YES DAY

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Titolo Originale: Yes Day
Paese: U.S.A.
Anno: 2021
Regia: Miguel Arteta
Sceneggiatura: Justin Malen
Produzione: Grey Matter Productions, Entertainment 360
Durata: 86
Interpreti: Jennifer Garner, Édgar Ramírez, Jenna Ortega

Allison e Carlos sono una coppia affiatata con tre figli scatenati: Katie ha ormai 14 anni e scalpita per andare quella sera a un evento musicale con le sue amiche; Nando si diletta a preparare waffle vulcanici con abbondanti dosi di carbonato e infine la piccola Ellie, che quando si mette in testa di fare una cosa…Le giornate scorrono in una normalità apparente: Carlos va in ufficio (è il legale di un’azienda), Allison porta i figli a scuola e ogni tanto cerca, senza successo finora, di trovare un posto di lavoro, ora che i figli sono abbastanza grandi. L’incontro con gli insegnanti della scuola, gettano Allison e Carlos in un grande imbarazzo: vengono a sapere che Katie e Nando hanno equiparato la loro mamma a Hitler o Mussolini, perché sa dire solo “no”. Allison alla fine trova una soluzione: propone, per tutta la famiglia uno “Yes day” dove papà e mamma non potranno dire di no alle richieste dei figli. I tre ragazzi e Carlos accettano con entusiasmo….

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un padre una madre e tre figli, compiono esperimenti di affiatamento e di sostegno reciproco e ci riescono
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Jennifer Garner nella parte della madre, fornisce la giusta energia per un film che ha l’obiettivo di mettersi all’altezza dell’entusiasmo di ragazzi scatenati. Più opaca la figura del padre

Diciamo subito che questo family-film è molto divertente. Al di là dei messaggi di saggezza familiare che cerca di trasmettere, si susseguono alcune gags, situazioni particolarmente spassose che fanno sì che il film valga anche solo per questo: offre un momento di intrattenimento fruibile da tutta la famiglia insieme. Né bisogna pensare che questo Yes Day sia stata la trovata di qualche sceneggiatore: ci risulta che realmente, negli Stati Uniti, si stia diffondendo la consuetudine, da parte dei genitori, di concedere un giorno durante il quale i figli possono chiedere e ottenere tutto quello che vogliono. Resta solo da augurarsi che non chiedano, come accade nel film, di passare sotto un tunnel di lavaggio macchine con i finestrini aperti, partecipare a una gara di Gut Buster (schiantafegato) dove in mezz’ora bisogna ingurgitare una quantità assurda di gelato oppure partecipare in squadra a una specie di rubabandiera, dove gli avversari sono colpiti da palloncini ripieni di acqua colorata.

Qual è, per i genitori il senso da dare alla loro partecipazione a questa estenuante maratona? Indubbiamente è quello di ridurre le distanze rispetto ai figli per mostrare che anche loro sanno ancora divertirsi assieme ai propri figli. Se poi questo accade solo una volta all’anno, ciò è dovuto al fatto che i genitori debbo riprendersi la loro funzione autoritaria per educarli progressivamente a una autonomia responsabile. Ovviamente non tutto avanza in modo così rigorosamente razionale. Se ne accorge soprattutto Allison, che vorrebbe che il mondo si fermasse in quel momento di spensierata allegria, soprattutto nei confronti di Katie, perché non vorrebbe trovarsi di fronte un’adolescente ormai ribelle, ma ancora per un poco la piccolina che riusciva a far contenta con orsacchiotto di peluche.

Ma anche per i figli non tutto funziona secondo i piani: quella libertà assoluta tanto desiderata comporta responsabilità inaspettate e ora anche Katie e Nando comprendono che restare ancora un poco sotto l’ombrello protettivo dei genitori può essere vantaggioso.

Il lieto fine è scontato e l’affiatamento familiare ormai ritrovato è il frutto del più classico dei metodi: mettersi, per un momento, ognuno nei panni dell’altro.

Autore: Franco Olearo


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