Potiche – La bella statuina

2010103 min14+  

Sono benestanti i Pujol: vivono in una bella villa, il marito è direttore di una rinomata fabbrica di ombrelli mentre la moglie fa la signora, accudendo la casa e tenendosi in forma con il footing. Il sig Robert Pujol deve passare qualche mese di convalescenza dopo lo stress che gli hanno causato i continui contrasti con i sindacati (siamo nel 1977) e sua moglie Suzanne prende le redini della fabbrica per qualche mese (grazie anche all'aiuto del deputato comunista Babin, sua vecchia fiamma). Quando Robert, deciso a riprendere le redini della situazione si accorge di essere stato spodestato: la fabbrica sotto la direzione di sua moglie funziona molto bene e i contrasti con gli operai sono terminati...

Brillante commedia francese solo nella prima parte con due attori del calibtro della Deneuve e di Depardieu: il film si spegne progressivamente nella seconda parte


Valori Educativi



Il film ricostruisce il mondo turbolento degli anni ’70 ma si focalizza sopratutto sulla libertà sessuale conquistata dalla donna

Pubblico

14+

Alcune scene di rapporti sessuali sbrigativi

Giudizio Artistico



Divertente e brillante la prima parte; priva di idee e più frettolosa la seconda

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Siamo abituati a pretendere molto dalla commedia francese: battute che fanno ridere con arguzia, ambientazioni eleganti, situazioni mai banali e finali intelligenti. Ci hanno  abituato sopratutto le versioni italiane dei film di Francis Veber come  L’apparenza inganna ma anche Il mio migliore amico di Patrice Leconte senza contare l’irresistibile Giù al Nord che ha indirettamente confermato le potenzialità della sceneggiatura dopo il successo del fedele remake italiano Benvenuti al Sud

Il film parte molto bene: la “bella statuina “(è stato questo il tentativo di tradurre il vocabolo Potiche, vasellame decorato quanto inutile) è nientemeno che Catherine Deneuve, signora fra le nuvole (apparentemente) che non ha altro da fare che mantenersi in forma, scrivere poesie sulla natura mentre il marito deve vedersela con gli scioperi indetti dai sindacati nella fabbrica di cui è direttore.
Il contrasto è anche caratteriale: la signora Pujol, pettinatura sempre a posto e mise impeccabile è abituata ad evitare con dolcezza i contrasti, ad accondiscendere al marito  mentre quest’ultimo è un fanatico reazionario in fabbrica e maschilista arrogante in famiglia (se la intende con la segretaria). Sarà poi Zusanne, non per scelta ma per necessità (il marito è in convalescenza per un infarto) che riuscirà ad ammansire i sindacati e a valorizzare i suoi due figli facendoli lavorare in fabbrica, ridando vigore di iniziative a una fabbrica ormai alla deriva. Nostalgica e affettuosa la ricostruzione dei ribollenti anni settanta e l’autore molto argutamente fa vedere che la rivoluzione non viene più dal marxismo (impersonato dal melanconico Babin, deputato comunista) ma dalle donne che assumono il potere .

Quando torna il marito Robert e questo si scopre ormai spodestato, inizia la seconda parte del film. Consumata  l’idea divertente della bella statuina al potere, la storia si inviluppa in un crescendo di situazioni paradossali che denotano solo mancanza di nuove idee.
Se poteva essere singolare e fonte di spunti interessanti il rinato rapporto, rispettoso e romantico al contempo, di Zusanne con la  sua vecchia fiamma Babin, lo scoprire che la donna da giovane ha sparso il paese di figli illegittimi trasforma il messaggio originale del film (l’assunzione di nuove e più complete responsabilità da parte della donna negli anni ’70) in un generico elogio al libertinaggio sessuale.
In un colloquio fra Zusanne e sua figlia, l’idea dell’emancipazione femminile sembra limitarsi al compiacimento per l’acquistata libertà di divorziare e di abortire.
Anche la  relazione del marito con la segretaria, presentata con garbate allusioni nella prima parte diventa più esplicita e grossolana nella seconda,e il film finisce per abbandonre le caratteristiche di ironica eleganza che ci si aspetta da una commedia francese per assomigliare pericolosamente a un cinepanettone italiano.

Sempre bravi i due grandi del cinema francese: la Deneuve e  Depardieu, qui nella parte di una coppia attempata pronta a recuperare le sensazioni di un tempo che non può ritornare. 

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Potiche - La bella statuina
Paese Francia
Etichetta
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