THE MANCHURIAN CANDIDATE
Bennet Marco(Denzel Washington) , ufficiale di carriera, rievoca davanti ad alcuni ragazzi boy-scout un episodio della guerra del Golfo del '92 nel quale lui e tutta la sua pattuglia, erano stati vittime di un'imboscata da parte degli irakeni. Si erano salvati solo grazie all'intrepido coraggio di Raymond Show (Liev Schreiber), all'epoca soldato semplice ma ora candidato nelle elezioni primarie. Marco racconta quello che gli sembra di ricordare, ma la sua mente è offuscata, come se avesse subito un lavaggio del cervello.....
Valori Educativi
Le cospirazioni per la presa del potere non si riescono a sgominare se non con altre contro-cospirazioni. Visione angosciosa del futuro.
Pubblico
DiseducativoPer alcune sequenze dettagliate di omicidi compiuti a mani nude
Giudizio Artistico
Buon ritmo dell’azione al servizio della suspense. Ottima prova di Meryl Streep e Denzel Washington
Cast & Crew
Regia
Jonathan Demme
Our Review
Sono molti i remake che sono stati prodotti recentemente e tutti manifestano una certa difficoltà nel compiere un efficace restyling che li consenta di riportarsi ad un contesto attuale. Nel film La donna perfetta del 2004, (remake di La fabbrica delle mogli del 1975) è apparso strano vedere dei mariti terrorizzati dalle mogli-manager, colpevoli di essere troppo intraprendenti e più intelligenti di loro. La presenza della donna nel mondo del lavoro, anche in posizioni di responsabilità, è ormai una realtà consolidata e ci è parsa fuori tempo massimo la reazione maschile.
Con The Manchurian Candidate, remake di Và e uccidi del 1962 di John Frankenheimer, l'operazione è molto meglio riuscita (alla guerra di Corea del primo film si è sostituita la Guerra del Golfo del '92) ma restano tuttavia insolite, per noi uomini del terzo millennio, le tematiche del controllo della nostra volontà attraverso farmaci e microchip innestati nel cervello, tipico del periodo della Guerra Fredda, della presenza di un nemico evoluto quanto oscuro, mentre le paranoie che oggi tengono impegnate il nostro subconscio derivano sopratutto dalle potenzialità appena dischiuse delle biotecnologie e delle clonazioni umane, come sottolineano molti film realizzati di recente.
A parte questa anomalia, il film è molto ben congeniato; seguiamo il capitano Marco che cerca di mettere assieme degli indizi che lo aiutino a scoprire ciò che è realmente successo in quell'oscuro episodio di guerra che lo ha visto coinvolto e quali nessi ci sono con la candidatura alle elezioni presidenziali del suo ex-commilitone Raimond Show. Molti ostacoli si oppongono alle sue indagini, a cominciare dalla sua stessa mente, che ha smarrito il confine fra realtà ed incubo . Il film mantiene alta la suspense dalla prima sequenza fino all'apocalittico finale e gli appassionati del Thriller potranno essere più che soddisfatti.
Vi è però in questo film qualcosa di più degli ingredienti del genere; qualcosa che gli dà profondità e che lascia inquieti anche dopo l'inevitabile lieto fine.
Il primo è un senso continuo di minaccia di pericolo incombente, in parte reale in parte enfatizzato ad arte da politici senza scrupoli; anche se non ci sono riferimenti diretti alla situazione post 11 settembre, il senso di una nazione sotto minaccia è palese.
Il secondo è la netta contrapposizione fra due Americhe: l'America del potere, dei circoli industriali e delle lobby politiche che pur nel rispetto formale dei meccanismi della democrazia pongono in atto sofisticate manipolazioni dell'opinione pubblica e l'alta America, quella buona e semplice, che applaude appassionata alle Convention delle primarie o quella dei bravi ragazzi che a scuola ascoltano gli atti di eroismo di chi va a morire guerra la libertà della nazione.
La contrapposizione è anche scenografica, con l'alternanza fra alberghi di lusso, ville sul lago e a slum fatiscenti dove si trascinano relitti umani, vittime dei traumi della guerra .
Il film è interessante anche per il ritorno sugli schermi di Meryl Streep, che ci regala una grande interpretazione nella parte dell'ambiziosa e calcolatrice madre del candidato.
Autore: Franco Olearo
Details of Movie
| Titolo Originale | THE MANCHURIAN CANDIDATE |
|---|---|
| Paese | USA |
| Etichetta | Non classificato |




Malik El Djebena entra in carcere per scontare una condanna a 6 anni per l’aggressione a un poliziotto. Vorrebbe farsi i fatti suoi, ma viene costretto dal leader dei prigionieri còrsi, il vecchio ergastolano Luciani, a uccidere un altro prigioniero arabo, testimone in un processo a carico di un amico del boss. In questo modo Malik finisce sotto la protezione di Luciani, che in realtà lo disprezza, mentre il fantasma del morto comincia a visitarlo, dapprima come un incubo, poi sempre più come una compagnia nei lunghi giorni di carcere. Grazie ad un altro prigioniero arabo, Ryad, Malik impara a scrivere e far di conto e, quando una parte dei prigionieri còrsi viene trasferita altrove, Lucani lo “promuove”. Allo scadere dei primi tre anni Malik ottiene così alcuni ore di uscita, che usa per portare avanti gli affari del boss, ma anche per iniziarne di suoi con Ryad, che nel frattempo è stato rilasciato e si è fatto una famiglia. Ma non è così facile districarsi tra i poteri delle varie gang dentro e fuori il carcere e Malik dovrà fare ancora molta strada prima di farsi valere…



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