, c’è una certa fragilità nel sistema e Anna/Sorokin è stata bravissima ad individuarla.

Si tratta di una comunità di privilegiati dove la disponibilità illimitata di soldi è un dato acquisito e il problema è semmai come impiegarli, oltre che per il divertimento personale: come “annusare” la consistenza di qualche nuovo business, quale azienda di startup finanziare.  Il problema di Anna è stato quello di presentare ai finanziatori un progetto credibile (costituire al centro di New York un club esclusivo di incontri e di mostre d’arte) ma c’è stato per lei un obiettivo ancora più urgente da raggiungere: entrare nel “giro giusto” e Anna è stata bravissima in questo. Con i suoi abiti firmati, con le sue argute osservazioni riguardo gli ultimi pittori alla moda, con il suo piglio deciso che disorienta gli indecisi, è riuscita a conoscere qualcuno che conta. Ottenuto il “primo ingresso” è iniziata una catena di conoscenze inarrestabile, in un mondo dove è importante venir presentati. Noi seguiamo Anna in questa ascesa vorticosa e entriamo anche noi negli alberghi più in di New York, nei ristoranti più esclusivi, nei negozi in linea con l’ultima moda. Grazie ad ambientazioni molto curate nei dettagli finiamo per vivere anche noi nel mondo di coloro che “fanno tendenza”.

Manca ancora una terza chiave di lettura: la caratterizzazione dei personaggi. Ancora una volta dobbiamo prendere atto che Shonda Rhimes è riuscita non solo a delineare i protagonisti, anche i personaggi secondari. Quasi ogni puntata è dedicata a uno di loro., colti nella dualità vita famigliare nel loro lavoro e nelle loro ambizioni e non si può non intravvedere, in Neff, la ragazza di colore che di mestiere è maître d’albergo ma che risparmia per poter realizzare un film tutto suo, l’ombra della stessa autrice. Fra i protagonisti Vivian, la giornalista, è la più lineare: affettuosa con un marito molto comprensivo, accoglie con disappunto la notizia della nascita di un figlio perché troppo impegnata nella sua ricerca di riscatti professionale ma poi accetta la sua doppia situazione. Decisamente più complesso è il personaggio di Anna. Alla fine riusciamo a scoprire tutto sugli abili meccanismi con i quali è riuscita a ingannare tante persone ma lei, perché l’ha fatto? Perfino  nelle udienze del tribunale Anna, cambiando vestito ogni giorno, e postando le sue  immagini si Instagram, riesca a fare notizia, a creare tendenza. Alla fine lei sarà condannata ma le tante persone coinvolte, raccontando la loro versione, riusciranno ad acquisire fama e ricchezza.

Non importa tanto scoprire chi sia Anna nella realtà: lei è l’icona di un mondo basato sull’apparire, sul facile giudizio/condanna via Internet, su un’economia dove la volatile finanza ha assunto un ruolo preminente.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Paese  USA
Tipologia
Titolo Originale Inventing Anna
Tematiche (generale)
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Commenti degli Utenti

  1. F.

    Storia veramente interessante! Peccato il finale un po’ banale

    7,0 rating

    Storia veramente interessante! Peccato il finale un po’ banale