MR. BEAVER

201191 min14+  

Tormentato dalla depressione, come già lo era stato suo padre, Walter Black viene allontanato di casa dalla moglie, che spera così di scuoterlo dall’abisso in cui è caduto. Walter invece arriva sull’orlo del suicidio, almeno finché un pupazzo a forma di castoro sembra suggerirgli un’estrema via d’uscita…Le cose, almeno all’inizio, sembrano funzionare di nuovo, almeno finché il” dottor Beaver” non prende il controllo della situazione…

Valori Educativi



Il film promuove i valori familiari sia pur in situazioni prticolarmente difficili

Pubblico

14+

Alcune scene di forte tensione e di violenza, alcune scene sensuali.

Giudizio Artistico



Parte con le migliori intenzioni questo film ma purtroppo, fatica a trovare coerenza nel tono del raccontopassando dal grottesco al drammatico

Cast & Crew

Our Review

Parte con le migliori intenzioni la terza regia di Jodie Foster, qui anche interprete nei panni della paziente moglie del protagonista. Le migliori intenzioni nel raccontare il percorso non solo di un uomo alle prese con una depressione di cui non veniamo mai a sapere esattamente le origini (a meno di accettare la semplice ereditarietà del “male oscuro” suggerita dalla pellicola), ma anche della sua famiglia. Moglie e figli alle prese prima con la prostrazione di Walter e poi con la sua inaspettata rinascita grazie alla terapia del “Dottor Beaver”.

La pellicola, purtroppo, fatica a trovare coerenza nel tono del racconto: dal grottesco (che rischia a tratti di scadere nel semplice ridicolo) al drammatico, passando per momenti di maggiore levità; un’alternanza che non aiuta lo spettatore a calarsi in una vicenda umana da cui si sente per lo più tagliato fuori.

Né possono essere veramente un appiglio gli altri personaggi: una moglie devota ma sull’orlo della disperazione, un figlio adolescente e problematico, Porter, che diventa protagonista di una linea di racconto per molta parte indipendente da quella principale e costruita secondo binari non sempre credibili e comunque non particolarmente originali e coinvolgenti.

Una storia, questa, che sembra avere soprattutto il compito di esplicitare il tema del film: di fronte a difficoltà, dolori, lutti, non si può affidare ad altri il compito di esprimere i propri sentimenti. Parlare con la voce di qualcun altro non può essere la soluzione, anche se è accettando di non essere soli di fronte ai propri limiti che si può tentare di uscirne. Purtroppo il messaggio, espresso anche troppo didascalicamente, non è adeguatamente supportato dal tessuto narrativo, né dai personaggi.

Dispiace perché c’è sensibilità se non genio nel modo in cui la Foster racconta questa famiglia che si dibatte alla ricerca di un equilibrio forse impossibile e di questi tempi lo sguardo positivo che la regista rivolge al concetto stesso di famiglia è encomiabile.

Purtroppo, appesantito almeno in parte dai recenti trascorsi del suo ingombrante interprete, il percorso di rinascita e poi di “ri-dannazione” di Walter/Mel, non riesce a convincere perché l’aggancio rispetto a questa vicenda estrema (che ha il suo antecedente più evidente nel thriller Magic, dove un ottimo Anthony Hopkins viveva in simbiosi con un’inquietante marionetta) non scatta mai fino in fondo e così anche il drammatico finale non riesce a sprigionare l’effetto catartico desiderato.

  

Autore: Luisa Cotta Ramosino

Details of Movie

Titolo Originale THE BEAVER
Paese USA
Etichetta
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