IL TEMPO DELLE MELE (cenni a TdM 2 e 3)

1981110 min10+   Adolescenti

Una tredicenne fa amicizia con i nuovi compagni di scuola e incontra il suo primo amore. Un’ottima fotografia del tempo dell’adolescenza e del momento magico del primo innamoramento. Un successo che non tramonta. In abbonamento su NOW

Il tempo delle mele

Parigi, 1980. Victoire (Vic) ha tredici anni. Per lei è il primo giorno alle scuole superiori, ora che i genitori si sono trasferiti da Versailles a Parigi. Fa subito conoscenza con una simpatica ragazza, Penelope. Assieme vanno a una festa dove conosce Mathieu ed è subito amore reciproco. Per Vic si tratta della prima cotta. È indecisa su come comportarsi e siccome i suoi genitori (suo padre François è dentista, mentre sua madre Françoise, è illustratrice) badano poco a lei perché il loro rapporto sta attraversando un periodo di crisi, va a confidarsi con la bisnonna Poupette, un tipo arzillo e disinvolto in faccende d’amore. In effetti Vic riesce, grazie alla bisnonna, a organizzare un appuntamento a due con il suo Mathieu ma anche lui è inesperto e le cose non vanno come aveva pensato…

Il tempo delle mele 2

Due anni dopo Vic ha quasi sedici anni ma mentre per la sua amica Penelope è già accaduta, in quell’estate, la sua “prima volta” e domanda ansiosa: “si vede?”,  Vic ha avuto un’estate noiosa ma ha conosciuto un ragazzo, Philippe (difficile sottrarsi alla seduzione dei capelli biondi e degli occhi scuri di Pierre Cosso, con il bavero alzato in stile Fonzie) che riesce a incontrare di nuovo a Parigi. A questo punto il tempo dei primi baci è finito e non resta che fronteggiare, anche per Vic il problema della prima volta. Grazie all’assenza dei genitori impegnati in una vacanza di riconciliazione in Africa, Philippe e Vic hanno trovato l’occasione per riuscire a passare una notte assieme…

 

Il tempo delle mele 3 (L’etudiante)

Nel 1988 (l’attrice Sophie Marceau ha ormai 22 anni ma interpreta un altro personaggio), in una stazione sciistica delle Alpi francesi, Edouard incontra Valentine. Lui è un giovane compositore; lei insegna alle elementari, ma è anche iscritta alla Sorbona. Lui è da subito colpito dalla ragazza e riesce a combinare con lei un appuntamento. Fra loro nasce subito un’intesa ma lei non intende rinunciare ai suoi esami, né lui può evitare le tournée: tutto ciò li costringe a rimanere spesso lontani. Inizia dunque un periodo snervante, fatto di fugaci appuntamenti in varie città francesi e di ossessionanti telefonate. Nonostante l’intesa iniziale, i due si accorgono di avere caratteri e stili di vita molto diversi. I due si domandano se il loro amore sia più forte delle tante diversità che li separano…


Valori Educativi



La serie Il tempo delle mele 1 e 2, resta tuttora un esempio insuperato di immersione nel tempo dell’adolescenza e del momento magico del primo innamoramento in un contesto dove genitori e figli sono capaci di parlarsi a cuore aperto. Si discute apertamente intorno al tema della “prima volta” ma i due film evitano abilmente di mostrare le decisioni della protagonista

Pubblico

10+

Film per adolescenti adatto a partire da adolescenti

Giudizio Artistico



Il tempo delle mele è un ottimo esempio del magnetismo imperscrutabile del successo. È stata l’interpretazione e la fresca bellezza di Sophie Marceau? Il fascino delle note di Reality? Il personaggio della bisnonna Poupette? È l’armonia del tutto che ha funzionato

Cast & Crew

La Nostra Recensione

In questa indagine sulla famiglia italiana che stiamo portando avanti, perché inserire, per quel che riguarda gli anni ’80, un film francese? Innanzitutto l’impatto di questo film è stato considerevole proprio in Italia; si valuta che 7 milioni di spettatori lo abbiano visto, contro i 4 milioni in Francia. In secondo luogo parla di figlie e genitori, coerentemente con il tema che stiamo trattando, mentre il cinema italiano era impegnato a quel tempo su altri temi: l’euforia per un’economia rampante, la crescente influenza della Milano da bere, l’esordio dei cinepanettoni (il primo della serie, Vacanze di Natale è del 1983) che portavano avanti un tema dominante molto semplice (basti pensare all’abbondante produzione, a quel tempo, di  film pornosoft):  la gioia del sesso, con un approccio decisamente maschilista.

Il tempo delle mele (La Boum) ha avuto molte carte in mano per avere successo e diventare l’archetipo dell’educazione sentimentale per le ragazze di quel tempo e oltre: innanzitutto l’esordio della quattordicenne Sophie Marceau, perfetta per rappresentare un’adolescente come tante, dallo sguardo profondo e un po’ triste, che tradisce un animo riflessivo che desidera soprattutto una cosa, innamorarsi ma è anche obbediente ai suoi genitori.

