IL VIAGGIO DI FANNY

201694 min10+   , Antisemitismo, Pre-Adolescenti

La vera storia di un gruppo di ragazzi e ragazze ebree, con a capo una tredicenne, che riesce a fuggire dalla Francia occupata dai nazisti. Un bel racconto che corona l’eroismo e la bontà di tante, singole persone. Su TimVision (abbonamento), Youtube, Apple TV, Google Play, Now TV

1943. La Francia è occupata dai nazisti. Fanny, una ragazzina ebrea di 13 anni, trascorre le sue giornate assieme alle sue due sorelline più piccole, nel castello dii Chaumont in montagna, scelto come rifugio da tante famiglie ebree che cercano di proteggere in questo modo i loro figli e le loro figlie dal rischio di persecuzioni antisemite da parte della Repubblica di Wichy. Fanny riesce ancora a ricevere lettere dalla mamma, dalla quale apprende che suo padre è prigioniero nel Campo d’internamento di Le Vernet (punto di raccolta degli ebrei francesi destinati ai campi di sterminio). Fanny conosce altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano  è costretta alla fuga, senza che nessuno dei responsabili del centro possa accompagnarli. Fanny diventa, suo malgrado, la capo-guida di questi bambini che vorrebbero raggiungere il confine Svizzero per salvarsi ma i treni sono bloccati e non sanno neanche esattamente in che direzione stia la Svizzera….


Valori Educativi



Accanto a persone che si limitano a obbedire o ad altri che fuggono dalle loro responsabilità, vi sono tanti che sanno rischiare e sacrificarsi per salvare un gruppo di bambini ebrei

Pubblico

10+

Qualche scena potrebbe impressionare i più piccoli

Giudizio Artistico



Ben realizzato questo racconto sviluppato a “livello di bambino” anche se a volte sembra di percepire una certa distanza dalle emozioni che provano questi piccoli. Ottima prova di Cécile de France

Cast & Crew

Our Review

Fanny è stata trasferita con le sorelle e gli altri piccoli in un pensionato in alta montagna in Italia perché: “gli italiani non perseguitano gli ebrei”  ma il 25 luglio, la radio annuncia: “Mussolini è stato arrestato per ordine del monarca Vittorio Emanuele III”. L’istintiva esplosione di gioia si tramuta presto in preoccupazione: questo vorrà dire che i tedeschi prenderanno presto il controllo dell’Italia e il loro rifugio non sarà più sicuro. L’unica soluzione, per l’istitutrice Madame Forman, è portare tutti i bambini in Svizzera. Ma è proprio la signora Forman che dovrà restare a terra per distrarre i poliziotti che stavano per ispezionare il treno e così i bambini partono da soli e da soli se la dovranno cavare. Una storia incredibile ma assolutamente vera, narrata in un libro da parte della protagonista, l’allora tredicenne Fanny Ben-Ami e portata sugli schermi dalla regista Lola Doillon. Si tratta di bambini che non sanno come procurarsi da mangiare, dove dormire e neanche quale direzione prendere per raggiungere la Svizzera. Ci sono inoltre molti bambini piccoli che si stancano a causa dei lunghi tratti a piedi, che si mettono a piangere mentre i più grandi finiscono per litigare fra loro nel decidere cosa fare, proprio quando rischiano di essere arrestati (come di fatto avverrà). A vedere un film come questo (i fatti sono realmente accaduti) viene da avere fiducia proprio negli angeli custodi, quelli che si prendono cura dei più piccoli. Alla fine il ferroviere che li scopre nascosti in un vagone merci finge di non aver visto nulla; bloccati dalla gendarmeria francese, sono delle donne delle pulizie ad aprire la porta della stanza dove sono stati rinchiusi per lasciarli scappare e  proprio quando, nel camminare in aperta campagna stanno per cadere a terra per la fame e la sete, sarà un contadino ad accoglierli nella sua fattoria. Naturalmente di fronte alla prova dell’estremo  pericolo, c’è anche chi si sottrae  alle proprie responsabilità e fugge o come la mamma con bambino che per salvare se stessa tradisce gli altri. Tutto il film è visto nella prospettiva dei bambini e delle bambine, che non possono avere una visione esatta di quello che sta realmente accadendo e il perché di certi comportamenti ma sono sostenuti dalla fiducia in una vita che non può che andare avanti e quando finalmente accade che la tensione si allenti, si mettono a giocare e a scherzare fra loro, come si conviene alla loro età. Un commento particolare va fatto sulla figura di madame Forman (magnificamente interpretata da Cécile de France). Lei appare dura con i ragazzi e le ragazze, dice loro le cose che vanno fatte, spiega loro il perché  ma non accetta rifiuti. I quei momenti così estremi, lei fa appello a quel seme di maturità che c’è già in loro. Con la stessa risolutezza dice a Fanny che da quel momento è lei il capo del gruppo, proprio perché mostra più equilibrio degli altri: così deve essere per la sopravvivenza di tutti.

Il film evita la scivolata che spesso si commette in tanti film sull’antisemitismo, indicando cioè i nazisti come cattivi, cattivissimi e tutti gli altri poveri perseguitati. In varie sequenze del film i ragazzi sono arrestati proprio dalla gendarmeria francese della Repubblica di Vichy. Inoltre il felice salvataggio dei ragazzi in Svizzera fu motivato dalla buona volontà del paese di confine, perché la Svizzera, come stato, dal 1942 aveva posto il veto all’immigrazione degli ebrei nel suo territorio, come del resto avevano fatto tanti altri paesi europei .

Il film esalta la buona volontà delle singole persone ed è proprio la buona disposizione di tanti singoli, a dispetto delle leggi e delle regole, che ha consentito il salvataggio di questi ragazzi. C’è però una organizzazione che è stata decisiva. Tra il 1938 e il 1944, diverse migliaia di bambini furono salvati dalla deportazione, dall’OSE (Opera di soccorso ai bambini) che li fece uscire dai campi, li nascose, fece loro attraversare le frontiere dell’Italia, della Svizzera e della Spagna o li spedì negli Stati Uniti.

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Etichetta
Paese FRANCIA
Tematiche (generale)
Tipologia
Titolo Originale Le Voyage de Fanny
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