TOMORROWLAND – IL MONDO DI DOMANI

2015130 minTutti  

Casey Newton è una ragazzina ottimista e con il pallino per la scienza, decisa a cambiare il mondo. Un giorno riceve una strana spilletta che le permette di accedere a Tomorrowland, una dimensione spazio temporale futuristica e meravigliosa. Decisa a trovare quel luogo incrocia la sua strada con Frank Walker, un inventore geniale ma ormai disilluso che Tomorrowland la conosce bene. Con il suo aiuto e con quello della misteriosa Athena dovrà impegnare per salvare il mondo dalla catastrofe…

Un grande budget è stato investito dalla Disney per realizzare questo Interstellar in versione teen ma nonostante autentici momenti di vera meraviglia, il film  risulta pedante fino alla banalità


Valori Educativi



Bisogna sempre nutrire il “lupo della speranza” piuttosto che quello del pessimismo e impegnarsi a trovare sempre nuove idee per rendere più accogliente il nostro mondo

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



L’enorme budget investito si vede tutto ma i due protagonisti non sono messi bene a fuoco e manca soprattutto un senso generale a tutta la storia, che rischia di risultare pedante fino alla banalità

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Parte della delusione che si prova davanti a questa avventura futuristica targata Disney (e per cui qualcuno ha opportunamente evocato la dizione “una versione teen di Interstellar”) deriva probabilmente dalle aspettative generate dal coinvolgimento, alla regia e nella scrittura, di Brad Bird, cui si devono non solo i capolavori Pixar Gli Incredibili e Ratatouille ma anche il riuscito Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, sua prima escursione nel cinema live action.

Non che Tomorrowland non offra momenti di autentica meraviglia, come durante il primo “viaggio” di Frank bambino e di Casey nella futuristica città del titolo, o quando la dimora dell’inventore scorbutico rivela tutte le sue ingegneristiche sorprese con un ritmo degno di un cartoon e, soprattutto, quando, in un momento di spudorata creatività cyberpunk la Tour Eiffel palesa la sua natura di rampa di lancio per un altro mondo.

L’enorme budget investito, insomma, si vede tutto, anche se ci si aspetterebbe di spendere più tempo nel mondo del titolo e invece si procede per assaggi e le visite a Tomorrowland si rivelano intermittenti come uno streaming mal funzionante e la parte centrale della pellicola, che vira nel thriller complottistico – con robot in nero, il sorriso di Jim Carrey e una certa facilità a smaterializzare gli avversari – è quella meno convincente di tutte.

 

Il problema, comunque, è soprattutto nel senso generale, pedante fino alla banalità, che culmina nel finale in un generico quanto didascalico appello all’impegno per salvare il pianeta, un misto tra un discorso motivazionale alla Steve Jobs (stay hungry stay foolish), uno spot multietnico à la Benetton e il video promozionale di una setta.

Quanto ai due protagonisti, l’ottimista Casey è un’adolescente stranamente solitaria la cui genialità capace di salvare il mondo è più suggerita che utilizzata, mentre George Clooney (scelto per suo potere di star quanto per la fama di progressista generoso e dedito alle buone cause) lascia alquanto perplessi quando con una quarantina d’anni di ritardo sembra dichiarare il suo amore adolescenziale a una androide con le fattezze di una bambina di undici anni. Hugh Laurie è il più sprecato di tutti nei panni di un cattivo dai piani veramente troppo poco chiari che a tratti assume più le caratteristiche di un fumetto alla Willy Coyote che di un avversario davvero serio.

L’impressione è che la pellicola ce la metta tutta per intercettare la voglia di cambiamento e di rivolta anti-istituzionale della generazione post occupy. ma lo faccia con un piglio da vecchio professore che rimprovera i giovani virgulti per la loro tendenza a crogiolarsi nel pessimismo. Ma quando la lezioncina, come in questo caso, sostituisce l’autentico senso di meraviglia, il rischio è che i destinatari si sentano piuttosto indottrinati che ispirati e il richiamo a “nutrire il lupo della speranza piuttosto che quello del pessimismo” assomigli più alle raccomandazioni di un manuale di self help che ai momenti più ispirati della poetica della Pixar che Brad Bird ha saputo incarnare altrove.

Autore: Laura Cotta Ramosino

Altre Informazioni

Titolo Originale Tomorrowland
Paese USA
Etichetta
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