A PROPOSITO DEI RICARDOS

2022131 min14+   TelevisioneMaccartismo

Lucy e io, la più famosa sitcom americana degli anni ’50, esplorata dal suo interno nella vita della troupe e dei due protagonisti. Su Prime Video

Nel 1953 Lucille e Desi sono la coppia più famosa d’America perché protagonisti della seguitissima sitcom televisiva I love Lucy (Lucy ed io). Marito e moglie nella finzione come nella realtà, li vediamo al lavoro per registrare negli studios della CBS una nuova puntata, discutendo animatamente con il regista e gli sceneggiatori davanti al copione e poi recitare davanti alle telecamere. La normale routine viene interrotta da due importanti novità che rischiano di mettere in crisi la sitcom: Lucille è incinta (non si è mai vista in TV una donna incinta) e su alcuni giornali, a caratteri cubitali, è apparsa la notizia che Lucille si era iscritta al partito comunista, in pieno periodo maccartista…


Valori Educativi



Una coppia cerca il successo ma anche l’affiatamento al suo interno. Una troupe televisiva discute animatamente per ottenere il meglio dal programma ma è salda la stima reciproca

Pubblico

14+

Alcune scene intime fra i coniugi senza nudità, saltuario linguaggio scurrile

Giudizio Artistico



Aaron Sorkin, questa volta regista oltre che sceneggiatore, ricostruisce speranze, tensioni e sostegni reciproci fra i due coniugi nella vita e nella finzione ma i suoi dialoghi, sempre troppo arguti, tradiscono la personalità dell’autore a discapito di quella dei protagonisti. Probabile candidatura all’Oscar 2022.

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Finita la guerra, le industrie americane convertono le loro produzioni sfornando beni di consumo, si moltiplicano i supermercati, ogni famiglia mira ad avere l’automobile, il televisore, il frigorifero e la lavatrice. Grande importanza viene data alla famiglia e tanti film romantici si concludono con la scena del neo-marito che prende in braccio la sposa per solcare la soglia di casa.  Anche la televisione sforna programmi da vedere per tutta la famiglia riunita, grandi e piccoli. Lucy ed io è proprio una di queste trasmissioni, grazie alle quali la gente ride dei piccoli fatti quotidiani di questa piacevole coppia, giocando sulla loro diversa origine ( lui è un cubano) e sull’aspirazione di Lucy a non volersi limitare a fare la casalinga.

Lo sceneggiatore e regista Aaron Sorkin non è interessato a ricostruire la società e il mood del tempo (al contrario il film Pleasantville ha fatto delle sitcom del tempo una satira feroce, considerandole figlie di un mondo ingenuo e buonista), non si domanda perché la gente del tempo rideva di quelle semplici situazioni domestiche ma persegue ancora una volta la sua grande passione: descrivere nei minimi dettagli le logiche interne di un contesto lavorativo. Non ci troviamo questa volta all’interno di una redazione televisiva (The Newsroom) né tanto meno nella stanza ovale del Presidente degli Stati Uniti (The West Wing) o addirittura negli incontri segreti di una bisca clandestina (Molly’s Game) ma negli studi della rete CBS, in un lunedì mattina, quando attori e staff commentano il copione del prossimo episodio per arrivare al venerdì, il giorno delle riprese dal vero davanti al pubblico. Il film è la cronaca di una settimana di lavoro di un team televisivo e della vita di una coppia, Lucille e Desi, strettamente intrecciate fra loro.

A Lucy non va bene una scena, vuole cambiarla, discute con il regista, con il produttore esecutivo, con gli sceneggiatori, con gli altri due attori-spalla, Ethel e Fred, vuole avere sempre l’ultima parola, ben conscia di essere l’attrazione principale dello spettacolo. Desi è sempre pronto a mediare e a calmare le acque. Si tratta comunque di discussioni esclusivamente professionali: in privato davanti a un bicchiere di vino o in un camerino, assistiamo a numerosi colloqui a due a due fra Lucy e i suoi colleghi o colleghe, pronti a comprendersi e ad aiutarsi a vicenda.

Più complesso il rapporto fra Lucille e Desi. Si amano realmente, lui smuove con abilità tutte le sue conoscenze quando vorrebbero sospendere le registrazioni perché lei è incinta o peggio, quando lei viene accusata di essere una comunista; lei si adopera perché a lui venga attribuito il titolo di vice direttore esecutivo ma è come se, in privato le loro parti fossero invertite. Se Lucy è insofferente per una vita che trascorre fra le mura domestiche, Lucille vorrebbe un po’ di vita privata con il figlio che sta arrivando e se Ricky Ricardo è un personaggio con la testa sulle spalle, il vero Desi passa le serate (le notti) in modi che Lucille non dovrebbe sapere.

Il pezzo forte di ogni sceneggiatura di Aaron Sorkin   è sempre stato costituito dai dialoghi a due, un’abilità che in questo serial viene confermata. Conosciamo così le intime ansie della coppia, lui costretto sempre a far dimenticare agli altri la sua origine cubana e a ricordare che è andato in guerra anche lui, come ogni bravo cittadino americano; lei ha visto crollare il suo sogno di diventare una diva del cinema e si è dovuta accontentare della radio per poi approdare alla televisione.

In conclusione, sono tanti gli interessi che questo serial riesce a suscitare: il gusto di vedere dall’interno come la televisione abbia compiuto la sua scalata al successo, il ricordo dei tempi oscuri del maccartismo, la contrastata storia d’amore fra due personaggi famosi.  Non c’è nessuno di questi elementi che prevalga se non un altro: Aaron Sorkin stesso. I dialoghi sono troppo elaborati, troppo intelligenti e la personalità dell’autore predomina, spostando in secondo piano quelle  dei protagonisti.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Giudizio Artistico 8
Paese  USA
Tematiche-dettaglio
Tematiche (generale)
Tipologia
Titolo Originale Being the Ricardos
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