UN PROFESSORE

202112 puntate di 50 -60 min14+   Adolescenti, High School

Seguiamo in 12 puntate le vicende dei ragazzi e delle ragazze di una classe di liceo romano e del loro professore di filosofia attento ad aiutarli nelle loro incertezze adolescenziali. Giovani e adulti si comportano in modo egoistico e irresponsabile verso gli altri, seguendo il loro istinto, salvo un frettoloso lieto fine. Su RaiPlay

Il professore Dante Balestra è tornato a Roma dopo otto anni di assenza e ha ottenuto l’incarico di insegnante di filosofia presso il liceo Leonardo Da Vinci. Un ritorno indispensabile perché la sua ex moglie sta per trasferirsi a Glasgow per motivi di lavoro e dovrà essere lui a prendersi cura del figlio Simone, che frequenta lo stesso liceo. Si tratta di un compito non facile perché Simone non perdona al padre di averlo abbandonato da quando era bambino ma per fortuna a mediare c’è la nonna Virginia, che è venuta ad abitare con loro. Dante si rivela un professore anticonformista, insegna la filosofia non come dottrina astratta ma come scuola di vita e riesce anche a prendersi cura dei problemi e delle incertezze dei ragazzi e delle ragazze. Scopre quindi che Manuel, uno dei sui alunni, figlio di Anita, una ragazza-madre che è stata anche una sua fiamma di gioventù, è sospettato di frequentare un personaggio della malavita locale,….


Valori Educativi



Gli autori vogliono tracciare, in modo discutibile, un ritratto-tipo degli adolescenti di oggi, caratterizzati da fragilità emotiva, disinvoltura nei rapporti sessuali, comportamenti egoisti e adulti single, altrettanto instabili. Uno sbrigativo lieto fine cerca di raddrizzare un po’ tutte le situazioni

Pubblico

14+

Turpiloquio, banalizzazione della consuetudine a relazioni amorose etero e omosessuali.

Giudizio Artistico



Sandro Petraglia conferma la sua grande professionalità come sceneggiatore, soprattutto nel disegnare i tanti personaggi da cui è popolato il serial. L’intreccio risente invece dei più ovvi luoghi comuni dei teen drama

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Bisogna riconoscere allo sceneggiatore Sandro Petraglia, la capacità di interpretare i segni dei tempi e di coglierne le continue evoluzioni. La sua opera sicuramente più conosciuta è stata La meglio Gioventù (2003), co-sceneggiata con Stefano Rulli, un grandioso affresco, attraverso le vicende di una famiglia, della storia d’Italia dagli anni ’60 agli anni ’90. Ma anche in opere successive come Mio fratello è figlio unico (2006) o Prima Linea (2009) ci ha raccontato storie dove dei giovani, nel loro maturare, consideravano un loro obbligo imprescindibile il prendere posizione rispetto alle scelte ideologiche che la società in quel momento forniva: il sindacalismo, la destra estrema o il terrorismo. Anche in questo Un professore ritroviamo l’ambizione di non voler raccontare la storia di un singolo protagonista ma di disegnare un affresco più ampio, in grado di inquadrare i tempi di oggi, dove gli adolescenti che ci presenta sono a 180 gradi rispetto a quelli delle opere citate.  Agli alunni del prof. Dante del 2021 non interessa assolutamente nulla di dove stia andando la società e della necessità di prendere posizione sui dilemmi della contemporaneità: conta per loro una privatissima realizzazione di sé stessi, meglio se arricchita da una esaltante passione amorosa.

Nel suo ingresso al filone dei teen drama, Petraglia mostra di adeguarsi con facilità ai temi più abusati: il revenge porn, il hikikomori, l’omosessualità, la vendita di droga, il bullismo, ragazze ingravidate al primo incontro; si adegua anche in alcune tecniche tipiche degli ultimi serial: quella di creare un mistero, non di tipo poliziesco ma familiare, che verrà risolto solo nelle ultime puntate.

