SPECTRE

2015148 min14+  

Dopo la sua morte (alla fine di Skyfall), M ha lasciato a 007 un incarico, uccidere un uomo e al suo funerale mettersi sulle tracce di una misteriosa organizzazione criminale. Isolato dai Servizi Segreti britannici e sempre più determinato a conoscere la verità e avere vendetta, Bond incrocia sul suo cammino la bella Madeline Swann, figlia di un vecchio nemico e forse chiave per raggiungere il cuore dell’organizzazione…

Ultimo (forse) capitolo della quadrilogia di 007 interpretato da Daniel Craig. Sequenze molto spettacolari ma il racconto è meno avvincente dei film precedenti


Valori Educativi



I cattivi alla fine verranno sconfitti e, cosa più importante, Bond inizia a provare disprezzo per il proprio lavoro: vorrebbe non uccidere

Pubblico

14+

Diverse scene di violenza, una scena di tortura, qualche scena sensuale

Giudizio Artistico



Dal punto di vista strettamente tecnico il film non delude, anzi inanella una serie di sequenze spettacolari ma la trama decolla per davvero solo nella seconda parte

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Ultimo (a quanto pare) capitolo della quadrilogia in cui Daniel Craig ha ridisegnato la figura e la mitologia dell'agente segreto più famoso al mondo, Spectre si gioca la partita mettendo in campo fin dal titolo il nemico dei nemici, l'organizzazione che nei decenni tanto filo ha dato da torcere a James Bond, cercando di tirare le fila di quanto seminato nell’arco delle varie pellicole.

Dal punto di vista strettamente tecnico il film non delude, anzi inanella una serie di sequenze spettacolari (dall’apertura a Città del Messico durante il Giorno dei Morti, alla sequenza di inseguimento in automobile per le vie di Roma) degne della migliore tradizione della serie, che viene omaggiata nei suoi momenti ed elementi più topici, dalla Aston Martin al famoso Martini agitato non mescolato (che in epoca di salutismo Bond si vede negare).

La trama decolla per davvero, però, solo nella seconda parte (il ruolo di Monica Bellucci vedova poco afflitta di un assassino dell’organizzazione è dimenticabile), quando nelle ricerche del suo nemico inafferrabile, simili a una specie di caccia al tesoro dove ogni tappa nasconde un indizio, Bond viene affiancato da Madeline Swann, una donna che ha a lungo cercato di sfuggire l’eredità di un padre assassino e criminale, che per salvare la vita a sé e al suo compagno dovrà almeno in parte riappropriarsene.

Questo in un momento in cui Bond ha perso la sua “licenza di uccidere” (quella che, come ricorda M, è anche una “licenza di non uccidere”, perché l’istinto umano resta sempre giudice migliore dei semplici dati), ma, cosa ancora più grave, inizia a provare disprezzo per il proprio lavoro, o, semplicemente, a invecchiare.

Il grande inganno, del resto, ricorda curiosamente quello che sta dietro la trama dell’ultimo Mission Impossible, dove pure terrorismo e intrighi miravano alla creazione di una multinazionale del crimine capace di combattere e controllare gli Stati e non solo le persone.

Laddove Tom Cruise supplisce all’assurdo di certe situazioni con l’esibizione di uno sforzo fisico al limite del superomistico, Bond fedele alla tradizione affronta nemici sempre in impeccabili completi e alterna lo scontro fisico con l’immancabile amoreggiare. La love story di questo capitolo, per altro, si può senz’altro annoverare tra i punti di maggior interesse della storia, e proprio l’impossibilità di approfondirla come avrebbe potuto impedisce a Madeline Swann di diventare un personaggio indimenticabile come la Vesper Lynd di Casino Royale.

Il passato continua a perseguitare James Bond (dal passato viene anche il suo acerrimo avversario, un Christoph Waltz a suo agio nel solito ruolo sopra le righe), ma l’atmosfera in cui ci troviamo immersi resta meno avvincente del capitolo precedente, alcune situazioni sono sì citazioni colte ma restano al livello di piacevoli divertissement e non scavano nel profondo della psiche del protagonista.

Potrebbe sembrare insensato pretendere tutto questo da una saga d’azione con ascendenze decisamente politically incorrect  ma se allo spettatore, per quanto sazio di spettacolo, resta in bocca un po’ di insoddisfazione è per l’eccellenza a cui almeno il primo e il terzo capitolo del Bond di Craig ci aveva abituato. 

Autore: Laura Cotta Ramosino

Altre Informazioni

Titolo Originale Spectre
Paese Usa/Gran Bretagna
Etichetta
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