GENITORI QUASI PERFETTI

201986 min10+   Amore e FamigliaCura dei figli

Il film è una radiografia impietosa sul mestiere di essere padri e madri al giorno d’oggi. Una denuncia che esprime la tensione morale di cercare di fare di meglio. Su RaiPlay

Simona è divorziata e vive con suo figlio Filippo,  di 8 anni . Come lei stessa racconta, il padre non si è più fatto vedere. Dopo aver partecipato a una riunione di genitori a scuola (il tema in discussione è stato organizzare corsi di educazione sessuale per i loro figli dopo che due di loro si sono baciati in classe), Simona corre a comperare palloncini colorati per addobbare la casa in occasione del compleanno del figlio. Alla fine tutto è pronto e iniziano ad arrivare i primi  bambini e  bambine accompagnati di genitori.   Aldo e Ilaria sono una coppia vegana, ecologista e naturalista, che ha portato una torta preparata sono con ingredienti naturali; Sabrina è l’amica più intima di Simona: anche lei si prende cura della figlia con un padre assente. Bussa alla porta Alessandro, un padre con molto fascino, a giudicare l’interessamento di Simona, ma ha il difetto di trattare troppo duramente suo figlio. Anche un altro bambino è stato accompagnato dal padre e il motivo di questa scelta è semplice: lui è disoccupato mentre la moglie è molto impegnata.  Alla fine arriva anche Giorgia, che ha costituito con la sua compagna una famiglia arcobaleno e ha partorito la figlia tramite fecondazione eterologa. I bambini si scatenano, gli adulti chiacchierano fra di loro con gentilezza formale, si attende l’arrivo di Luisa, la ragazza che è stata ingaggiata come animatrice della festa ma lei ha appena scoperto che è rimasta incinta….


Valori Educativi



Il film ha una sua tensione morale nel denunciare tante insicurezze e impreparazioni nel mestiere del genitore. Peccato che consideri un comportamento accettabile la pratica della fecondazione eterologa, che viola i diritti del nascituro e del bambino

Pubblico

10+

Nulla da segnalare ma risulta necessario avvisare che i più piccoli potrebbero non comprendere la presenza di un bambino che ha due madri e nessun papà

Giudizio Artistico



Gli attori tutti nella parte, fra i quali primeggia come protagonista, Anna Foglietta, il racconto si svolge con molta ironia ma forse è stata messa troppa carne al fuoco

Cast & Crew

La Nostra Recensione

È sicuramente interessante scoprire dove sta andando la famiglia nel secondo decennio del XXI secolo e indubbiamente questo film diretto da Laura Chiossone ha voluto mostrarci, con ironia quasi grottesca, tipologie diverse di padri e madri alle prese con le tante difficoltà (anche se forse nel passato non lo erano affatto) che percepiscono per cercare di essere tali.

Se Simona si impegna ad accudire da sola il figlio Filippo, lo fa con molte insicurezze, al contrario dell’amica Sabrina che vede il suo impegno materno soprattutto come una menomazione della propria libertà. Unico caso di marito e moglie che si  presentano insieme è quello di Aldo e Ilaria ma come scopriremo presto, non si possono considerare una coppia perfetta. Anche i due papà che accompagnano i loro figli hanno qualche problema da gestire: i metodi severi di Alessandro verso suo figlio e il desiderio di Paolo di intrattenere, divertendoli, i ragazzi dal momento che, come disoccupato, deve continuamente dimostrare di essere utile in qualche cosa. Un caso a parte è quello di Giorgia, che sa che la sua unione omosessuale non è compresa da alcuni dei presenti. Si tratta di tante fragilità che si ritrovano nello stesso appartamento (il film tradisce l’origine teatrale:  Palloncini di Gabriele Scotti e Gianna Coletti) e interagiscono fra loro con falsa cortesia, perché sono troppi i giudizi (pregiudizi?) diversi che li separano riguardo al mestiere più vecchio del mondo. Viene spontaneo richiamare Carnage di Roman Polansky  (ma è opportuno citare, per le molte analogie,  anche gli italiani Perfetti Sconosciuti e In nome del figlio).  Se nel film di Polansky l’incontro fra due coppie di genitori (una deve chiedere scusa all’altra per le intemperanze del figlio ma poi tutto degenera in una violenta rissa verbale) serviva per smascherare la falsità e l’ipocrisia dei protagonisti, in questo film italiano tutti i personaggi sembrano fluttuare nell’aria, senza radici né certezze. Non ci sono solide basi coniugali sulle quali è stata costruita una famiglia. Non ci sono le esperienze dei propri genitori e dei nonni che sono state assorbite per sapere come si gestiscono con saggezza e sensibilità i propri figli.  Ecco che certi comportamenti dei bambini sono visti con timore (lui e lei di 9 anni che si baciano a scuola, Filippo, per ballare, indossa uno sgargiante abito femminile,..) e perfino i nuovi modi di comunicare via Internet diventano  motivo di confusione . Alla fine, la giovane Luisa, che ha scoperto di essere incinta, fa una positiva ma bruciante dichiarazione : “Io pensavo di non essere in grado di fare il genitore:  Il mio fidanzato mi ha appena lasciata e sono incinta: però stando con voi, guardandovi, ho capito che sarà molto molto difficile fare peggio di quello che avete fatto voi con i vostri figli”.

Sulla coppia di lesbiche c’è un giudizio sospeso ma anche per loro è stata applicata l’ironia degli autori. Essere una coppia costituita da due donne ha i suoi vantaggi: ha provato prima l’una a restare incinta ma siccome non c’è riuscita, ha provato l’altra, questa volta con successo.

Tutti gli attori sono pienamente nella parte; l’ironia, che scorre lungo tutto il racconto, serve ad alleggerire la tesi degli autori che risulta alquanto pessimista sulla tenuta delle nuove generazioni di essere in grado di affrontare impegni che hanno, al contrario, secoli di tradizioni. Peccato che il film, proprio quando si avvia verso la conclusione, lascia molti discorsi a metà: le problematiche restano solo dichiarate ma non affrontate.

Autore: Franco Olearo

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Paese ITALIA
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