WATCHMEN

Siamo nel 1985 in un’America alternativa dove Nixon veleggia soddisfatto nella sua quinta presidenza dopo che i giornalisti del Watergate sono morti per mano di un misterioso killer...che altri non è che Eddie Blake, alias il Comico, uno dei vigilanti mascherati ormai pensionati proprio da un decreto del governo. Quando il Comico viene ucciso, Rorschach, un altro giustiziere mascherato con una pessima fama, si convince che qualcuno vuole uccidere i Watchmen di un tempo e si affretta ad avvertire i suoi vecchi compagni: l’indistruttibile Dottor Manhattan e la sua compagna Laurie Jupiter, Gufo Notturno e Ozymandias, quest’ultimo diventato milionario commercializzando la sua identità segreta. La verità, tuttavia, è molto più complessa e di mezzo c’è, manco a dirlo, la salvezza dell’umanità...

Valori Educativi



Concentrato di violenza coreografata in modo spettacolare enfasi della giustizia fai da te dei simil-rondaioli in maschera

Pubblico

18+

Numerose scene di violenza, nudi e scene a contenuto sessuale, turpiloquio.

Giudizio Artistico



Nello sviluppo della vicenda la filosofia si trasforma in maniera, l’eroismo in esibizioni fini a se stesse, e i tanti temi messi sul tappeto , si perdono in un kitsch autoreferenziale che rendono la pellicola di difficile digestione.

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Negli ultimi anni numerosi blockbuster tratti da fumetti hanno saputo trattare temi universali ed ambiziosi come le tentazioni del potere, i dilemmi della giustizia e della morale, i travagli interiori di eroi complessi e sfaccettati sfiorando perfino snodi metafisici. I Batman  firmati da Christopher Nolan, gli X-Men e il nuovoSuperman  di Bryan Singer e almeno i primi due Spiderman sono pellicole in perenne tensione tra fantastico e realismo psicologico, tra invenzione e attenzione ai temi più scottanti dell’attualità, che hanno saputo convincere spettatori  che vanno ben oltre i limiti dei fan della strisce.

Niente di tutto questo accade con la nuova costosissima fatica di quello Zack Snyder che un paio d’anni fa ha dispiegato tutto il suo gusto tra il camp e il barocco per narrare le vicende dei 300 di Leonida alle Termopili (vedi anche recensione in Scegliere un film 2007).

La pellicola tratta dalla graphic novel di Alan Moore (l’unica ad aver mai vinto il premio Hugo e ad essere considerata da molti autorevoli ammiratori, un vero e proprio capolavoro della letteratura tout court) è un concentrato di violenza coreografata in modo spettacolare (ma decisamente poco coinvolgente), in cui i personaggi (con alcune parziali eccezioni) non riescono ad andare oltre la bidimensionalità dei loro ruoli, intrappolati nel latex dei loro costumi che finiscono per strizzare l’occhio a una gay parade piuttosto che a veicolare drammi di eroi (super)umani.

E sì che di carne al fuoco gli autori ne mettono parecchia, riprendendo temi comuni ad altri lavori di Moore (come V per Vendetta, anch’esso adattato per il grande schermo e anch’esso disconosciuto dallo scrittore e musicista inglese…). In un mondo alternativo e/o futuro l’aspirazione ad una giustizia senza compromessi si intreccia con i rischi per la democrazia e le utopie di un mondo liberato dalla “naturale” aggressività umana, mentre la condizione di supereroi sui generis non toglie ai protagonisti di misurarsi con i più banali cedimenti della psiche. L’impotenza (fisica, ma non solo) di Dan Dreiberg, alias Gufo Notturno, che desidera e teme di tornare al costume che l’ha reso eccezionale, le insicurezze e i ricordi traumatici di Sally Jupiter (con madre pin up alcolizzata e una relazione poco soddisfacente con l’ormai ultra-umano dottor Manhattan), ma soprattutto la pericolosa sete di giustizia del disturbato Rorschach, estraneo a qualunque genere di negoziazione.

Nella complessa struttura narrativa (ricca di flashback, ma anche di larghe parentesi meditative e interminabili scene di sesso ai limiti del grottesco) che occupa lo spazio di quasi tre ore, Snyder e i suoi trasferiscono una trama che in fin dei conti potrà apparire addirittura un po’ prevedibile a chi non sia un fan sfegatato delle celebri strisce.

Perché nella pellicola la filosofia si trasforma in maniera, l’eroismo in esibizioni fini a se stesse, e temi potenzialmente intriganti come le varie teorie del complotto (artificiosa pace universale versus giustizia fai da te dei simil-rondaioli in maschera), si perdono in un kitsch autoreferenziale che rende la pellicola di difficile digestione.vv

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Watchmen Regia: Zack Snyder
Paese USA
Etichetta
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