FOXCATCHER – UNA STORIA AMERICANA

2014134 min18+  

Mark e Dave sono due fratelli campioni americani di wrestilng (entrambi medaglie d’oro alle olimpiadi di Los Angeles). Dave è il maggiore e si è sempre occupato amorevolmente di Mark da quando il padre si era allontanato dalla famiglia. Mark, desideroso di riscattarsi dalla dipendenza dal fratello, accetta di buon grado l’offerta del miliardario John Du Pont di diventare il primo atleta della scuderia di campioni che intende preparare per le prossime Olimpiadi di Seul. In realtà John è solo un frustrato che cerca con i suoi soldi di comprarsi un po’ di notorietà e appena si accorge che Mark non è all’altezza del compito, chiude l’amicizia che si era formata fra loro due e assume nella sua squadra Dave, generando la gelosia di Mark..

Bennett  Miller, già autore di un altro film a contenuto sportivo (L'arte di vincere) ricostruisce bene l’ambiente malato in cui si consuma un omicidio nell’ambiente della lotta libera americana. Film volutamente sgradevole e claustrofobico


Valori Educativi



Un solo personaggio, Dave, è dotato di buon senso: per il resto si sviluppa una storia di invidie, soprusi, corruzione e sopraffazioni

Pubblico

18+

Una situazione di sopraffazione psicologia, uso di droga, un cenno a un rapporto omosessuale

Giudizio Artistico



Bennett Miller è molto bravo nel ricostruire le personalità malate dei due protagonisti. L’eccessiva concentrazione sulle morbosità dei due uomini immerge lo spettatore in un’atmosfera soffocante e claustrofobica. Quattro candidature all’Oscar 2015

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Tutto, fin dalle prime sequenze, contribuisce a mettere a disagio lo spettatore. La solitudine caratterizza la vita di Mark: vive in una squallida casa e anche quando il miliardario Du Pont gli metterà a disposizione un intero cottage, sarà ancora una volta solo, senza visite di amici o di una ragazza,. Anche John Dupont si aggira solitario nella sua sontuosa villa (il volto scavato dell’anziana madre che appare saltuariamente, sembra quasi una presenza surreale) e gli unici esseri umani che si intravedono come ombre sono i componenti  della servitù. I dialoghi sono scarni, essenziali: Mark parla per monosillabi, mentre John sciorina retoriche sentenze sull’onore perduto della patria che sembrano copiate da qualche film di John Wayne.  Il livello culturale dei protagonisti è ai minimi e il wrestling è la loro unica ragione di vita: quando non si allenano stanno davanti alla TV a vedere vecchi combattimenti. C’è molto linguaggio del corpo (solo maschile) in questo film: corpi che si afferrano nelle continue sequenze di lotta libera e i corpi dei due fratelli che si abbracciano per consolarsi (ma c’è anche un’allusione a una situazione omo-erotica di Mark con John). Il regista Bennett  Miller , già autore di Truman Capote – A sangue freddo e L'arte di vincere, sembra aver voluto ridurre di proposito le note disponibili al suo spartito per farci “entrare nella mente” dei due protagonisti, Mark e John, in quel loro modo ossessivo di restare inchiodati alle fissazioni delle loro fragili menti. Mark, debole di carattere, è vissuto fin da piccolo all’ombra del fratello maggiore, anch’egli medaglia d’oro di lotta libera; soffre perché non riesce a riscattarsi dalla dipendenza dal fratello  ma finisce per invischiarsi in una situazione ben peggiore, plagiato e succube del suo nuovo mentore-padrone John. John a sua volta è una persona frustrata, , psicologicamente dipendente dalla madre, che cerca di ritagliarsi il suo momento di notorietà, a suon di dollari, cercando di diventare il coach di una squadra di lotta libera. John si ritiene il padre-padrone degli atleti che retribuisce lautamente e diventa un corruttore di Mark, avviandolo sulla strada della cocaina e forse a relazioni omosessuali. Solo Dave, il fratello di Mark, rifulge sugli altri come persona generosa e di buon senso; non a caso è l’unico sposato con due simpatici figli. Quando alla fine la tragedia arriva, è gelida e fredda come lo sono stati per tutto il tempo le anime dei due protagonisti.

Il regista Bennett  Miller è molto bravo nel costruire queste personalità deboli e malate, coadiuvato da tre attori ben guidati, così come a costruire l’ambientazione soffocante in cui si consuma la tragedia. Peccato che tanta bravura sia stata impiegata per raccontare una storia così squallida.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Foxcathcer
Paese USA
Etichetta
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