CATTIVA COSCIENZA

2023110 min14+   Amore e Famiglia, Dilemma Etico

All’interno del format di una divertente commedia sentimentale, il film sviluppa una tesi non condivisibile: la felicità non scaturisce dal compiere il bene ed evitare il male ma dal seguire i propri istinti e le proprie emozioni. Su Sky+

Oltre alla Terra, dove vivono gli esseri umani, esiste un Mondo altro: il luogo dove si trovano tutte le coscienze. Periodicamente, alla voce interiore migliore, viene assegnato un premio: Otto è ad un passo dalla vittoria. Il suo assistito Filippo, infatti, è un uomo integerrimo, educato e gentile, si potrebbe dire impeccabile. Il Presidente delle Coscienze decide di affidare a lui la formazione dei suoi colleghi meno capaci: ecco che si ritrova con Trentanove, il suo più grande sostenitore e Dodici, a lui più ostile per i suoi modi da lei considerati troppo coercitivi. Un bel giorno, però, Otto si assenta per un paio d’ore dalla sua postazione e avviene l’irreparabile: Filippo incontra Valentina e se ne innamora, decide di far saltare il suo imminente matrimonio con Luisa. Per recuperare il danno, la coscienza protagonista decide di andare sulla Terra per cercare di far tornare sui suoi passi il suo sottoposto e così riportare l’ordine iniziale. Gli farà da supporto Trentanove grazie al suo umano Eriberto.


Valori Educativi



Il film vuole dimostrare che valore più importante di tutti è il libero arbitrio. Compiere ciò che è bene sembra la fonte principale della tristezza o perlomeno di tante frustrazioni, lasciarsi invece guidare da istinto e sentimenti si mostra come la vera fonte di ogni piacere e felicità.

Pubblico

14+

Alcune scene intime senza nudità. Le tematiche trattate comportano la presenza di un pubblico con buona capacità di discernimento per analizzare criticamente la tesi dell’autore

Giudizio Artistico



Interpretazioni molto convincenti da parte dei quattro protagonisti ma la scelta di produrre una commedia corale è andata a scapito della profondità psicologica dei personaggi

Cast & Crew

Our Review

Poteva vedere la luce uno sviluppo molto interessante il soggetto di Stefano Sardo divenuto sceneggiatura anche con il contributo di Giordana Mari e Teresa Gelli. Bisogna, però, constatare che sono davvero molte le debolezze dell’ultimo film di Davide Minnella.

Un’opera che, radicandosi sul genere della commedia all’italiana, pone importanti domande sulla vita, sulla felicità, sul bene e sul male, ma suggerisce risposte che, figlie di questo tempo di relativismo etico imperante, convincono solo fino ad un certo punto.

Pur sfociando nel genere fantastico, l’impostazione di fondo non è sempre coerente: la concezione della coscienza come qualcosa sì di interiore alla persona, ma simultaneamente anche estrinseco. Incoerenza che genera non pochi paradossi: se Otto scende sulla Terra per riportare Filippo sulla retta via, paradossalmente lascia il protagonista umano senza una coscienza. A sua volta anche lui, venendo nel mondo reale, è senza una sua coscienza.

Il valore più importante di tutti sembra essere il libero arbitrio. Compiere ciò che è bene (una vita lavorativa riuscita, una vita affettiva ordinata, ecc.) sembra la fonte principale della tristezza o perlomeno di tante frustrazioni, lasciarsi invece guidare da istinto e sentimenti si mostra come la vera fonte di ogni piacere e felicità. In fine dei conti, sembra dire il film, che la distinzione tra bene e male è il lascito di una cultura segnata fortemente dal religioso: nella vita reale contano solamente le scelte che facciamo e quanto queste ci procurano gioia e soddisfazione. A riguardo, il comportamento di Filippo con Valentina e Luisa è significativo: il tira e molla che mette in atto con le due donne perché in modo diverso tutte e due lo fanno sentire bene, unitamente alla sua incapacità di prendere una decisione, da una parte creano il contesto ideale per alimentare una sorta di “commedia degli equivoci”, dall’altra però spingono verso una concezione di amore emotiva e superficiale, a tratti zoppicante: molto sbilanciata su sensazioni o addirittura istinti, poco (o per niente) considerate le altre componenti che rendono l’affetto umano diverso da quello animale. Non mancano le scene di intimità, pur non indugiando in nudità.

Sullo sfondo della storia si possono intravvedere anche le famiglie delle due donne di Filippo: genitori perfetti, quelli di Luisa, anche troppo presenti nella vita della figlia, a tratti un po’ opprimenti. Sicuramente mossi dall’affetto per lei (ma senza nessuna considerazione per Filippo), non si rendono conto della loro invadenza. All’estremo opposto la famiglia, anch’essa benestante, di Valentina che non ha considerazione per lei, considera il suo lavoro di estetista una professione umiliante, alimenta in lei il senso di frustrazione e la bassa autostima. Pur essendo presenze a margine della storia, allo spettatore non serve molta fantasia per vedere come non siano per niente d’aiuto agli innamorati in questo momento di forte crisi relazionale.

Se alcune scene riescono a regalare momenti molto divertenti, altre scelte di sceneggiatura sembrano abbastanza una forzatura: una fra tutte, quella di mettere dentro un bagno chimico del cantiere della Metro C di Roma la porta che collega il Mondo Altro alla Terra.

Al di là di ciò, si possono comunque apprezzare alcuni elementi. In primis il cast: i protagonisti, Filippo e Otto, interpretati rispettivamente da Filippo Scicchitano e Francesco Scianna, Trentanove è Giovanni Esposito, Dodici è Caterina Guzzanti. Le due donne che fanno da motore alla storia sono Beatrice Grannò nei panni di Luisa e Matilde Gioli in quelli di Valentina. Presidente è Drusilla Foer. Il vecchio Eriberto, infine, è Alessandro Benvenuti. Interpretazioni molto convincenti in particolare per i due protagonisti uomini e le due donne. La scelta, però, di produrre una commedia corale è andata a scapito della profondità psicologica dei personaggi, senza però inficiare le performance attoriali. Il ritmo narrativo è abbastanza sostenuto. L’alternarsi del registro romantico con quello più “esistenziale” unitamente allo spostamento tra i due mondi rende l’intreccio coinvolgente.

Insomma, una storia che avrebbe avuto del potenziale, ma che si perde all’interno del genere ormai abbastanza usurato della commedia romantica italiana. Sul piano valoriale, l’opera è forse ancora più problematica perché separare la felicità dal Bene (quindi sposando l’opzione relativista) e rappresentare la coscienza come una voce a dir poco molesta nella vita delle persone sono scelte artistiche molto fuorvianti.

Autore: Francesco Marini

Details of Movie

Paese ITALIA
Tipologia
Tematiche (generale)
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