IL DIVORZIO

1970100 min14+   Amore e Famiglia

All’inizio degli anni ’70 tutto sembra nuovo e tutto appare possibile ma non ci sono bussole e il protagonista Gassman finisce per perdersi. Su Youtube

Leonardo ed Elena sono sposati da 15 anni e hanno un figlio di dodici, Fabrizio. Leonardo si sente come in gabbia: la vita coniugale gli sta stretta (sappiamo che ha relazioni extraconiugali) e desidera mettersi alla prova come professionista indipendente ( è un ingegnere edile). I due decidono di separarsi (siamo nel 1970 e la legge sul divorzio verrà approvata solo  alla fine di quell’anno). Leonardo si trasferisce in una garconniere, recupera alcune sue vecchie fiamme e ne cerca di nuove fra le giovani che appaiono ai suoi occhi molto disinibite. Ma il mito della seconda giovinezza svanisce presto e prova quindi a tornare da Elena..


Valori Educativi



Un uomo che si sente ancora giovane cerca di cogliere le piacevolezze di un mondo più libero e disinibito e perde il senso di ciò che veramente conta

Pubblico

14+

Numerosi riferimenti a comportamenti sessualmente disinvolti

Giudizio Artistico



Di fronte a un cast di tutto rispetto per quei tempi Vittorio Gassman, Anita Ekberg, Massimo Serato, Helena Ronèe, Nino Castelnuovo, Claudie Lange il racconto si muove a briglia sciolta sulle sulla scia del protagonista mattatore

Cast & Crew

La Nostra Recensione

In questo film di Romolo Guerrieri, Vittorio Gassman è mattatore assoluto: è lui che dà il ritmo e la verve giusta a questo film interpretando un Leonardo cialtrone e  vanesio che vuole andare alla scoperta di questa nuova Italia anni ’70, un paniere pieno di piacevolezze e opportunità (anche in termini di rapporti con il gentil sesso). Non si tratta di un film di buona qualità, a parte la professionalità indiscussa di Gassman, ma ci è parso utile per i nostri fini, perché offre, con sferzante ironia,  una panoramica di ciò che stava accadendo in quegli anni.

L’ing Lorenzo è un insolito Dante che si introduce nei gironi di un nuovo seducente inferno, spinto dal vento di una modernità che  si era appena sollevato. Eccolo muoversi con disinvoltura nelle tante opportunità lavorative (ma anche di speculazioni truffaldine) in una Italia che stava costruendo ovunque e qualunque cosa, dalle case, alle autostrade, ai ponti.

Eccolo sentirsi ancora adatto, a 45 anni (almeno così crede), a fare gruppo con i giovani,  sopratutto in quei tempi di conquista della libertà sessuale. Provocatorio e imbarazzante l’incontro con il padre di Elena, la giovane ragazza che Lorenzo ha iniziato a frequentare. E’ l’occasione per scambiarsi, fra i due uomini,  le loro esperienze sullo stato di separati: entrambi si sono dati alla bella vita, a incontri occasionali e senza prospettive dal momento che non si potevano risposare (una chiara nota polemica inserita dagli sceneggiatori per evidenziare la carenza legislativa dell’aborto).

Lorenzo continua nella sua esplorazione scoprendo le “straniere facili” e  anche la frequentazione dei suoi colleghi architetti e delle loro mogli diventa per lui la scoperta di un nuovo girone infernale: la particolare moda del tempo dello scambio di coppia.

Quando poi Lorenzo cerca di “ritornar a riveder le stelle” ha un’amara delusione: non può più avvicinarsi pentito a sua moglie perché lei nel frattempo ha incontrato un uomo che sa comprenderla.

Può sembrare strano dirlo, ma in fondo si tratta di un film “morale”: nel suo modo paradossale ci mostra un uomo che si trova alle soglie degli anni ’70 e che non riesce a sostenere, con il  suo velleitarismo disordinato, l’eccesso di novità, soprattutto nel campo sentimentale e familiare, che si stavano consolidando. Se lui, alla fine del film, fa un sano “mea culpa” e desidera tornare da sua moglie, alla ricerca di una relazione stabile, sembra che in fondo il film non abbia avuto preso una posizione netta a favore del divorzio: la situazione resta sospesa fra la libertà di accedere a seconde nozze e il più classico “avere le corna”. Significativa è l’ultimissima sequenza, dove si vede Lorenzo in macchina che passa davanti a piazza San Pietro. Un saluto a un “potere” ormai in dissoluzione o uno sguardo nostalgico verso un tempo nel quale si disponeva di una bussola di riferimento?

L’analisi che il film fa di quei tempi è ben lungi dal risultare approfondita. E’ particolarmente superficiale per quel che riguarda la donna: tutto viene visto con gli occhi di Gassman, quindi con occhio maschile, che apprezza sicuramente la spregiudicatezza dei nuovi abbigliamenti-simbolo (sopratutto la minigonna) ma la figura della moglie Elena è un’occasione sprecata: non sappiamo come abbia reagito all’ipotesi della separazione e come si sia risolta a trovare una via di uscita. Anche i giovani non ci fanno una bella figura: le loro “contestazioni” appaiono velleitarie e confuse.

Sgradevole è anche la superficialità  con la quale Lorenzo cerca di tranquillizzare il figlio dodicenne, di fronte alla prospettiva della separazione dei genitori. Infine non saprebbero concepibili al giorno d’oggi, gli atteggiamenti di ironia, se non di disprezzo, di Lorenzo nei confronti di persone con inclinazione omosessuale.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Etichetta
Paese ITALIA
Tematiche (generale)
Tipologia
Scrivi per primo un commento a “IL DIVORZIO”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Non ci sono ancora commenti