Ci sono però due importanti eccezioni: le vicende dei genitori hanno in questo serial lo stesso peso di quelle dei ragazzi; inoltre le ragazze, stranamente, non sono state inserite nell’ultima ondata del woman power ma ancora si innamorano e poi piangono e si disperano quando vengono lasciate mentre i ragazzi sono i soliti “mascalzoni” che cambiano compagna con disinvoltura. Attenzione però: le storie dei  genitori sono ugualmente importanti ma non nel modo che ci si potrebbe aspettare: non abbiamo davanti genitori ponderati e solidali che insieme cercano il meglio per il loro figlio ma uomini e donne soli che hanno commesso tanti errori quanti ne stanno commettendo i figli e il risultato è solo uno: hanno perso qualsiasi forma di autorità, ogni loro consiglio si perde nel vuoto e alla fine non resta loro che concedere ai figli la massima libertà, incapaci di sapere dove vanno quando escono.

Ma allora la salvezza viene dalla filosofia? Sembra volerci suggerire il serial.

Le lezioni del professore (a ogni puntata viene presentato, in formato super-bignamino, il pensiero di un filosofo che viene proposto come un reagente che possa aiutare  i ragazzi a  riflettere sul senso che stanno dando alla loro esistenza). sono una chiara espressione del pensiero dello stesso sceneggiatore. Un pensiero sicuramente laico e radicale,  contro ogni conformismo (Foucault), a favore dell’impegno di essere padroni del proprio destino grazie a una visione  libertaria ed utilitarista  (Staurt Mill), mediante affermazione del proprio io (Nietzsche)  e via discorrendo.

Sicuramente la fede cristiana, ai suoi occhi non è la soluzione: lo dimostra ricordando la morte di Giordano Bruno, reo di aver lottato per la libertà di pensiero e inoltre, parlando di evoluzione, ricorda che la scoperta di questo fenomeno della natura aveva mandato a gambe all’aria precedenti  credenze come l’esistenza del Paradiso Terrestre.

A questo punto bisogna dare atto a Sandro Petraglia di aver applicato con onestà, nel comportamento dei ragazzi, le conseguenze pratiche della sua riduttiva impostazione teorica.

Questi adolescenti, che secondo il professore, debbono cercare dentro se stessi le ragioni del proprio esistere trascurando l’esistenza di riferimenti esterni validi per tutti, si comportano in modo impulsivo e con poca sensibilità per le conseguenze che arrecano agli altri.  Manuel non ha alcun problema a vendere droga a giovani come lui per il semplice motivo che sua madre non guadagna abbastanza, né a lasciare la sua ragazza perché ha avuto la soddisfazione di sedurre una donna che potrebbe essere sua madre. Per questi ragazzi e ragazze innamorarsi e coronare questo sentimento con un rapporto sessuale è tutt’uno e altrettanto impulsivamente le ragazze urlano di gelosia, i maschi lottano fra loro, usano violenza vendicativa verso le loro ex, in una estrema fragilità emotiva. Se poi, progressivamente, si va verso un finale positivo (che non riveliamo) le ragioni sono quelle classiche suggerite dal cristianesimo: il potere trasformante del bene che si sviluppa quando qualcuno si sacrifica in favore degli altri e quando si ha il coraggio di pentirsi delle colpe commesse e di chiedere perdono.  E’ come se si dicesse che alla fine tanta riflessione filosofica serva a ben poco; conta la scoperta empirica che siamo felici quando non facciamo del male e viviamo in armonia con gli altri

E il professore? E’ l’esempio di riferimento che salverà il mondo? E’ certamente bravo quando si avvicina agli alunni che si trovano in piena crisi esistenziale: sa ascoltare, comprendere, proporre senza imporre ma alla fine, otre a predicare teorie infruttuose, razzola anche male. Approfittando del suo innegabile fascino (si tratta di Alessandro Gassmann, non so se mi spiego), “piroetta” fra colleghe professoresse, madri dei suoi alunni e ex fiamme di gioventù

Petraglia conferma la sua indubbia, notevole abilità nel costruire personaggi vivi, che bucano lo schermo, esprimendo tutte le loro passioni e le loro incertezze. Magnifici i colloqui a tu per tu, dove sembra che i personaggi rivelino il loro essere più intimo. ma è in dubbio che Alessandro Gassmann con la sua esperienza professionale sovrasti tutti gli altri e dia “peso” non solo al suo personaggio e all’intero serial. Per converso, alquanto scomposta la trama: misteri che poi non sembrano così misteriosi, scivolate nel melodramma più lacrimoso, snodi non ben spiegati.

Il serial ha avuto, nelle settimane di programmazione, un pubblico costante intorno ai cinque milioni.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Paese ITALIA
Pubblico
Tematiche (generale)
Tipologia
Titolo Originale Un professore
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