THE SEARCH

2014149 min18+  

1999. La guerra infuria in Cecenia e il piccolo Hadji assiste impotente alla morte dei genitori trucidati dai soldati russi. Fugge con il fratellino neonato che poi, spaventato, lascia presso una casa di un villaggio vicino per proseguire la fuga ancora più lontano. Superato il confine, scappa da un orfanotrofio della Croce Rossa per trovare poi rifugio nella casa di Carole, un’incaricata della commissione per i diritti umani della Comunità Europea che si prende a cuore la sua sorte. Intanto, a sua insaputa, la sorella di Hadji, Raissa, sopravvissuta al massacro, lo sta cercando…

Il regista franco-armeno Hazanavicius, dopo l’Oscar conquistato con The Artist si cimenta con questo film sulle atrocità della guerra in Cecenia ma si perde in un’indignazione morale solo enunciata e non fornisce un serio inquadramento storico e geopolitico


Valori Educativi



Una donna che lavora per la Commissione per i diritti umani della Comunità Europea si prende cura delle vittime innocenti della guerra Cecena

Pubblico

18+

Scene di violenza, cadaveri e mutilazioni

Giudizio Artistico



Se le premesse e le intenzioni sono certamente nobili, il risultato non è all’altezza e si affloscia sotto il peso di un’indignazione morale troppo spesso solo enunciata e di una vicenda a tratti didascalica e in altri un po’ forzata

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Dopo l’Oscar conquistato con The Artist, il regista franco-armeno Hazanavicius si è trovato nell’invidiabile quanto insidiosa posizione di poter fare il film che voleva e, soprattutto, le risorse per farlo. Da questa libertà nasce probabilmente questo progetto, evidentemente affrontato con autentica passione, ispirandosi da un lato alla cronaca recente di una guerra atroce poco conosciuta e troppo presto dimenticata, dall’altro al film di Fred Zinneman Odissea Tragica (in originale anche lì il titolo è proprio The Search), anche se sono evidenti nella tecnica e nella gestione della storia anche i debiti con il neorealismo italiano.

Se le premesse e le intenzioni sono certamente nobili, il risultato non è però all’altezza e si affloscia sotto il peso di un’indignazione morale troppo spesso enunciata e di una vicenda a tratti didascalica e in altri un po’ forzata, sospesa tra il melodramma e la volontà di asciuttezza cronachistica, in cui però, a parte la doverosa didascalia iniziale, manca un vero e proprio inquadramento storico e geopolitico. Il risultato è che la guerra in sé (per quanto efficacemente messa in scena) resta un grande quanto generico dramma sullo sfondo, fatto di carnefici da un lato e di vittime inermi dall’altro. La vicenda di Kolia, spensierato giovanotto russo, arrestato e spedito a fare il soldato in Cecenia (con tanto di addestramento disumanizzante in puro stile Full Metal Jacket) nonostante un “trucco” finale, resta sostanzialmente giustapposta, quasi un altro film rispetto alla vicenda principale.

Il lavoro della protagonista Carole, dipendente della commissione europea per i diritti umani (Bérénice Béjo, moglie del regista, protagonista in The Artist, qui in panni dimessi più simili a quelli de Il passato), permette di dare conto di numerosi crimini efferati senza doverli per forza mettere in scena, ma poi la “leggerezza” volonterosa quanto incosciente con cui la ragazza affronta il rapporto con un bambino orfano di guerra e presumibilmente traumatizzato lasciano dubitare sulla sua capacità di giudizio. Poco definita in termini di carattere e backstory (sappiamo solo che ha una madre un po’ rompiscatole che più che preoccuparsi della sua permanenza in una zona di guerra si concentra sull’organizzazione delle feste per Capodanno), Carole sembra confrontarsi solo con Helen, scorbutica direttrice di un orfanatrofio della Croce Rossa dalla personalità ancora meno definita. Lo scontro tra le due, oltre che l’occasione per enunciare l’ennesima lezione sull’opportunità di un coinvolgimento personale nella tragedia, serve sostanzialmente a mantenere un equivoco che permetta alla vicenda di proseguire per un’altra ora buona. 

The Search, con tutta l’autentica passione che s’intuisce da parte del suo autore, serve solo a ricordare i pericoli di scambiare il cinema per le Poste (diceva Frank Capra che si voleva mandare un messaggio conveniva usare una lettera), dato che più di uno spettatore, anche tra quelli socialmente avvertiti e sensibili alle tragedie umanitarie, inizierà a chiedersi se non poteva più utilmente investire i soldi del biglietto in un’offerta ad Emergency.

Autore: Laura Cotta Ramosino

Altre Informazioni

Titolo Originale The Search
Paese Francia/Georgia
Etichetta
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