IL BENE COMUNE

2026103 min10+ pentimento, Violenza sulle donne

Anche questa volta Rocco Papaleo “vuole dirci qualcosa” ma senza polemizzare troppo. Una passeggiata lungo il parco del Pollino che rasserena situazioni dolorose. In Sala

Il signor Biagio, un ex ufficiale dell’Esercito in congedo volontario, ha accettato l’incarico di accompagnare nel Parco Nazionale del Pollino un gruppo di quattro detenute a domicilio coatto e la loro direttrice, Raffaella.  Sono tutte amanti della natura (merito di Raffaella, di mestiere attrice, che le intrattiene con un “laboratorio sensoriale “) e hanno l’obiettivo di vedere un pluricentenario pino loricato collocato sulla vetta del monte. Il lungo cammino è l’occasione per conoscere il motivo per il quale le donne sono detenute. Non si tratta di donne cattive ma fragili che hanno reagito in modo violento a un sopruso subito. Con loro c’è anche Luciano, il nipote di Biagio, un ventiduenne che deve ancora decidere cosa fare da grande perché anche lui è rimasto traumatizzato da un triste episodio accaduto nella sua giovinezza…


Valori Educativi



Il film manifesta una umana attenzione nei confronti di donne che hanno commesso degli errori ma hanno anche dovuto sopportare ingiustizie o violenze

Pubblico

10+

Il film banalizza, con tono scherzoso, alcuni comportamenti sessuali

Giudizio Artistico



Bravi tutti gli interpreti ma su tutti spicca Vanessa Scalera. Incantevoli riprese del parco del Pollino. La sceneggiatura mostra un finale troppo facilmente risolutorio.

Cast & Crew

Our Review

In questo film (come Basilicata coast to coast, Una piccola impresa meridionale, Onda su Onda), Rocco Papaleo è attore, regista e sceneggiatore. Questa volta aggiunge il piacere di mostrare la sua Lucania, con bellissime sequenze girate sul Parco del Pollino e la comitiva delle donne in cammino ha anche la possibilità di gustare un tipico piatto lucano. Non mancano nel film sequenze di teatro-canzone per esternare un’altra passione di Rocco: la musica e il canto.

In questo Total-Papaleo ritroviamo la sua caustica ironia ma questa volta non morde: si sorride con gentilezza verso le protagoniste femminili. Il personaggio di Biagio non è quello dominante ma lo sono le cinque donne delle quali, progressivamente, veniamo a conoscere la storia privata. Ci vengono svelate  le loro intime incertezze, la loro ricerca di un punto di equilibrio. Una di loro spacciava droga, un’altra aveva cercato di svaligiare un bar con la pistola in mano, un’altra ancora per vendetta aveva bruciato una casa. Ma Rocco non condanna: cerca al contrario di attenuare il rigore di un giudizio mostrando le circostanze attenuanti di questi comportamenti.  Samanta doveva convivere con un marito violento che la picchiava, Fiammetta si stava vendicando di un tradimento professionale. È un modo, per il regista e sceneggiatore, di invitare  a comprendere le ragioni umane di questi comportamenti, non per assolverle ma per sperare che i mesi di domicilio coatto che stanno trascorrendo siamo sufficienti per la loro rigenerazione morale.

Bisogna riconoscere che Rocco Papale ha, con questo film, indossato vestiti nuovi. Siamo lontani dalle polemiche ideologiche che aveva portato avanti con Una Piccola impresa meridionale. Conserva la sua verve corrosiva in un solo breve episodio (un tentativo di corruzione da parte di un ufficiale dell’esercito) ma per il resto prevale il desiderio di stare vicino a delle donne che hanno sbagliato ma che spesso hanno anche sofferto. Non manca di evidenziare, durante le passeggiate nel Pollino, il potere rasserenante di un abbraccio con la natura. 

Semplicemente straordinaria la prestazione di Vanessa Scalera. Il film beneficia dei magnifici scenari del parco del Pollino.

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Details of Movie

Paese ITALIA
Tipologia
Tematiche (generale)
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