THE CONSTANT GARDENER LA COSPIRAZIONE

2005129'Diseducativo  

Justin Quayle, un tranquillo commissario diplomatico inglese, si sposa con Tessa, appassionata attivista  per i diritti dei paesi del terzo mondo. La coppa viene trasferita in Kenya e Tessa continua la sua attività  non risparmiando polemiche sul comportamento in Africa delle multinazionali farmaceutiche e sulle connivenze con il governo britannico,  creando non poco intralcio alla carriera del marito. Justin inizia anche a sospettare che le frequenti assenze della moglie nascondano una sua relazione clandestina. Quando Tessa muore in un misterioso incidente d'auto, Justin decide di far chiarezza sulla presunta infedeltà della moglie e sulle indagini che aveva intrapreso...

Valori Educativi



Il film ha il pregio di portare alla ribalta i problemi dell’Africa anche se in modo romanzato

Pubblico

Diseducativo

Alcune scene di nudità femminili. La visione di un corpo torturato

Giudizio Artistico



Il film non lesina mezzi per mostrarci un’Africa vera. Tendenza all’enfasi patetica da parte del regista

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Il film, con le sue due ore e passa di durata non ha solo un ampio respiro spaziale (la scena si sposta fra il Kenia, il Sudan, Londra e Berlino) ma è la sovrapposizione di molte tematiche parallele che solo la robusta struttura del giallo di Le Carrè da cui è tratto evita che  venga persa la bussola.

L'avvio è tipico di un thriller: Tessa è stata barbaramente trucidata assieme a un uomo di colore mentre tornavano con una jeeep   a Nairobi da un viaggio nel Nord del Kenya.
Justin, che ha sempre amato sua moglie fino a lasciarle svolgere tutte  le sue battaglie civili anche a costo di rischiare  per la sua carriera, non crede ad un assalto di predoni e inizia ad indagare, partendo da pochi indizi, per trovare risposta a due domande: se la moglie lo stava realmente tradendo e se le indagini che lei stava svolgendo sugli interventi di una multinazionale farmaceutica in Africa erano diventate  troppo pericolose per lei.
Era stato Hitchcock che aveva inventato il tipo dell'uomo tranquillo che viene invischiato in intrighi più grandi di lui (L'uomo che sapeva troppo -1934, 1956), Intrigo internazionale -1959) ed ora Ralph Fiennes affronta lo stesso impegno ma con molta più mitezza, faticosa violenza alla sua natura di  tranquillo coltivatore di giardini, accorato fatalismo.
L'aspetto giallo della vicenda si scolora però rapidamente: i responsabili dell'intrigo  vengono individuati già a metà film e le sue evoluzioni finiscono per diventare prevedibili.

Più significativo è il rapporto sentimentale fra  i due protagonisti che si erano conosciuti a Londra durante una noiosa conferenza: presi da immediata attrazione, lui aveva accettato di porsi al seguito della appassionata determinazione di lei. E' questa la parte più riuscita e insolita del film: Justin finisce per amare pienamente sua moglie  più da morta che da viva, quando viene a conoscenza di particolari che gli erano ignoti.

C'è infine l'Africa con i suoi problemi e i suoi rapporti con un' Occidente ambiguo, presentato con il suo volto assistenziale ma anche spesso cinico speculatore. La magnifica fotografia, molto contrastata, di César Charlone ci restituisce un'Africa vera, fatta di baraccopoli ai bordi dei quartieri occidentali o strade polverose lungo lande deserte nel Sudan.

Il regista brasiliano Fernando Meirelles (La città di Dio – 2002) dirige molto bene gli attori ma di fronte alla ricchezza tematica non si trattiene dalla tendenza a rinforzare le sottolineature: e finisce per perdere il senso della misura.  Come nei momenti topici della storia sentimentale indugia a lungo sul volto affranto di Fiennes,così nel ritrarre la vessata popolazione indigena enfatizza gli aspetti patetici.

Complessivamente il film vale perché ha il merito di parlare dei problemi dell'Africa: in modo romanzato, magari superficiale, ma almeno di parlarne.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale The constant gardener
Paese Gran Bretagna/ USA
Etichetta
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