HOLLYWOOD,VERMONT

Waterford, un paesino disperso nella provincia americana del Vermont, viene invaso da una troupe cinematografica disposta a tutto pur di realizzare il prossimo grande successo del box office. Il mondo dello spettacolo, cinico, scanzonato e spregiudicato incontra così quello della provincia old England, benpensante e contegnoso. I due universi si mescolano, si urtano, si riconoscono l’uno nell’altro. Potrebbe sembrare l’ennesimo film sul cinema. Una frusta ripetizione del contrasto fra i costumi disinvolti degli artisti girovaghi e quelli perbenisti dei paesani di provincia. Ma stiamo parlando di un film scritto da David Mamet, autore di opere come Il caso Winslow, La formula, Gli Intoccabili e Premio Pulitzer 1994 per la piéce Glengarry Glen Ross (adattata per il grande schermo nel film Americani). Così gli esilaranti contrappunti fra il mondo dello spettacolo e il mondo della provincia diventano una nuova occasione per ritornare sul tema centrale della poetica del drammaturgo americano: la verità. Quanto sia arduo rinvenirla, invitante dissimularla, difficile confessarla.

Valori Educativi



L’importanza della ricerca della verità e del concedere a tutti una seconda opportunità

Pubblico

18+

Per crudezze di linguaggio, allusioni sessuali, scene di nudo

Giudizio Artistico



Ottima la sceneggiatura. Di livello inferiore la regia

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Non è un caso che i dilemmi morali e l’articolazione drammatica di questa commedia brillante sul mondo del cinema ricalchino quelli alla base del capolavoro di Mamet, Il verdetto, legal-drama per antonomasia, interpretato da Paul Newman e magistralmente diretto da Sidney Lumet nel 1982.

Al posto di un avvocato in crisi, in Hollywood, Vermont troviamo uno sceneggiatore che, a ridosso dell’inizio delle riprese, per insormontabili difficoltà produttive, deve trovare il modo di eliminare l’ambientazione del “vecchio mulino” dalla sua sceneggiatura, intitolata… Il vecchio mulino. Al posto di Paul Newman in cerca dell’orgoglio e del coraggio di rappresentare una giovane donna malata in una causa che potrebbe rovinargli definitivamente la carriera, troviamo Philip Seymour Hoffman (Magnolia, Il grande Lebowski, Ubriaco d’amore) in cerca della forza di deporre una testimonianza che comprometterebbe la sua carriera di giovane promessa nel mondo dello spettacolo. Al posto di una femme fatale come Charlotte Rampling impegnata a sabotare una causa legale, qui abbiamo Rebecca Pidgeon (La formula, Il caso Winslow, nella vita compagna dello stesso Mamet) nei panni di Ann, dolce e saggia libraia che aiuta lo sceneggiatore a fare la scelta giusta.

Non è un caso che il titolo in inglese (State and Main) non alluda al gioco narrativo di mostrare il cinema attraverso il cinema, bensì all’incrocio stradale (fra State Street e Main Street) al centro di Waterford, dove il protagonista è testimone di un fatto compromettente che trasformerà quell’incrocio nella metafora di un dilemma morale.

A ben vedere, nel corso del film, noi vediamo solo alla fine una scena riguardante riprese cinematografiche. L’unica “rappresentazione” a cui effettivamente assistiamo è quella, di genere teatrale, organizzata da Ann. La libraia allestisce infatti una finta audizione in un finto tribunale per consentire al suo amato sceneggiatore, inconsapevole che si tratti solo di una messa in scena, di prepararsi al momento della verità nel vero tribunale. L’errore compiuto nella “prova generale” gli permetterà di affrontare con la giusta intenzione la “prima”, nella vita reale.

Con fine umorismo, in un film che non lesina ironie sul rapporto fra come ci rappresentiamo sul grande schermo e come effettivamente siamo, David Mamet presenta così l’arte drammatica come opportunità di vivere, in modo mediato, esperienze etiche che contribuiranno a plasmare le nostre scelte nella vita reale. Ulteriore finezza: del film nel film sappiamo solo che parla di “un uomo che ha una seconda opportunità”. Il film a cui assistiamo presenta la storia di uno sceneggiatore che, come detto, sfrutta nel modo migliore la seconda opportunità concessagli. In parallelo alla vicenda dello sceneggiatore Mamet racconta quella della star del film, per il quale la seconda opportunità costituirà solo l’occasione di ripetere due volte lo stesso errore. Il contrappunto fra le due vicende trasforma l’ironia corrosiva che vizia altri film di Mamet in un umorismo realistico sul nostro modo di cogliere le occasioni che la vita ci offre.

Elementi problematici per la visione: alcuni dialoghi e alcune situazioni con allusioni sessuali, pur senza esplicite oscenità, consigliano la visione a un pubblico adulto.

(Per gentile concessione di: Studi Cattolici)

Autore: Francesco Arlanch

Altre Informazioni

Titolo Originale State and Main
Paese USA
Etichetta
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