TUTTI PER UNO

201090 min10+   Lavoro e Societa'Immigrazione

Parigi 2009. Blaise e Melana vanno alla stessa scuola elementare ma lei è cecena e rischia di venire espulsa con tutta la famiglia a causa delle leggi più rigide emanate del governo nei confronti dei sans papier. Se Cendrine, la madre di Blaise, reagisce prontamente ospitando in casa Melana come una figlia, la notizia che un loro amico è stato espulso spinge i ragazzi a un gesto estremo: si rifugiano in un nascondiglio segreto senza che la polizia riesca a rintracciarli…

Di fronte alla prospettiva che una loro amica di scuola possa venir espatriata con tutta la famiglia, cinque ragazzi trovano una soluzione non ortodossa  per far capitolare gli adulti. Sullo sfondo di un tema sociale il mondo dei pre-adolescenti è raccontato con grande sensibilità  Disponibili le recensioni di Franco Olearo e Luisa Cotta Ramosino


Valori Educativi



Il film tratta con sensibilità i problemi delle famiglie degli immigrati clandestini mostrando come lo sguardo dei bambini nella loro purezza, riesca a cogliere ciò che è veramente importante per mantenere un’amicizia

Pubblico

10+ Una scena un po’ brutale di maltrattamento di un grillo

Giudizio Artistico



Un film con pochi mezzi che riesce a raccontare molto bene l’universo dei bambini che pur restando se stessi riescono ad affrontare un problema che gli adulti, con le loro rigide regole, non riescono a risolvere

Cast & Crew

La Nostra Recensione

La dolce Melana e Blaise il furbetto guardano la pioggia che cade attraverso i vetri della finestra della casa di campagna della mamma. Due gocce scivolano sul vetro e poi si uniscono: “questi siamo noi” dice Melana. Altre due gocce sopraggiungono parallele “questa è la polizia, ma noi siamo molto più veloci di loro”: commenta Blaise. Con questa piccola metafora i due ragazzi riassumono il loro stato d’animo e al contempo tutto il film.

Il problema dei sans papier è il tema sociale portante del film (Melana è cecena, immigrata illegalmente a Parigi e rischia di venire espulsa con tutta la famiglia) ma il ritratto di questi due ragazzi assieme ai loro amici Claudio, Ali, Youssef e la sorellina di Blaise Alice, è la cosa più riuscita del film.

Il suo valore non risiede semplicemente nell’originalità di aver affrontato il tema dell’immigrazione osservandolo dal punto di vista dei più piccoli, ma nell’aver ricostruito in modo compiuto il loro microcosmo. Questo mondo ad altezza di un metro ha i suoi luoghi segreti che solo loro riescono a raggiungere, i loro mezzi di comunicazione (usano dei cellulari che emettono delle frequenze udibili solo da chi non ha più di 10 anni), i loro codici per comunicare pericolo e dare l’allarme, le loro sofisticate tecniche di fuga (spargono pepe sui gradini che portano alla cantina della scuola in modo che i cani della polizia non possano individuarli). Non sono fuori del mondo degli adulti (riescono sempre a sapere tutto origliando alle porte) e con le loro trame riescono a fare in modo che  i grandi facciano quello che vogliono. Ma sono sempre dei bambini e soprattutto nel periodo di vacanza in campagna si divertono e fanno scherzi come tutti i compagni della loro età,  diventano scansafatiche quando la madre distribuisce a ognuno di loro le corvée  di casa.

In questo contesto si innesta la simpatia fra Melana e Blaise.  “Sei innamorata, sei innamorata…” Alice stuzzica Melana e forse ha ragione. A dieci anni i due percepiscono qualcosa di particolare, sentono che la felicità  è molto vicina. Melana, è più brava a guardare dentro se stessa, durante la vacanza nella casa di campagna di Blaise riconosce che “ non riuscivo a scrivere a mia madre quello che stavo vivendo: Blaise, Alice,Youssef, il mare la spiaggia….Stavo male perché ero felice”. Con grande sensibilità Melana evita di mostrarsi agli altri ragazzi in costume da bagno: il suo pudore  nasce dal fatto che lo sguardo degli altri, in particolare quello di Blaise, non le è indifferente.

Romain Goupil lascia che siano gli adulti a discutere sul problema dei sans papier: se Cendrine, la madre di Blaise (un’ottima Valeria Bruni Tedeschi) è la più indignata per la decisione del governo di espellere gli immigrati irregolari, suo marito (impersonato dallo stesso regista)   vorrebbe tentare di risolvere il caso di Melana con la solita raccomandazione , mentre il fratello di Cendrine la ritiene un’ ingenua samaritana di sinistra che si fa strumentalizzare da queste famiglie.

Alla fine i ragazzi , quando sanno di aver vinto, escono dal loro nascondiglio con le mani alzate, (da qui il titolo originale francese): è forse l’unica sequenza un po’  artificiale del   film (serve per ricordare la famosa foto dei bambini ebrei con le mani alzate nei lager nazisti) ma bisogna riconoscere che fino a quel momento Romain Goupil è stato bravo ad evitare di caricare la vita dei piccoli protagonisti di valenze ideologiche.

Una annotazione di piccola cronaca: il film, uscito in Francia due anni fa, di fatto  attacca la politica anti immigrazione del presidente Sarkozy , la cui moglie Carla, è  sorella della protagonista, Valeria Bruni Tedeschi. Carla ha schivato il problema in modo più diplomatico, mentre Valeria ha commentato: “Ognuno è libero di pensarla come vuole, perché da un paio d’anni l’argomento è tabù. Il mondo del cinema è troppo piccolo per due Bruni: se l’Eliseo è di Carla, il palco deve essere (senza discussioni) di Valeria” 

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale LES MAINS EN L'AIR
Paese FRANCIA
Etichetta
Tematiche (generale)
Tematiche-dettaglio
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