LE MERAVIGLIE

2014111 minTutti  

In un famiglia con quattro bambine tutti sono impegnati in un’attività privata di apicultura ma vicino a loro, sul lago Trasimeno. è stato attrezzato un set televisivo per bandire un concorso a premi fra gli agricoltori del luogo. La figlia maggiorenne Gelsomina vorrebbe partecipare ma il padre considera questa iniziativa una pura illusione consumistica.

Un padre, una madre e quattro figlie vivono in campagna,  impegnate in una attività di allevamento di api ma la primogenita è attratta dal mondo della televisione. Un elogio ben realizzato  del mondo agricolo e dell’unità familiare


Valori Educativi



Fra utopia bucoliche e sogni televisivi, una famiglia ritrova la sua unità e la sua compattezza

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



L a grande abilità della regista e la bravura degli attori, consentono di orchestrare una storia complessa, fatta di speranze, utopie e lavoro nei campi

Cast & Crew

La Nostra Recensione

All’interno di un casolare fatiscente isolato in mezzo alla campagna, in piena notte, una bambina, Marinella, si alza perché deve andare in bagno. La raggiunge dopo un po’ la sorella maggiore, Gelsomina,  perché è da troppo tempo che sta sul vaso: sembra un pretesto per qualcos’altro. Le loro discussioni fanno svegliare le altre due sorelle più piccole ed anche la mamma, che comprende il vero desiderio di Marinella: andare a dormire nel letto di mamma. Ormai in quella casa si sono svegliati tutti: arriva anche il padre Wolfgang e l’ospite di casa, Cocò. La regista-sceneggiatrice Alice Rohrwacher riesce, in questa sequenza iniziale, a presentarci tutti  e subito i protagonisti di questo racconto e la mattina seguente li troviamo di nuovo insieme  perché il padre è  l’apicultore e vuole che tutte le figlie lo aiutino, in funzione della loro età.

Nello sviluppo della storia la regista addensa interrogativi che non si cura di risolvere: Wolfgang parla tedesco ma come mai si trova in Italia e perché fa l’apicultore:? La madre delle bimbe, Angelica, è italiana ma perché interloquisce con Wolfgang in francese? Chi è Cocò e cosa ci fa in casa loro? E’ forse la sorella di Wolfgang? Le quattro bambine, spinte dal padre a lavorare con lui anche in mansioni pesanti vanno a scuola? 

E’ inutile in questo film, porsi troppe domande. Ognuno può darsi, sembra dirci l’autrice, la risposta che preferisce.

Non è alla logica che dobbiamo fare appello per leggere questo film ma farci condurre dal  fluire delle immagini e lasciare che i protagonisti esprimano compiutamente se stessi. Solo in questo modo si potranno percepire le verità più profonde che il film riesce a svelare.

Le immagini, realiste e dettagliate sul lavoro di allevamento delle api, sfatano da subito l’illusione di assistere a un film-nostalgia su di una civiltà contadina ormai scomparsa; vogliono trasmetterci piuttosto la determinazione di Wolfgang nel realizzare la sua utopia, che vede nell’apicultura e nel sostegno di una famiglia tenuta unita con la sua autorità, il modo di bastare a se se stessi, non aver bisogno né di soldi né degli altri, di restare indipendente dalle logiche del  consumo.

Le utopie sono sempre state molto allettanti perché semplici da seguire e perché dividono facilmente il mondo in buoni e  in cattivi ma hanno un grosso difetto: ci allontanano dalla realtà che è intrinsecamente complessa e contraddittoria. La realtà in questo film è rappresentata da Gelsomina,  che desidera più cose al contempo senza sapersi decidere:  è contenta di esser vista dal padre come suo braccio destro ma poi gli disubbidisce nell’iscrivere l’intera famiglia a un concorso sui prodotti più genuini indetto da una Tv locale, attratta da quel mondo di dive, luci e microfoni, a lei così estranea.

 La regista e sceneggiatrice Alice  Rohrwacher, al suo secondo film dopo Corpo celeste, manifesta una notevole bravura proprio nel raccontarci in modo vivo e naturale una storia che si sviluppa su più piani: : il duro lavoro da apicultore, l’utopia anticonsumista che Wolfgang cerca di mettere in atto, i miti che arrivano in casa attraverso lo schermo televisivo. Questi ultimi sono solo delle maschere, come mascherati da antichi etruschi arrivano i partecipanti del concorso e come ci appare la madrina del programma (Monica Bellucci), travestita da dea di popoli antichi, impegnata in una conduzione approssimativa come lo  erano quelle  che si facevano nella breve stagione delle Tv locali italiane.

Alla fine, fra difficoltà esterne (Wolfgang rischia di non poter più produrre il miele perché non rispetta le norme igieniche) e incomprensioni interne, ritroviamo tutta la famiglia riunita sullo stesso lettone come nella sequenza iniziale, la famiglia come unica roccia a cui ci si può sempre aggrappare,  camera di compensazione fra differenze generazionali, luogo di profonda intesa e solidarietà.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Le meraviglie
Paese Italia Svizzera Germania
Etichetta
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