CHIARA LUBICH - L'AMORE VINCE TUTTO

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Titolo Originale: Chiara Lubich - l'amore vince tutto
Paese: ITALIA
Anno: 2021
Regia: Giacomo Campiotti
Sceneggiatura: Francesco Arlanch, Luisa Cotta Ramosino, Lea Tafuri, Giacomo Campiotti
Produzione: Rai Fiction, Eliseo Multimedia
Durata: 109
Interpreti: Cristiana Capotondi, Aurora Ruffino, Miriam Cappa, Greta Ferro, Eugenio Franceschini, Roberto Citran

1943. Trento si trova sotto i bombardamenti degli Alleati. Chiara, una giovane maestra delle elementari, deve guidare in fretta i suoi alunni verso il rifugio. Terminato l’allarme, corre a trovare i suoi genitori che sono fortunatamente illesi. Anche suo fratello Gino, medico all’ospedale, è incolume e sta prestando le sue cure ai feriti che stanno arrivando numerosi. Di fronte a tante morti e a tante rovine, di fronte al fratello o a suoi conoscenti che decidono di combattere su fronti opposti, chi unendosi ai partigiani e chi confermando l’alleanza con i tedeschi, Chiara sente che solo Dio è il riferimento unico e sicuro e decide di consacrarsi tutta a Lui, restando laica, intervenendo proprio là dove Dio non sembra presente. Con il tempo, riesce a trasferire il suo entusiasmo ad altre ragazze. Assieme costituiscono una piccola comunità che si organizza per aiutare con gesti concreti le famiglie di Trento che si trovano in difficoltà. Non tutti apprezzano i suoi comportamenti, il suo interpretare il Vangelo senza la guida di un sacerdote e viene convocata dal vescovo...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un lucido racconto della vocazione di Chiara che accetta di diventare un docile strumento della Provvidenza operando per la fraternità e la pace di tutti gli uomini
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Ben disegnati tutti i personaggi, i principali come i secondari e la storia si sviluppa con un ritmo sostenuto.

Opere come questa svolgono un importante ruolo: far conoscere al vasto pubblico in modo semplice ma chiaro, potremmo dire popolare, una persona come Chiara Lubich e una realtà come il movimento dei Focolari, un riferimento ineludibile nel mondo contemporaneo per la diffusione del bene e della fratellanza universale. Saggia la decisione di non voler costruire, nelle due ore di durata del film, una sorta di enciclopedia delle vita e del pensiero della serva di Dio Chiara ma solo il periodo triestino, la genesi della sua trasformazione in donna dedicata al servizio degli altri in nome del Vangelo.  Dispiace forse che non ci siano riferimenti al co-fondatore Igino Giordani, così importante per la definizione della spiritualità del movimento ma le esigenze di  compattezza costringono a dei sacrifici.

Ovviamente si tratta di un prodotto di divulgazione, che non può eludere le regole più elementari dell’intrattenimento: stimolare l’interesse e non annoiare. Purtroppo capita spesso che opere che raccontino la vita di un santo o di una santa non abbiano questi requisiti. Questo Chiara Lubich evita il doppio pericolo: di non stimolare l’interesse dello spettatore e di risultare palesemente agiografico. Il merito va in particolare a Cristina Capotondi che interpreta Chiara riuscendo a esprimere dolcezza, spirito contemplativo, serena accettazione delle incomprensioni subite ma risolutezza quando deve affermare verità che scaturiscono dal Vangelo. Una Chiara più somigliante all’originale avrebbe dovuto risultare più determinata, più energica ma questo è un destino comune a molti santi riprodotti in pellicola (Madre Teresa di Calcutta, Don Bosco,..): sembra faccia parte dell’iconografia codificata dei santi apparire dolci e simpatici, senza spigolature causate  da una spesso ferrea determinazione.

 Occorre poi considerare decisivo il contributo della sceneggiatura (il fatto che nella lista degli sceneggiatori ci sia Francesco Arlanch - DOC, Sant'Agostino,..- costituisce una garanzia) per evitare il rischio di scivolare nell’agiografia e al contempo di non interessare lo spettatore. La storia si muove all’interno di una forte dinamica di contrasti: se  Chiara cerca di ispirarsi attraverso una lettura diretta del Vangelo, si creano incomprensioni se non contrasti con i sacerdoti che frequenta; se riesce a  costituire un gruppo affiatato di ragazze che seguono il suo esempio,  c’è anche colei che giudica impositivi i suoi atteggiamenti e decide di andarsene; se invita le sue compagne a frequentare, per scopi di carità, i quartieri più poveri di Trento, una di loro viene colpita da una grave infezione. Se ai tempi della guerra c’è chi decide di farsi partigiano, c’è anche chi considera questa posizione un tradimento e mantiene l’alleanza con i tedeschi. Se le iniziative caritative del primo focolare vengono apprezzate dalla popolazione triestina, Chiara viene convocata da una commissione del Vaticano ed è costretta a dimettersi dalla presidenza del movimento.

Quasi come un percorso parallelo, mentre si sviluppano tutti questi eventi esterni, viene lasciato spazio per mostrare Chiara che riflette sulla spiritualità a cui ispirarsi. Si tratta di una sintesi che viene sviluppata attraverso la lettura del Vangelo: “ Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” e  l’abbandono di Gesù sulla croce diventa espressione genuina del suo carisma verso la fratellanza universale: “Se anche Gesù sulla croce si è sentito abbandonato dal Padre, allora tutte le persone che si sentono lontane da lui, tutte quelle che non credono in Dio, sono come Gesù abbandonato e noi dobbiamo amarli, così come sono” . Resta inoltre ben evidenziato il suo sentirsi fondatrice di nulla, perché tutto è stata opera di Dio.

Se questo TV-movie ha il pregio di governare una materia complessa grazie anche al calore umano che esprimono tutti i personaggi, principali e secondari, resta curioso l’eccesso di simbolismo adottato: la prostituta morta che stringe ancora fra le mani la foto del suo piccolo, Il libro del Vangeli che va a coprire la Critica della Ragion Pura di Kant, Il garofano rosso che è segno per Chiara della presenza, vicino a lei, della Madonna. Resta inoltre strano l’insolito abbigliamento di Chiara e della sue seguaci, sempre ordinato e pulito, anche quando, in tempo di guerra, tutti cercavano di vestirsi come potevano.

I risultati sono subito arrivati: alla trasmissione del film-TV in prima serata su RaiUno erano presenti, secondo l’indice di ascolto, 5.641.000 spettatori. Share del 23%.

Autore: Franco Olearo


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