ARTEMIS FOWL
ARTEMIS FOWL
Meglio esagerare. Artemis a 7 anni ha sconfitto il campione europeo di scacchi in cinque mosse. A 9 il suo progetto ha vinto il concorso per la nuova Opera di Dublino. A 10 è riuscito a clonare una pecora. Cosa c’è da aspettarsi da un protagonista così antipaticamente superlativo, che oltretutto indossa sempre giacca e cravatta neri? Per fortuna la notizia che suo padre è stato rapito innesca in lui uno stato di umana apprensione ma è una debolezza di breve momento: Artemis recupera presto il controllo della situazione e sviluppa un piano che è ovviamente inattaccabile, perché ha già previsto tutte le mosse dell’avversario. A parte l’antipatia istintiva per un ragazzo così saccente, bisogna ricordarsi che ha 12 anni e che il film è quindi destinato a ragazzi e ragazze di quella età. Il film va quindi giudicato in base a questo parametro e non ha molto senso analizzarlo con lo stesso scrupolo che si applica quando ci si trova davanti a un film per adulti. In effetti molti, giustamente, hanno criticato la violazione della regola d’oro: “show, don’t tell” in quanto i personaggi si autodefiniscono da soli (perché Artemis si proclama “un genio del crimine” quando ha operato solo per il bene?) e la voce narrante enfatizza troppo quello che gli spettatori dovrebbero capire da soli (“Il destino dei due mondi era nelle mani di Artemis Fowl”). Se però guardiamo tutto questo nell’ottica di un ragazzo di 10-12 anni, questi “difetti” potrebbero costituire un vantaggio perché consentono una più facile lettura della storia.
Ci sono però altri aspetti che finiscono per rendere il racconto poco avvincente anche per i ragazzi. Il primo è un protagonista poco comunicativo, disumanamente perfetto: il secondo è senz’altro la non fedeltà al testo originale (agli otto romanzi fantasy dello scrittore Eoin Colfer). Se la saga di Harry Potter e de Il Signore degli Anelli hanno avuto un grande apprezzamento di pubblico, ciò è dovuto al fatto che gli appassionati lettori del libro si sono riconosciuti nel racconto sullo schermo: nel caso di Arteis Fowl non si è trattato solo del non rispetto della sequenza degli eventi narrati (nella saga scritta il cattivo Opal appare nel secondo volume) ma, in modo più drastico, del cambiamento del carattere di alcuni personaggi a iniziare dallo stesso Artemis, che ora è diventato un ragazzo che opera per il bene mentre nel libro è un ladro furbo e sfrontato, senza appello. Anche lo scontro fra umani e fate è stato diluito perché in fondo tutti sono un po’ “umani”.
La scelta di un regista del livello di Kenneth Branah, di attori come Judy Dench e Colin Farrell tradisce l’ambizione della Disney di costruirsi il proprio Blockbuster ma il fatto che il film sia migrato sulla piattaforma Disney + invece che andare nelle sale, forse non è stato motivato solo dal Coronavirus ma dalla consapevolezza della casa madre di non aver aggiunto l’obiettivo.
| Titolo Originale | Aeremis Fowl |
|---|---|
| Paese | USA |
| Etichetta | |
| Tematiche (generale) |














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