ECCEZZZIUNALE VERAMENTE CAPITOLO SECONDO…ME

Tre devotissimi tifosi, timorati del dio del calcio e disposti a sacrificargli vita e opere, viaggiano su e giù per un’Italia anni ‘80 tra mafiosi, donnine, gente da bar, camionisti e piccoli imprenditori emigrati ad Ibiza in cerca di un’estate che non finisca mai. Sono tre come le principali squadre di serie A: Donato, ex-ras della fossa milanista; Franco, che si indebita e va in pellegrinaggio per l’Inter; Tirzan, che a Gallipoli si sveglia da un coma senza memoria e (forse per questo) con inalterata fede nella Juve.

Valori Educativi



Il film si limita a ricordarci che esiste un’umanità maniaca che solo nell’aggregazione isterica sugli spalti trova senso e appartenenza

Pubblico

10+

Per alcuni il linguaggio grossolano

Giudizio Artistico



Sceneggiatura scritta male e controvoglia che tanto basta l’attore e la sua parlata

Cast & Crew

La Nostra Recensione

 

Abatantuono sprecato? Forse, ma è bene ricordare che l’interprete dei tre figuri in parte vive di rendita per il ripescaggio di Salvatores ai tempi del suo cinema più escapista e mediterraneo, ma è molto amato soprattutto per essere stato in grado di creare all’inizio degli anni ‘80 una macchietta efficace quanto quella del ragionier Fantozzi: il “terrone” con parlata incomprensibile e piglio irascibile, finito di diritto nel repertorio più recente della comicità nazionale.

Detto questo, noi ricorderemo Abatantuono più che altro per Turné, ma sia chiaro che se si tratta qui di spreco, non è certo per l’interpretazione riciclata dei tre ultrà dopo esperienze di cinema più internazionale, bensì per la solita sceneggiatura scritta male e controvoglia che tanto basta l’attore e la parlata di cui sopra. Sprecata quindi l’occasione ludica, perché troppo esplicitamente costretta su un pubblico che si identifica subito coi tre protagonisti o cerca la moda della serie B (al cinema, non allo stadio), il gusto del revivale le sagre di paese.

I tre episodi poggiano per viscomica soprattutto sull’espediente italiota dei doppi sensi protratti fino alla confusione, sulle pose da operetta e su un’atmosfera presa di peso dal primo film, come a riproporre un’impressione di genuinità, ricordo di un’epoca più pulita, prima che il calcio smettesse di essere uno sport e ci perdesse in dignità.

Pochissime le battute simpatiche, peccato, e quasi sempre concentrate nell’episodio migliore: quello dell’interista Franco, dove Abatantuono non ricorre alla macchietta e recita bene, senza strabordare e senza sovrapporsi al film.

Il resto è copia carbone e ammiccamento svogliato, descrizioni rimasticate e, rovesciando la medaglia, un minimo di malinconia: l’atmosfera è passata, ma le facce son sempre quelle a insistere che esiste un’umanità maniaca che solo nell’aggregazione isterica sugli spalti trova senso e appartenenza. Già lo sappiamo e ci dispiace.

Si segnala che le sequenze oniriche dell’ultrà Donato sono “impreziosite” dalla legnosa partecipazione di alcuni giocatori del Milan.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale ECCEZZZIUNALE VERAMENTE CAPITOLO SECONDO...ME"
Paese Italia
Etichetta
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