LOURDES

200999'Tutti  

Un gruppo di pellegrini, guidati dai volontari dei Cavalieri di Malta, giunge a Lourdes. Fra di loro c'è Christine, paraplegica, bloccata nelle gambe e nelle braccia. Si è unita al gruppo per fare qualcosa di diverso e sentirsi meno sola ("avrei preferito andare a Roma, sarebbe stato un viaggio più culturale"): la sua fede è tiepida. Poi, improvvisamente, dopo la visita alla grotta, i suoi arti riprendono vita e può abbandonare la sedia a rotelle. Gli applausi di taluni si mescolano con le invidie di altri (perché è toccato a lei?). Inoltre una sua successiva caduta può far pensare che la guarigione non sia completa...

Valori Educativi



L’autrice promuove con abilità la sua visione pessimistica sulla possibilità di definire cosa sia la verità

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



L’autrice impiega uno stile molto personale per narrare una storia di idee ma non di persone

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Il film Lourdes ha sicuramente qualcosa di singolare per aver avuto al contempo il premio SIGNIS (World Catholic Association for Communication) e il premio Brian (in onore dell'irriverente film Brian di Nazareth del 1979) della UAAR (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti).
Vittorio Messori, nel suo articolo apparso sul Corriere della Sera del 12 febbraio ci ha messo in guardia dall'attribuire un messaggio positivo al film: chi è stato realmente a Lourdes sa che è il luogo del dolore ma anche della gioia,  della speranza, dell'infinita generosità di tanti volontari, ben lontana  dalla rigida compostezza dei protagonisti del film, dai plumbei dubbi, dai vischiosi  sospetti   che aleggiano nell'opera cerebrale della Hausner.

Il film tratta il tema della fede e del significato che possono avere i miracoli  per la fede, in modo così politically correct da aver dato soddisfazione ad entrambi i fronti. E' una tendenza che  già vista in altri film recenti.
Ne Il segreto di Vera Drake -2004", sul tema dell'aborto  la condanna finale della protagonista, rea di praticare aborti clandestini, poteva al contempo venir vista come un giusto castigo per un'azione riprovevole ma anche (la storia è ambientata negli anni '50) come il ricordo di un oscuro  passato, ora  finalmente conclusosi con la legalizzazione dell'aborto.
Alla lista dei film "bilanciati" possiamo aggiungere 4 mesi, tre settimane e due giorni, ancora sull'aborto e in una certa misura anche Million dollar baby sull'eutanasia.

Anche ora per Lourdes, il finale aperto (non sappiamo se per Christine si può parlare di guarigione definitiva o no, di miracolo o no) può apparire un elogio del dubbio sistematico, tipico  degli agnostici ma potrebbe anche essere una riflessione "sulla libertà umana e l'intervento divino "  (dalla motivazione del premio SIGNIS).

E' bene quindi abituarsi a trattare questo tipo di film: molto probabilmente altri ne seguiranno. Film molto abili che conoscono le opinioni dei due fronti contrapposti, evitano le obiezioni più scontate, sono privi di qualsiasi spunto polemico e  puntano, per esprimere le reali intenzioni dell'autore ,  su dei sottili distinguo che vanno letti fra le righe del testo, nella scelta delle immagini, nello stile adottato.

Nel caso di Lourdes la cronaca delle giornate dei pellegrini  appare fedelmente ricostruita ma c'è qualcosa di innaturale nei personaggi: ben allineati nelle file per accedere alla grotta, diligentemente seduti nell'attendere la benedizione del sacerdote, composti e silenziosi nella sala da pranzo; gli accompagnatori scambiamo poche parole, per di più di circostanza, con i malati.
Ancora più sconcertante quello che accade dopo l'inaspettata guarigione di Christine: qualche discreto applauso dei vicini, ma poi molti commenti detti sottovoce.

E' evidente che all'autrice non interessa porre l'accento sul cuore, analizzare quest'umanità sofferente  che è arrivata fino a Lourdes forse per fede, forse perché spinta da un'irrazionale speranza; le interessa molto di più il dibattito sulle idee e per questo semplifica molto i personaggi, pulisce le immagini, lascia che siano le loro riflessioni  a prendere il sopravvento.
Non è estranea allo stile dell'autrice anche una sottile ironia: "alla fine del soggiorno verrà nominato il migliore pellegrino"-dice la coordinatrice del gruppo; "qualcuno vuole bere l'acqua di Lourdes?" dice un' accompagnatrice porgendo una caraffa: una specie di rinforzo per il pomeriggio, dopo che i malati si erano recati in mattina alla piscina.