L’ambiente dell’adolescenza è realizzato con elevato realismo: si vive molto in gruppo, si scherza e si dicono cose stupide, si fanno pettegolezzi e si raccontano bugie ai genitori per poter andare a una festa o uscire con un ragazzo.  Si usa molto il telefono di casa (i cellulari non esistevano), collegato a un filo lunghissimo per riuscire a portarselo in camera, lontano da orecchie indiscrete. Quando si va tutti al cinema, è il momento, per i ragazzi, di allungare il braccio intorno alle spalle di lei e, se il momento è favorevole, ci scappa anche un bacio. Nell’immaginario collettivo è rimasto indelebile il momento nel quale Matthieu mette le cuffie di un walkman sulle orecchie a Vic per ascoltare insieme la canzone “Reality” (un successo da 10 milioni di  copie) e iniziare a ballare un lento, l’una nelle braccia dell’altro. La bisnonna Poupette che, rimasta vedova, si gode la vita fra concerti e ottimi ristoranti, diventa una piacevole l’occasione per farci visitare Parigi e i luoghi che contano. La movimentata relazione fra i due genitori prende più della metà del film (probabilmente gli autori non avevano preventivato che il film sarebbe diventato famoso soprattutto per l’amore adolescenziale) ma anche la storia di François  e Françoise ha un momento importante: proprio perché lui, che ha avuto una relazione extraconiugale più come trascinato che come trascinante, si accorge di amare sua moglie, molto più profondamente di una occasionale avventura e decide di dirle la verità, anche se ciò sarà doloroso per entrambi. Il loro amore non può più essere fondato sui presupposti iniziali (anche lei, forse più per ripicca, porterà avanti il tradimento di una notte) ma comunque rinascerà, più maturo e solido di prima.

C’è un altro aspetto molto interessante per questo film degli anni ’80 e che oggi è molto difficile ritrovare: le generazioni parlano fra di loro. Certo, Vic deve spesso discutere per ottenere dai genitori il permesso di andare a una festa, protesta perché “voi vi arrabbiate senza sapere perché l’ho fatto, cosa mi sta succedendo” ma ci sono dei magnifici momenti intimi, nei quali mamma e figlia, padre e figlia, si parlano con il cuore in mano.

Il tempo delle mele 2 viene realizzato due anni dopo con elevata continuità rispetto al primo sia nella storia che nei personaggi. Ormai siamo arrivati ai 16 anni e il problema non è più solo il primo bacio. Si affrontano senza reticenza con la mamma e con la nonna temi caldi come “la prima volta” e l’uso della pillola (“della pillola non se ne parla: fa ingrassare”: dice Vic): non ci sono “prediche” da parte dei genitori ma un invito ad atteggiamenti maturi e responsabili. La tematica amorosa è diventata più complessa perché Vic è cresciuta. C’è in lei un malessere adolescenziale indefinito: la voglia di affrontare la prima volta per immergersi in una relazione esclusiva ma contemporaneamente resta in lei la voglia di non chiudere la finestra al resto del mondo, di aprirsi a nuove scoperte e nuove emozioni. E’ ciò che di fatto succede, quando Vic porta avanti  l’amicizia con un ragazzo più grande lei (lui ha 25 anni) ma ne riceve una delusione bruciante: ha puntato troppo in alto e quando accetta un suo invito, si trova all’interno di una comitiva di ragazzi e ragazze più grandi di lei  che parlano di argomenti  che le appaiono distanti e noiosi. Non le resta che continuare a cercare.

Il tempo delle mele 3 (L’etudiante) è un film a sé stante, con i precedenti non costituisce una ipotetica trilogia ed è il film più esclusivamente francese. È il rapporto fra due young adult che vivono ormai indipendenti, l’uno molto impegnato nel suo mestiere di musicista, sempre in giro per delle tournée e l’altra perennemente in ansia per i suoi esami di lettere alla Sorbona. L’essere young adult vuol dire avere rapporti intimi fin dal primo incontro e aver avuto varie storie precedenti. È questo uno degli l’aspetti più stridenti del film: cerca di sviluppare la genesi del loro amore, il suo progressivo, delicato, maturare nei loro cuori ma intanto lui è già separato con un figlio ed è sufficiente un diverbio con Valentine per trovare rapidamente una ragazza con cui distrarsi (una di queste sta tradendo a sua volta suo marito). L’altro aspetto che trasforma questa storia d’ amore in una moneta falsa è l’eccesso di intellettualismo. La “scena madre” avviene nel finale, quando lei sostiene l’esame orale finale sul Misantropo di Molière alla Sorbona e lei finisce trasformare la sua critica a questo testo classico in una radiografia del suo amore. Partecipiamo a tutto lo sviluppo della sua tesi, sulla difficoltà di “conciliare l’amore con l’indipendenza personale”, sul come comportarsi: “se mi ami, accetta me come sono e io accetterò te come sei” e infine: “come ci si accorge di un grande amore? Il giorno in cui ci si comprende che l’unico essere al mondo che può consolarti è colui che ti ha fatto del male”.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Etichetta
Paese FRANCIA
Pubblico
Tematiche (generale)
Tipologia
Titolo Originale La Boum
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