ROMPICAPO A NEW YORK

2013118 minDiseducativo  

Il quarantenne Xavier convive da ormai dieci anni ed è diventato padre di due figli. Quando la sua donna, Wendy, lo saluta per andare a vivere a New York con il suo nuovo uomo, Xavier decide di raggiungerla per stare vicino ai ragazzi. Si fa ospitare dalla sua amica lesbica Isabelle e dalla sua compagna e alla fine acconsente a donar loro il seme per una fecondazione eterologa. Presto arriva a trovarlo anche l’amica divorziata Martine con i suoi due figli, ma la vita in America è complicata e l’unico modo che ha Xavier di ottenere la Green card è organizzare un matrimonio di comodo con una ragazza cinese…

L’autore di l’Appartamento spagnolo e Bambole Russe continua i suoi ritratti di amori fugaci e di uomini e donne irresponsabili con l’aggravante che ora i protagonisti hanno quarant’anni e sono padri e madri di figli che abbandonano con grande facilità


Valori Educativi



Il film è la summa di tutto ciò che è contrario al concetto di famiglia: infedeltà, inseminazioni eterologhe, famiglie con due madri e un padre.

Pubblico

Diseducativo

Alcune scene di incontri sessuali con nudità, una sequenza di masturbazione per ottenere una inseminazione eterologa

Giudizio Artistico



L’autore cerca di stordire lo spettatore con un susseguirsi ininterrotto di eventi e di coppie che si uniscono e poi si separano in modo da coprire l’incredibile leggerezza della storia. Sconsigliato

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Xavier sta salutando all’aereoporto i suoi due figli che stanno accompagnando la madre a New York. Il distacco è doloroso ma Xavier, un po’ cinicamente, riesce a convincere suo figlio maggiore che New York è fantastica. Tempo dopo, quando tutti si trovano nella Grande Mela,  è lo stesso figlio che suggerisce a Xavier di non lasciar partire l’amica Martine ed i suoi figli: potrebbe essere una buona compagna per lui e in fondo New York è realmente fantastica.

In un  film come questo del regista e sceneggiatore Cédric  Klapisch, già autore di L’appartamento spagnolo e Bambole russe, la presenza di bambini remissivi e saggi risulta indispensabile perché in questo modo i loro genitori, questi adolescenti quarantenni, si sentono meno in colpa per la loro incapacità cronica di fermarsi a  costruire per loro uno stabile nido.

L’autore, con questa sua storia scombinata di uomini e donne mature solo anagraficamente conferma definitivamente la sua ideologia. Nei film precedenti, dove i protagonisti erano dei giovani, poteva sembrare che quella leggerezza del vivere, quel cogliere l’attimo fuggente per assaporare subito dopo quello successivo, fosse una espressione di giovanilismo: ora invece è diventata una condizione esistenziale dove nulla potrà interessare i protagonisti più dell’attimo in cui accade, senza alcuna responsabilità.

La leggerezza del racconto può esser sembrato all’autore un modo per divertire lo spettatore con le rocambolesche vicissitudini del protagonista: dopo aver salutato i suoi figli che debbono partire per New York assieme alla madre, anche Xavier raggiunge l’altra sponda dell’Atlantico e non esita ad andare in una clinica di fecondazione assistita per donare il suo seme a favore di Isabelle, la sua amica lesbica e della sua compagna Ju. La bimba è appena nata quando Isabelle si invaghisce di un’altra donna. Xavier ne resta scandalizzato ma Isabelle gli rinfaccia che è lui che non capisce perché è troppo tempo che non fa l’amore.  Intanto Xavier affronta e risolve un suo problema: per ottenere la Green Card trova una ragazza cinese compiacente che si presta a fare tutte le pratiche necessarie e a venir sottoposta, assieme a lui ai duri interrogatori dell’Ufficio Immigrazione. Alla fine sarà una quarta donna, la divorziata Martine a proporgli una convivenza con i suoi due figli del precedente matrimonio.

Non vogliamo dilungarci oltre con questo film ma spero che questa breve sintesi sia stata sufficiente per mostrare le sue due caratteristiche: una malcelata antipatia nei confronti degli Stati Uniti e della sue leggi, e una leggerezza nei confronti delle tematiche familiari che degenera in un cinismo che non fa più ridere.

Cédric Klapisch ha commesso un grave errore: ha scelto, per la parte del figlio di dieci anni di Xavier, un bambino (Pablo Mugnier-Jacob) che ha occhi dolcissimi ma molto tristi. Se ci si immerge in quegli occhi non si riesce più a ridere per le bravate dei suoi irresponsabili genitori.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Casse-tête chinois
Paese FRANCIA
Etichetta
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