LAWS OF ATTRACTION MATRIMONIO IN APPELLO

Daniel (Pierce Brosnan) e Audrey (Julianne Moore) sono due avvocati divorzisti affermati. Lei tutta lavoro e nient'altro, protegge la sua insicurezza di fondo organizzando puntigliosamente la propria vita e controllando sempre il bollettino metereologico prima di uscire di casa. Lui si sente sicuro di sé, del  fascino che esercita con le donne e ama vivere all'impronta. Ora si trovano  uno contro l'altro a difendere gli interessi dei loro clienti, una ricca coppia desiderosa di divorziare. Il giudice ordina ai due avvocati di fare un sopralluogo in un castello, proprietà della coppia, nella lontana Irlanda...

Valori Educativi



In mezzo a tante coppie che intendono divorziare, trionfa il più classico dei matrimoni

Pubblico

Diseducativo

Per il linguaggio e le allusioni ad incontri sessuali

Giudizio Artistico



La sceneggiatura cerca di essere spumeggiante ma non ci riesce. I due protagonisti non "legano" e non rendono convincente il loro innamoramento

Cast & Crew

La Nostra Recensione

 L'idea che i tribunali i civili che trattano di  divorzi possano esser un buon terreno di  coltura per amori fra avvocati avversari o fra gli avvocati e le loro clienti non è nuova. Nel recente Prima ti sposo e poi ti rovino (2003) dei fratelli Coen, lo scontro avveniva fra un furbo avvocato (George Clooney) ed una smaliziata acchiappa-patrimoni (Catherine Zeta-Jones). Alla fine entrambi riconoscono di avere nell'altro un avversario alla propria altezza e commutano le loro schermaglie legali in schermaglie d'amore. Molto più  famosi i battibecchi fra  Spencer Tracy e Katharine Hepburn, uno procuratore generale, l'altra avvocato in una stessa causa  in "la costola di Adamo" (1949), una sophisticated comedy di George Cukor.  In questo caso il meccanismo  è invertito: essi sono già marito e moglie ma rischiamo di separarsi per la battaglia legale che li vede uno contro l'altra.

Laws of attraction si vuole inserire nello stesso filone, ma in realtà ha una struttura sostanzialmente diversa.

I film della coppia Tracy-Hepburn puntavano tutto su di una scoperta per l'epoca significativa: più un uomo ed una donna, che sentono un interesse reciproco, a volte non confessato, sono impegnati a litigare, a fronteggiarsi intellettualmente, più scoprono di trovarsi di fronte un loro degno avversario e più l' attrazione reciproca aumenta. Era indubbiamente l'epoca dello sviluppo del femminismo e la Hepburn ne era un degno rappresentante (ciò non toglie che poco dopo sarebbe arrivato anche il modello Marilyn Monroe, cioè di  donna  totalmente diversa e complementare dall'uomo e proprio da questo contrasto si innescava l'attrazione).

Mentre il film dei Coen segue sostanzialmente lo stesso schema (un continuo scambio di colpi su colpi, un conflitto di furbizie assolutamente alla pari), Law of Attraction parte da presupposti diversi: lui è una persona disinvolta di fronte alla legge (non disdegna i colpi bassi) ed aggressiva in amore, grazie al suo presunto fascino; lei è rigida nell'osservanza della legge e incerta, perché poco esperta, negli affari di cuore. Ne consegue che è sempre lui ad avere l'iniziativa e lei è costretta a giocare di rimessa, perennemente imbarazzata, fino a cedere sull'ultimo punto: riconoscere che è giusto, come lui asserisce, lottare per difendere fino all'ultimo il proprio matrimonio, in particolare il loro (si erano sposati dopo una ubriacatura).

Nulla di male, se sceneggiatore e regista cambiano gli schemi collaudati; il problema è che il loro non funziona. I dialoghi sono pretenziosi: a volte ci si accorge che è stata detta una battuta (forse colpa della traduzione) e che si sarebbe dovuto ridere quando ormai è troppo tardi. Bosnan dovrebbe apparire trasandato e dal genio irrequieto (potrei usare come riferimento Clark Gable) mentre notoriamente (forse colpa del suo precedente ruolo di James Bond) non riesce a non essere se stesso, cioè assolutamente controllato e un po' narcisista. Julianne Moore, molto brava nei ruoli drammatici, qui è poco credibile, a causa delle  battute che le vengono date, a rappresentarci un efficiente notaio poco esperta di sentimenti.

Un'ultima annotazione: anche questa commedia americana (ce ne sono state molte negli ultimi tempi: citerei, fra  tutti, Abbasso l'amore (2003), la donna perfetta  (2004)) cerca di recuperare modi ed atteggiamenti, con un remake più o meno esplicito, di storie e ambientazioni appartenenti ormai al passato. Quando si tornerà a realizzare commedie, spiritose certo, ma che siano in grado di  raccontarci i problemi, le aspirazioni  della donna e dell'uomo d'oggi?

Franco Olearo

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale LAWS OF ATTRACTION
Paese Germania/USA
Etichetta
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