FREE STATE OF JONES

2016139 min18+  

Nel 1862, durante la Guerra Civile Americana, Newton Knight, un agricoltore della contea di Jones, nello stato del Mississippi, milita nell’esercito sudista come infermiere. Il suo giovane nipote muore in battaglia e, disilluso dalla guerra, Newton decide di disertare e si rifugia nelle zone paludose del Mississippi, dove incontra altri disertori e schiavi fuggiti ai loro padroni. Sotto la sua guida, i rifugiati riescono a organizzare un piccolo esercito e a sconfiggere le truppe sudiste che cercano di sgominarli, fino a costituirsi come stato autonomo della contea di Jones. Finita la guerra, la situazione degli ex-schiavi non migliora. Non vengono accettati nei seggi dove avrebbero diritto di voto e debbono subire le violenze del Ku Klux Klan...

Durante la guerra civile americana, un soldato diserta per costituire un libero stato dove convivono bianchi e neri. Il racconto risulta poco organico, con singoli momenti interessanti


Valori Educativi



La giusta battaglia per i diritti degli ex-schiavi negli stati del Sud, resta offuscata da alcuni comportamenti coniugali non corretti e dal gesto di diserzione del protagonista

Pubblico

18+

Alcune scene con dettagli violenti e sanguinosi consigliano la visione ai maggiorenni

Giudizio Artistico



Film ben realizzato in alcune scene, con una rigorosa riscostruzione degli ambienti e dei costumi. La sceneggiatura risulta sfilacciata e cerca di affrontare troppi temi in parallelo

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Per realizzare questo poderoso film di 139 minuti, il regista e sceneggiatore Gary Ross (regista di Seabiscuit e del primo Hunger Games) si è documentato per due anni ed ha realizzato un sito (http://freestateofjones.info/) dove giustifica, in base a documenti storici, gli eventi più significativi narrati nel film.

L’impegno profuso per immergersi in quel  momento storico traspare anche visivamente nella accurata ricostruzione dei costumi, degli ambienti e perfino nella selezione del cast. Le prime sequenze, che descrivono uno scontro fra truppe nordiste e sudiste, sono altamente drammatiche (bisogna ritornare alla sequenza iniziale di Salvate il soldato Ryan, per trovare qualcosa di simile), sono molti i particolari raccapriccianti sugli effetti delle pallottole prima e poi sulle impietose cure nell’ospedale da campo poi, dove il sangue sparso sembra impregnare tutto e tutti.

Sono immagini che servono a giustificare, dopo la morte stupidamente inutile del giovane nipote, la diserzione di Newton. Il secondo atto di questo dramma si concentra sull’ organizzazione e sulle battaglie del manipolo di ribelli che si è riunito intorno a Newton e si conclude con l’altisonante dichiarazione di indipendenza del libero stato di Jones, dove non ci saranno più ne ricchi nè poveri e ognuno potrà benificare dei frutti della terra che coltiva.

Il film poteva considerarsi ormai concluso quando inizia la terza parte, forse la più significativa: la lunga stagione della Reconstruction, del passaggio cioè, molto graduale e doloroso degli ex schiavi alla condizione di uomini liberi. Un tema che è stato molto sentito nella stagione della presidenza di Obama e che ha prodotto film di valore, come 12 anni schiavo, Selma, Lincoln e The Butler  – Un maggiordomo alla casa Bianca.

In un’altra scena-chiave del film, alcuni uomini di colore si recano alle urne per votare, cappeggiati da Newton. Sono armati e anche le persone dentro al seggio sono armate. Si tratta di una sequenza che fa ben comprendere come mai l’uso delle armi resti ancora ben radicato nella mentalità americana. Il loro voto repubblicano risulterà comunque inutile, come spiega il film, a causa di vistosi brogli elettorali. La stessa vita degli ex-schiavi era costantemente in pericolo a causa delle spedizioni punitive del Ku Klux Klan. Sono difficoltà che non avranno mai veramente fine. In un subplot che scorre in parallelo alla trama principale, veniamo a sapere che ancora negli anni 50, a un discendente di Newton e di una donna di colore venne proibito di sposare una donna bianca perchè in lui ancora scorreva un certa percentuale di sangue negro.

In film non è stato un successo commerciale negli Stati Uniti.  E’ risultato forse troppo ambizioso, ha voluto mettere troppa carne al fuoco, facendo perdere di coesione il racconto. Cerca inoltre di voler troppo dimostrare, facendosi aiutare da didascalie e filmati d’epoca, invece di lasciare che sia la narrazione stessa a far riflettere lo spettatore.

Lo stesso personaggio di Newton, pur ben interpretato da Matthew McConaughey, resta ambiguo; in certi momenti si configura come un vero difensore dei diritti degli afroamericani; in altri momenti, come lui stesso si è definito nella realtà storica, un “alleato”, probabilmente per convenienza contingente. Occorre aggiungere che la figura di un disertore non è mai simpatica così come non lo è il suo modo di gestire il suo privato: far convivere sotto lo stesso tetto la moglie, l’amante di colore e i figli avuti da entrambe le donne.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Free State of Jones
Paese USA AUSTRALIA
Etichetta
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