Vediamole quindi queste riflessioni, molte delle quali avvengono attraverso un dialogo fra i pellegrini ed il sacerdote che li accompagna. Anche in questo caso le domande appaiono legittime per chi cerca un orientamento ("cosa debbo fare per poter guarire? Perché non ho una vita normale? Perché la guarigione è toccata a lei e non a me?) e le risposte sembrano proprio quelle che ci si aspetta da chi porta l'abito talare ("bisogna guarire prima l'anima del corpo"; "i miracoli avvengono tutti i giorni ma noi non sappiamo riconoscerli") ma  più insidiosi sono che avvengono ai margini della guarigione di Christine.

Due compagne della ragazza si confidano sottovoce: "Se la guarigione non dura vuol dire che non si trattava di un vero miracolo. In questo caso Dio non c'entra niente". Manca in queste due donne e quindi nell'autrice la visione provvidenziale di un Dio  che opera continuamente ed è presente nella nostra vita di tutti i giorni;  probabilmente l'autrice ha in mente il Dio orologiaio degli Illuministi, che si è limitato, agli inizi dei tempi, a caricare la molla di questo mondo.

Un accompagnatore chiede al sacerdote:
"Dio è buono o è onnipotente? Se fosse onnipotente e buono dovrebbe poter guarire tutti":  anche in questo caso si tratta di un dubbio insidioso  che  salta completamente il significato dell'incarnazione di Cristo, il suo valore redentivo e il senso cristiano della sofferenza.

Da questi esempi appare chiaro che bisogna evitare di "stare al gioco" dell'autrice ma vedere il film nel suo complesso.
Una cosa è certa: non vediamo Christine, dopo che è stata beneficata di questa guarigione inaspettata,  affrettarsi ad andare in cappella a ringraziare il Signore nè non appare particolarmente turbata per l'evento di cui si è trovata protagonista (felice sì, ma felice in modo fisiologico, per aver ritrovato l'uso delle gambe e delle braccia) viceversa, vediamo che tutte le altre persone della comitiva, a parte qualche tiepido applauso a Chritine, cercano di rispedire il miracolo al mittente con tante domande, disturbati per un evento che ha infranto le regole.

L''autrice cerca di evitare, sequenza per sequenza, dialogo per dialogo,  che quell'evento eccezionale possa venir interpretato come miracolo e ancora una volta usa l'ironia (quando Christine si reca con il sacerdote al Centro Medico, vengono invitati ad aspettare il loro turno, perché ci sono tre persone prima di loro che debbono ugualmente denunciare una guarigione inspiegabile; quando i pellegrini assistono ad un filmato-intervista di una persona che a Lourdes è guarita inaspettatamente, le solite due comari commentano che l'intervistato  è rimasto seduto e non lo si è mai visto in piedi)

L'autrice cerca di evitare che l'esistenza di Dio venga  in qualche modo dimostrata tramite una rigorosa  logica di causa ed effetto; in questo ha perfettamente ragione e tutte le sue cautele sono  inutili; non sono certo i medici a dichiarare miracolosa una guarigione (al più dichiarano una guarigione inspiegabile alla luce delle attuali conoscenze mediche)  ma è la Chiesa. Su molte migliaia di guarigioni inspiegabili avvenute a Lourdes, solo 67 sono state riconosciute come miracoli, in base non solo alla straordinarietà dell'evento  ma anche al significato soprannaturale che gli è stato riconosciuto.
Con molta coerenza nel suo pensiero, la Hausner, intervistata al Festival di Venezia dove il film era stato presentato, ha detto: " “Quello che per me è difficile capire nella religione cattolica è questa proiezione verso il futuro, questa fantasia della salvezza, della caramellina che si vede ma non si sa quando si raggiungerà”.
Alla Hauser manca una visione metafisica:  la capacità della nostra ragione di capire che c'è qualcosa al di sopra di noi, anche se non riusciamo a coglierne completamente, a causa della nostra piccolezza, l'essenza.

Le autorità religiose di Lourdes hanno concesso alla troupe del film di girare negli stessi luoghi della devozione , senza neanche chiedere una visione preventiva della sceneggiatura, secondo quanto dichiarato dalla stessa autrice.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Lourdes
Paese Austria Francia Germania
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