ARTHUR E IL POPOLO DEI MINIMEI

Arthur è un ragazzo di 10 anni che vive nella fattoria della nonna. Gli piace leggere il diario di viaggio del nonno che è stato in Africa facendo scoperte eccezionali,  incluso il popolo dei Minimei. Un giorno bussa alla porta colui che ha comprato tutti i debiti del nonno per potersi impadronire della casa; Arthur deve assolutamente trovare le pietre preziose che il nonno ha nascosto da qualche parte nel cortile....

Valori Educativi



Il racconto trasmette, senza particolare risalto, messaggi sul rispetto della natura e sulla tolleranza verso i diversi

Pubblico

Tutti Solo qualche personaggio cattivo con la faccia mostruosa potrebbe impressionare i più piccoli

Giudizio Artistico



Grosso impegno di una produzione europea per raggiungere lo standard qualitativo americano. Storia gradevole senza molta originalità

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Si tratta di un film delizioso rigorosamente adatto ai ragazzi in età pre-adolescenziale.
L'eclettico Luc Besson, dopo essersi dedicato al thriller (Nikita – 1990, Leon- 1994) e alla fantascienza (Il quinto elemento -1997) – ha deciso di rivolgersi al fantasy per bambini. A dire il vero il progetto parte da  lontano e più esattamente nasce da una serie di libri per ragazzi, in base a un'idea originale di Céline Garcia e ai disegni di Patrice Garcia; ha poi impiegato 5 anni a realizzare il progetto (il film uscito è solo il primo di una serie) ottenendo un blockbuster sul modello americano con tanto di gadget a corredo.

Arthur vive da solo con la tenera nonna (indicatemi almeno una favola per bambini dove i genitori siano presenti); ha grande ammirazione per il nonno che è andato in Africa per aiutare gli indigeni con le sue ingegnose invenzioni  ma non è più tornato. Quando ormai restano solo due giorni per saldare i debiti contratti dalla nonna altrimenti la casa dovrà essere ceduta, Arthur intuisce che la soluzione del problema sta nel ritrovare il misterioso popolo dei Minimei descritto da suo nonno. In effetti è proprio il suo tranquillo giardino di casa, uguale a tanti altri, a celare un grande segreto…
Besson mette in scena due mondi paralleli: quello degli umani (il protagonista è Freddie Highmore, già noto per La fabbrica di cioccolato -2005 e Mia Farrow) e il microcosmo dei Minimei, più piccoli delle formiche. Gli attori in carne ed ossa vengono fatti muovere in croma-key in ambienti virtuali dai colori vivaci, fatti di legno e plastilina che si armonizzano con il mondo in 3D del sottosuolo. Originali e graziosi gli eroi in 3D disegnati come bambini-punk; il loro movimento è fluido e naturale grazie a una tecnica innovativa di motion capture (attori veri si muovono con il corpo pieno di sensori per facilitare il lavoro dei disegnatori) che evita l'impiego di cavi di connessione. Luc Besson si è rivolto alla società francese BUF Compagnie, nota a livello internazionale ed ha impegnato 150 persone per cinque anni.
Sarebbe bello sperare che prima o poi, sotto la spinta di un grande progetto, si voglia potenziare anche in Italia le nostre capacità nel settore del 3D.

Il film mostra di aver ben appreso la lezione da precedenti lavori americani in particolare A Bug's Life – 1998 eZ la formica – 1998) ma manca in effetti di originalità visiva.

Allo steso modo sono assenti messaggi più universali di comprensione e tolleranza come succedeva  in Alla ricerca di Nemo – 2003 e Shrek  – 2001 se non una generica sensibilità ecologica ma penso che i ragazzi apprezzeranno lo stesso le avventure del piccolo Arthur e la bella principessa del popolo dei Minimei.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Arhur et le Minimoys
Paese Francia
Etichetta
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