5 MINUTI PRIMA

20228 episodi di 30 minDiseducativo   Adolescenti

Nina di 16 anni, all’ultimo momento, si ritrae dal portare a compimento “la prima volta” con il ragazzo che le piace. Un serial tutto incentrato sul sesso degli adolescenti (rapporti fluidi, masturbazioni, sexting). Un panorama  desolante che vede solo l’aspetto corporeo della sessualità umana. Su RAIPLAY (che non dà indicazioni sulla protezione dei minori)

Nina ha 16 anni e frequenta il liceo a Torino. A Nina piace Alberto e l’amica Julia la invita una sera a casa sua: ci saranno  Omar, il  ragazzo di Julia, ma anche Alberto. La serata si sta svolgendo nel modo desiderato: Nina e Alberto hanno trovato una camera dove appartarsi ma proprio quando l’intimità sta raggiungendo il punto di non ritorno, lei si ritrae, spaventata. Il giorno dopo Nina si confida con Julia e con Simone, l’amico omosessuale e compagno di classe. Le suggeriscono di considerare l’ipotesi che sia lesbica. E’ un argomento non facile da affrontare ma intanto Nina sfoga i suoi pensieri e le sue fantasie su fogli di carta: lei ha un particolare talento per il disegno…


Valori Educativi



Il serial riduce la sessualità a pura espressione del corpo che fluttua libero in atti privati o di coppia, verso persone di sesso diverso o dello stesso sesso

Pubblico

Diseducativo

Uso di droghe durante i festini: una ragazza per studiare meglio si riempie di pillole stimolanti. Scene di masturbazione di ragazzi e ragazze. Una deformata visione della sessualità. Resta scandalosa la posizione di RAIPLAY che non pubblica indicazioni riguardo alla protezione dei minori

Giudizio Artistico



Il serial si presenta con una modesta sceneggiatura e alcuni personaggi mal definiti

Cast & Crew

La Nostra Recensione

S’ode a destra uno squillo di tromba – A sinistra risponde uno squillo. Se TIM Vision  e  Netflix  si erano avventurate a distribuire una serie teen tutta italiana, Skam Italia, ambientata a Roma,  ha da poco risposto Prime Video con Prisma (le riprese sono state realizzate a   Latina) e subito dopo ecco che arriva questo 5 minuti prima su RaiPlay, con  verdeggianti visioni del Lungopò e il profilo notturno della Mole Antonelliana di Torino.

La ricerca di se stessi, il capire  cosa si è e cosa si vuole, con genitori posti sempre alla periferia della storia, resta il contesto che accomuna questi serial ma se  in Skam Italia potevamo ancora seguire delle storie d’amore (etero o no), in Prisma era stato posto l’accento sul tema della fluidità fra i sessi e ora con questo 5 minuti prima, il fare sesso diventa il tema dominante, quasi  ossessivo di tutte le puntate: perché non si riesce a farlo, perché l’approccio scopamici (stare insieme ma senza impegno) non è appagante oppure perché crea seri problemi (restare incinte).

Il tema del desiderare la prima volta e poi ritirarsi all’ultimo momento è stato  affrontato in altre teen comedy. Ne Il tempo delle mele due   Vic ha ormai 16 anni. La situazione sembra ideale: i genitori sono all’estero, il  suo ragazzo dice di avere una soffitta dove rifugiarsi. Ma proprio quando lui sta per aprire la porta di quella (a dire il vero squallida) soffitta, lei scende precipitosamente le scale, lanciando verso il suo mancato amante un gesto che è invito ad avere pazienza.  Nel caso di Vic non si tratta di eccesso di pudore: percepisce che unirsi a un ragazzo è una cosa seria e lei ha 16 anni, vuole restare aperta alla conoscenza di nuove persone, nuove realtà.  In Non ho mai.. (Never have I ever ) la protagonista, proprio al dunque, si accorge che per unirsi al  più bel ragazzo della classe ci vuole qualcosa di più che sentirne attrazione e acquietare l’ansia di mettersi alla pari con le sue amiche. Serve parlare tanto quanto desiderare, per conoscersi bene per quello che si è non per come si vuole apparire .

In questo 5 minuti prima tutto è più complicato: quando Nina  si ritrae al primo incontro con Alberto (reazione giustificatissima: è la prima volta che si incontrano, la prima volta che  si baciano, perché correre subito verso il letto?), la reazione degli amici e delle amiche è scomposta, con una malcelata commiserazione: “hai la vocazione per diventare suora?  Sei lesbica?”. La soluzione è presto trovata, grazie anche al consiglio della professoressa di sessuologia: alimentazione massiccia di film pornografici e impiego di vibratori “sottratti” a un sexishop. Poi arriva un’altra idea: fare sexting: se Nina non se la sente ad avere un rapporto diretto, può almeno “stimolare” a distanza Alberto.

Assistiamo così a una sequenza che vogliamo cortesemente attribuire alla vena ironica dell’autore e non a qualcosa di serio. In contemporanea, ognuno nella propria camera da letto, scopriamo che Omar, nonostante la sua relazione con Julia, si masturba davanti a un filmino pornografico mentre Julia, all’insaputa di lui, si è concessa una serata amarcord con una sua amica lesbica di vecchia data (ecco la fluidità). Intanto Alberto ha apprezzato le foto sexting di Nina e si sta masturbando mentre Nina stessa sta sperimentando una papera-vibratore.

Alberto vuole andare a fondo e scoprire se per caso sia sua la colpa della ritrosia di Nina. Si rivolge quindi a Vittoria, la sua ex, e le chiede se c’è qualcosa di lui che non le sia piacito. “Avresti dovuto sollecitarmi di più il clitoride”: è la risposta. Come dire: due ex innamorati non si domandano perché il loro amore è finito ma la crisi sembra scaturita da una deficienza della tecnica amatoria. Credo sia inutile fornire ulteriori dettagli: è probabile che nelle intenzioni degli autori ci fosse la volontà di realizzare una sorta di “educazione sessuale a puntate” ma in questo modo l’uomo e la donna sono solo un corpo che deve funzionare  bene per portare a compimento una soddisfazione personale. Per i  ragazzi e le ragazze di questo serial  lo schema da seguire è semplice: il sesso è qualcosa che ci produce piacere ma per raggiungerlo bisogna trovare un partner. Il sesso non è più una forma di dono, non è uscire da sé per donarsi all’altro, non è un progetto per il futuro in funzione del suo  potere generativo ma è un accordo di reciproca convenienza. “Scopamici” utilizzato in questo serial sembra essere la definizione più indovinata.

Si potrebbe obiettare che gli autori si sono limitati a ritrarre la situazione degli adolescenti di oggi. Non possiamo seguire questa ipotesi: c’è come una disumanità di fondo che percorre tutto il serial e questi ragazzi e ragazze sono prima di tutto dei corpi che vagano incerti, alla ricerca di una soddisfazione che appare come un fatto esclusivamente personale. Per questo motivo lo abbiamo ritenuto diseducativo. Occorre inoltre aggiungere che Raiplay, scandalosamente, a differenza di tutte le altre piattaforme streaming, non applica alcuna protezione per i minori. Abbiamo sporto regolare denuncia al Comitato Media e Minori.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Etichetta
Paese ITALIA
Tematiche (generale)
Tipologia
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