BAMBOLE RUSSE

Xavier, che durante il periodo Erasmus a Barcellona aveva convissuto con amici di diverse nazionalità, cinque anni dopo cerca lavoro in patria come scrittore. Parallelamente ai suoi complessi tentativi di scrivere una soap per una rete televisiva, sperimenta nella vita che uscire con tante donne è come giocare con le matrioske: solo alla fine del percorso si capisce qual è l’ultima, quella più piccola, che era stata sempre nascosta in tutte le altre, sempre cercata in tutte le altre. Resta da capire quando finisce il “percorso.

Valori Educativi



Giovani che non vogliono crescere. Posizioni negative sul matrimonio

Pubblico

14+ Per l'atteggiamento disinvolto sui temi dell'amore e del matrimonio

Giudizio Artistico



E' un film girato con garbo e senz’anima, Trama banale, superficiale caratterizzazione dei personaggi

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Dopo il successo dell’Appartamento spagnolo (2002), legittimamente Klapisch non molla il filone dei giovani che incontrano l’Europa: sono perlopiù incontri che si potrebbero praticare anche senza uscire dai confini, però la cornice estera arricchisce di leggero straniamento esperienze altrimenti comuni e carica di senso le incertezze angosciose di fronte a lavoro e vita ancora da costruire.

Xavier, stesso sguardo lievemente apatico (e un solo punto fermo: il fatto di essere parigino), dopo aver scoperto a Barcellona che la Francia ha dei confini, scopre ora che in ogni nazione europea abitano delle donne e tendenzialmente, con un po’ di abilità, è possibile alternare storie con molte di esse.

La trama non è molto altro, il giovane, dopo diversi tentativi di scrittura e di fare chiarezza dentro se stesso, non troverà niente di meglio del modello delle matrioske per spiegarsi la vita sentimentale e le infinite complicanze nel trovare l’anima gemella.

Contemporaneamente cerca di proporsi come scrittore (ma parrebbe più dotato per manuali di Self Help più che per un vero romanzo) e uscire con ragazze che s’assomigliano un po’ tutte (forse un difetto di sceneggiatura, ma in effetti non si capisce bene perché dovrebbe preferirne una all’altra) come se la matrioska in realtà non l’avesse dischiusa neanche una sola volta.

L’impressione di superficialità nella caratterizzazione dei personaggi riguarda anche le ambientazioni e in generale le vite un po’ stereotipate degli amici che si incontrano di capitale in capitale e non cambiano mai.

Di potenziale attrattiva per un pubblico giovane, è un film girato con garbo e senz’anima, mentre il protagonista si atteggia a scafato psicologo di ragazze e in generale delle dinamiche della vita, quando lui stesso sembra appena uscito da un manuale di consigli per adolescenti.

Intanto, potenza di MTV, anche le capitali son diventate tutte uguali e vivere a Parigi, Londra, San Pietroburgo sembra sempre la stessa cosa, si incontrano gli stessi vestiti, la stessa musica, gli stessi amori (ma poi perché, perché scomodare questa parola?).

Andare lontano non dà la garanzia di trovarla, l’anima gemella.

Ma cercare a forza ovunque, spinti dalla paura di perdere un’occasione, spinti a catalogare esperienze falsate e pensieri posticci, false sicurezze, tutto questo dà poi la garanzia di riconoscerla, l’anima gemella, o di trattenerla se c’è?

A guardare Xavier sembra di no, convinto com’è che impiegare il tempo significhi ingannarlo e porsi solo i problemi risolvibili nello spazio di uno slogan.

Autoindulgente, devoto a un relativismo da fast-food, aspettiamo il prossimo sequel per apprendere che è ancora al punto di partenza, che è riuscito a far carriera, che la matrioska più piccola non arriverà mai. 

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Les poupées russes
Paese Francia
Etichetta
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