TERRA DI CONFINE

Nel Far West del 1882 esistevano cow boys che pascolavano mandrie nomadi, attraversando praterie non ancora lottizzate da potenti “rancheros” proprietari di mandrie stanziali. Boss e Charley, pascolando la loro mandria, si trovano a costeggiare il territorio controllato dal violento Denton Baxter, il quale – per spaventarli e impadronirsi della loro mandria – arriva ad uccidere un ragazzo che lavorava per loro. Boss e Charley, pur di farsi giustizia, si battono in un confronto a fuoco con Baxter e i suoi uomini.

Valori Educativi



I due protagonisti sono mossi da spirito di vendetta e da un feroce senso dell’onore

Pubblico

14+

Per le scene di violenza

Giudizio Artistico



Buona regia di Costner che cerca di restituirci il western più classico. Sceneggiatura non all'altezza per una storia eccessivamente lunga

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Cercando di ripetere il successo di Balla coi lupi (1990), Kevin Costner ha prodotto, diretto e interpretato questo nostalgico film western tratto dal romanzo The Open Range Men di Lauran Paine.

Si avverte chiaramente lo strenuo sforzo di ritrovare l’afflato dei film che hanno reso grande il genere western. La fotografia – granulosa, ruvida – si concede campi lunghissimi su distese di pascoli sovrastati da nuvole solenni. La regia è attenta a cogliere dettagli d’ambiente non immediatamente necessari al racconto (la reazione di un cane, la fatica di liberare un carro bloccato, l’impaccio nel camminare sulle strade fangose) o a concedere spazio a lunghi silenzi. I personaggi ricalcano i più classici archetipi del genere (il vecchio cow boy fiero di una nobile etica insidiata dai tempi che cambiano, l’ex-pistolero tormentato dalle colpe passate, la sorella del dottore di paese che offre al cavaliere solitario l’ultima possibilità di fermarsi, di amare, di mettere su famiglia).

Tuttavia queste buone intenzioni non sembrano sorrette da una storia all’altezza della situazione (Craig Storper, del resto, è alla sua prima sceneggiatura). Nella sua essenza Terra di confine si basa sulla gracile vicenda di due cow boy – Boss (Robert Duvall) e Charley (Kevin Costner) – che si vendicano per un’aggressione subita. Gli antagonisti che subiscono tale vendetta – Baxter (Michael Gambon) e i suoi scagnozzi – sono personaggi a una sola dimensione, cattivi senza sfumature. Il valore per cui Boss e Charley mettono mano alle armi è, in sostanza, la ribellione alla possibilità che – per dirla con le parole di Boss – “un uomo dica ad un altro uomo dove andare”.

Di conseguenza, tutti gli accenni alla nobiltà d’animo, alla religiosità, all’altruismo che costellano i dialoghi dei due protagonisti vengono poi sopraffatti dai colpi di pistola sparati in nome di un feroce senso dell’onore.

Questi problemi sono aggravati dall’eccessiva lunghezza del film (gravante sull’esile intreccio); dallo spazio esagerato dedicato ad una storia d’amore che, per il pletorico insistervi, diventa inverosimile; da numerose battute di dialogo piuttosto goffe.

È un film per cui va comunque reso onore al merito di Kostner che, a tratti, agli amanti del genere, riesce a restituisce il sapore dei western classici, e che, nonostante tutto, riesce a farci affezionare ai due personaggi protagonisti. Alla fine, tuttavia, ciò che soprattutto commuove è proprio la generosità dell’omaggio appassionato di questo produttore/regista/protagonista ad un genere – e ad un mondo – sinceramente amato.

(per gentile concessione di: Edizioni Ares)

Autore: Francesco Arlanch

Altre Informazioni

Titolo Originale Open range
Paese USA
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Commenti degli Utenti

  1. Adriana

    Bellissimo

    9,0 rating

    Bellissimo