THE CHOSEN (seconda stagione)

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Titolo Originale: The Chosen
Paese: U.S.A.
Anno: 2021
Sceneggiatura: Dallas Jenkins
Produzione: Loaves & Fishes Productions, Angel Studios
Durata: 8 episodi di 50 min
Interpreti: Jonathan Roumie, Shahar Isaac, Elizabeth Tabish, Paras Patel

1 Melech, un tempo un ladro, ora con una gamba immobilizzata per una caduta, confessa la sua vita di peccatore davanti a Gesù che lo perdona e lo guarisce. Invitato a parlare in una sinagoga, Gesù porta con se’ Giovanni chiedendo a lui a quale brano del Pentateuco fare riferimento. Scelgono il racconto della creazione, che ispirerà poi Giovanni per l’incipit del suo Vangelo. 2 “O Signore, ascolta la mia preghiera e il mio grido giunga a te”: Nataele recita il salmo 102 ai piedi di un albero meditando i suoi fallimenti. Ma l’amico Filippo lo presenta a Gesù che gli dice: “Non ho mai distolto il Mio volto da te e ho ascoltato la tua preghiera quand’eri sotto il fico”. Nataele lo riconosce come Messia 3 Maria raggiunge il gruppo degli apostoli e racconta loro di quando Gesù era bambino. Arrivata la sera, Gesù li raggiunge, molto stanco per una giornata passata a predicare e a guarire. Maria gli lava i piedi e Gesù commenta: “Cosa farei senza di te”. 4 Jesse è caduto da fanciullo da un albero e per 38 anni ha cercato di buttarsi nella piscina di Betsaida ma ormai ha perso ogni speranza. Gesù lo raggiunge, ha compassione di lui e lo guarisce. 5 Gesù incontra Giovanni l’evangelista e si siedono a parlare. Giovanni rivela la sua intenzione di andare da Erode Antipa e di accusarlo per aver sposato Erodiade. Gesù lo prega di essere prudente ma comprende che la sua sete di giustizia non può essere fermata. 6 Maria Maddalena, già seguace di Gesù, ha perso la fiducia nelle sue capacità di condurre una vita migliore e riprende i suoi comportamenti viziosi. Ritrovata da Matteo e riportata da Gesù, ottiene il Suo completo perdono. 7 Gesù viene arrestato dai Romani. I discepoli sono incerti su come reagire. I romani rilasciano Gesù perché non lo ritengono pericoloso. Al suo ritorno, i discepoli gli chiedono  di insegnar loro a pregare, come fa sempre Lui. Gesù insegna loro il Pater Noster. 8 Gesù sta preparando il Discorso della Montagna e si fa consigliare da Matteo. Alla fine, dopo un’attenta riflessione, ecco l’incipit: “"Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli...”. Una grande folla si è radunata: Gesù è pronto a parlare...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un Gesù molto umano, pronto ad ascoltare tutti, a dare conforto a chi è sconsolato, a guarire i malati, a perdonare chi si è pentito
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Il punto di forza di questo serial sta nella sceneggiatura, nel costruire personaggi molto umani ma sopratutto nella forza dei dialoghi

Dopo il successo clamoroso della prima stagione, sia in termini di crowdfunding che di pubblico, è arrivata la seconda stagione di questo serial su Gesù, i suoi apostoli, Maria sua madre e le donne a lui vicine. Come ha dichiarato il suo ideatore, Dallas Jenkins, si tratta di un progetto interreligioso e sono stati consultati, per la sua realizzazione,  il rabbino messianico Jason Sobel, il sacerdote cattolico David Guffey e il docente di Vangelo dottor Doug Huffman. Nella seconda stagione continuiamo a seguire la storia di Gesù e dei suoi discepoli senza troppa fretta (sono previste, se sostenute dal crowdfunding, sette stagioni) e il successo è attualmente imponente: il lavoro è stato sottotitolato in 50 lingue e, sempre secondo Jenkins, almeno un miliardo di persone si sono avvicinate a The Chosen.  E’ inutile dire cose ovvie: la figura di Gesù, vero Dio e vero uomo, non potrà mai essere adeguadamente rappresentata in un’opera mediale. Certo,  si potranno avere alcune intuizioni ma  risulteranno sempre visioni parziali. Il Gesù di Nazareth di Franco Zeffrelli, se da una parte approfondiva la personalità di alcuni apostoli, dall’altra propendeva per Gesù tutto spirituale, con lo sguardo rivolto al cielo. La Passione di Cristo di Mel Gibson si sviluppava fra terra e cielo ma l’umanità di Cristo si mostrava sopratutto nella carne lacerata e sottoposta a supplizio. La miniserie Jesus di Roger Young tentò l’esperimento di proporre un Gesù molto umano, giovanile e anche allegro, un tentativo di renderlo accettabile a un pubblico odierno (in una sequenza finale ci appare vestito in pantaloni e camicia, contornato da ragazzi) ma, si può dire, senza molto successo.

Questo The Chosen, cerca anch’esso di approfondire i personaggi che ruotano intorno a Gesù, di rendere Lui stesso molto umano, ma i riferimenti restano rigorosamente ancorati a quei tempi storici e gli avvenimenti principlali, le frasi dette rispecchiano   quel che sappiamo dai Vangeli. Fa indubbiamente impressione vedere Maria che racconta agli apostoli come si comportava Gesù quand’era bambino, Pietro che chiede a Gesù quando deciderà di nominarlo ufficialmente il primo fra gli apostoli,  Giovanni Battista  parlare con Gesù a cuore aperto di ciò che intende fare riguardo a Erode Antipa, Gesù meditare su cosa dire nel prossiono incontro con la folla (il discorso della montagna) chiedendo suggerimenti a Matteo. Forse un Gesù troppo umano? Può sembrare eccessivo che non sappia da subito cosa dire ma deve preparare con scrupolo il suo prossimo discorso? Eppure era vero uomo, oltre che vero Dio. Traspare, nel serial, sopratutto la Sua misericordia. Il perdono e il conforto che dà a Maria Maddalena pentita e al ladrone dell’episodio del buon samaritano; il miracolo che compie nei confronti  di quello storpio incontrato alla  piscina di Betsaida, ormai privo di speranza; l’accoglienza che fa a Nataele, un israelita in cui non c’è falsità ma che aveva perso fiducia in se stesso.

Fino a questa seconda stagione ci appare un Gesù molto comprensivo, pronto ad ascolare tutti, che si proclama il messia atteso dagli israeliti   ma che forse fa più miracoli che predicare l’avvento del regno di Dio e che non abbiamo ancora visto pregare il Padre. Ma sono previste ancora quattro stagioni...

E’ indubbio che se il serial sta avendo il successo che ha , ciò è attribuibile non solo alla formula narrativa originale adottata, nè solo alla ricostruzione rigorosa dei tempi e del modo di agire e di parlare degli israeliti del tempo, ma sta sopratutto nella qualità della sceneggiatura, in particolare nella capacità di costruire dialoghi  convincenti e appassionanti

Autore: Franco Olearo


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