HOOK – CAPITAN UNCINO

1991142 minTutti   Amore e FamigliaAmore per i figli

Cult-movie indiscusso degli anni Novanta, Hook-Capitan Uncino è un film capace di sfruttare un ambiente favolistico e di fantasia, per affrontare tematiche molto importanti quali la famiglia ed il rapporto tra genitori e figli. Steven Spielberg, col suo tredicesimo lungometraggio, ha riscritto e reinterpretato un grande classico letterario, dirigendo un cast d’eccezione e regalando allo spettatore un film originale e straordinario. Su Netflix

Sono passati molti anni da quando Peter Pan era un ragazzo spensierato che viveva sull’Isola che non c’è. Adesso Peter, ormai adulto, si è stabilito a San Francisco e ha intrapreso una carriera lavorativa di successo che lo ha portato però a trascurare il rapporto con la famiglia. Un giorno Capitan Uncino, da anni in cerca del rivale, riesce a rintracciarlo e a rapire i suoi due figli. Affiancato da Trilli e dai bambini sperduti, Peter Pan ritorna all’Isola che non c’è con l’obiettivo di sconfiggere il pirata e salvare i figli rapiti.


Valori Educativi



L’impegno di Peter volto a ripristinare l’unità e la serenità della famiglia. La scelta di provare a superare le incomprensioni con i figli

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



La straordinaria cura posta nella realizzazione di costumi e scenografia, oltre che la regia di Spielberg e la recitazione degli attori. Qualche stanchezza nella seconda parte del film

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Nel corso della sua lunga carriera, Steven Spielberg ha affrontato numerose tematiche che hanno interessato la società tutta. Mentre ad esempio, con Schindler’s List ha affrontato il tema dell’Olocausto, e con Salvate il soldato Ryan e La Guerra dei Mondi ha rispettivamente rievocato i campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale e lo shock della società americana durante l’11 settembre, con Hook-Capitan Uncino, il regista sceglie di porsi su un piano più intimo e personale, occupandosi di un argomento delicato ovvero la famiglia.

Riscrivendo la storia dell’eterno bambino, Spielberg immagina che Peter Pan, dopo aver sconfitto Capitan Uncino, abbandoni l’Isola che non c’è per stabilirsi a San Francisco; qui trova lavoro come avvocato di successo. L’eccessiva dedizione al lavoro di Peter, però, lo costringe a passare molto tempo lontano dalla famiglia, causando tristezza ai suoi due figli, Jack e Maggie, che avvertono la mancanza del padre. Un giorno, un fatto sconvolgente interrompe la routine dell’avvocato: Uncino, desideroso di vendetta nei confronti dell’antico rivale, ha rapito i suoi due bambini. L’uomo non potrà fare altro che tornare sull’Isola che non c’è, aiutato da Trilli e dai bambini sperduti, con lo scopo di salvare i figli e ripristinare l’unità familiare.

Non c’era forse modo migliore per analizzare il difficile rapporto genitore-figlio se non riadattando un grande classico della letteratura mondiale. La scelta di rendere Peter Pan, il bambino che non vuole crescere, un adulto afflitto da problemi familiari risulta sicuramente originale. Innanzitutto perché l’idea di Spielberg è mostrare come Peter Pan, un tempo emblema della gioia e della purezza infantile, sia caduto vittima, diventando adulto, della propria ambizione; l’uomo infatti è molto soddisfatto del mestiere che svolge e vuole fare il possibile per essere il migliore, ma tutto ciò ha un prezzo. Per via del suo forte attaccamento al lavoro, l’uomo non è più in grado di parlare con i figli, che considera quasi degli estranei. Quelle rare volte in cui Peter prova a relazionarsi con loro si rivela essere un uomo severo e poco empatico, non riuscendo a comprenderli. Soltanto il rapimento da parte di Uncino sarà in grado di risvegliare la coscienza di Peter, inducendolo a intraprendere un viaggio che forse lo renderà un uomo migliore.

In che modo Peter potrà ottenere il cambiamento tanto agognato?

Innanzitutto ascoltando i consigli di Trilli. La fatina, segretamente innamorata dell’uomo, fa di tutto per aiutarlo ad affrontare Uncino. Avvalendosi dell’aiuto dei bambini sperduti (un gruppo di bambini che ha scelto di recarsi in esilio volontario sull’Isola che non c’è pur di non diventare adulti), Trilli cerca di risvegliare l’animo di bambino di Peter; soltanto in questo modo quest’ultimo potrà recuperare il potere di volare ed il coraggio necessari per ingaggiare battaglia contro i pirati.

Toccante è la scena in cui la fata dichiara tutto il suo amore a Peter. Per anni è stata innamorata di lui ma capendo che l’uomo non può ricambiare il suo sentimento, sceglie ugualmente di aiutarlo.

Il rifiuto da parte del protagonista di corrispondere il sentimento di Trilli non è casuale. La fatina rappresenta il desiderio di Peter di poter tornare indietro nel mondo spensierato e innocente di un tempo ma l’uomo sceglie di continuare a vivere nella vita reale, con tutte le sue difficoltà, in quanto ormai affezionato alla sua famiglia.

Altro personaggio di spicco all’interno della storia è l’antagonista principale, Capitan Uncino.

Il capitano pirata immaginato da Spielberg, è un personaggio dall’animo complesso. Stanco di vivere sull’Isola che non c’è, Uncino trascorre le sue giornate afflitto dalla noia (per sua stessa dichiarazione, il capitano non fa altro che combattere contro gli indiani e punire i suoi uomini quando commettono delle infrazioni); medita il suicidio perché attraverso la morte, il pirata vede una possibile via di fuga dalla situazione di stasi in cui si trova. Distolto da questi propositi dal fido Spugna, Uncino giunge alla desolante conclusione che solo la sconfitta dell’eterno avversario Peter Pan lo renderà felice e sembra riuscirci quando proprio lui riesce a far divertire il piccolo Jack facendolo giocare a baseball, una replica di quella partita a cui suo padre non aveva potuto assistere perché troppo impegnato nel lavoro. Evidentemente anche per Peter la competizione risulta salutare perché riesce a far riaffiorare in lui il suo orgoglio di padre, rimasto silente per troppo a lungo .

Da un punto di vista tecnico, oltre all’impiego di costumi stravaganti, a supporto della storia, viene adoperata una scenografia imponente, composta da boschi incantati, mari popolati da sirene e galeoni pirata. La scelta di Spielberg di ambientare le vicende del film in un mondo surreale, colpisce nel segno, conferendo alla pellicola forme e colori quasi barocchi.

Nonostante le opinioni piuttosto tiepide da parte dei critici, che hanno elogiato le scenografie e i costumi del film ma non la storia in sé, ritenuta in alcuni tratti confusionaria, Hook è stato un grande successo di pubblico ed è stata annoverata tra le pellicole più importanti ed amate degli anni Novanta.

La scelta di avvalersi di un cast d’eccezione, composto da Robin Williams, Julia Roberts, Maggie Smith, Bob Hopkins e Dustin Hoffman, non fa altro che aumentare l’impatto questo cult-movie anni Novanta, il cui pregio è quello di risvegliare il bambino che è in noi, ogni volta che lo si guarda.

Autore: Davide Amenta

Altre Informazioni

Etichetta
Paese  USA
Tematiche (generale)
Tematiche-dettaglio
Tipologia
Titolo Originale Hook
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