THE HISTORY BOYS

2006109'Diseducativo  

Otto studenti di un liceo di Sheffield devono prepararsi a sostenere l’esame di ammissione a Oxford e Cambridge. Per l’occasione il preside, che vede la possibilità di rilanciare la sua scuola, affianca all’eccentrico professor Hector il giovane e intraprendente Irwin, convinto che per superare gli esami più delle nozioni conti la capacità di spiazzare gli esaminatori, anche a costo di giocare con la verità. I ragazzi, che già di loro devono affrontare i prevedibili travagli dell’età, si dividono tra il fascino di Hector e l’efficacia più immediata di Irwin, non senza provocare turbamenti negli stessi insegnanti.

Valori Educativi



Non è contemplata, nel film, la possibilità di un profondo rapporto educativo che non sia inevitabilmente compromesso con il desiderio, mentre la sfera della sessualità tende a dilatarsi investendo ogni momento.

Pubblico

Diseducativo

Per l’approccio al tema dell’educazione, mai slegato dalla sfera sessuale

Giudizio Artistico



Cast & Crew

La Nostra Recensione

L’educazione è sempre, in qualche modo, una seduzione, che coinvolge parimenti il docente e il pupillo.

Sembra essere questa la nota dominante del lavoro teatrale di Alan Bennett (già autore de La pazzia di re Giorgio, a sua volta tratto da un lavoro teatrale), ora diventato un film che nasconde con abilità il suo basso budget dietro le ottime performance degli interpreti (gli stessi delle centinaia di repliche teatrali), mentre non fa nulla per celare la sua matrice da palcoscenico, più percepibile nella parte iniziale e nel finale.

Nel dire che nell’educazione, specie di ragazzi in un’età delicata come l’adolescenza (anche se i nostri, per evitare i rischi dell’etichetta pedofilia, sono tutti da poco maggiorenni), entri in gioco spesso un rapporto affettivo con l’insegnante, non c’è nulla di nuovo. Chi non si ricorda con particolare affetto un docente che ha saputo ispirarlo e, per converso, quale docente non ammetterebbe di avere avuto studenti che gli sono, per così dire, rimasti nel cuore?

Quando in gioco, poi, c’è pure il senso stesso del sapere, del conoscere, dell’imparare (e qui l’opposizione è non solo tra i metodi poco ortodossi di Hector e quelli da manuale in dieci mosse di Irwin, ma più profondamente sul concetto di verità, utilità del sapere e così via), è chiaro che non si può pensare di ridurre il tutto a una questione puramente teorica.

Il lavoro di Bennett, però, va oltre, dipingendo una situazione in cui non solo l’ormai anziano e pachidermico docente ha un vizietto (palpeggiare il ragazzo che viene onorato di un passaggio in motocicletta) che i suoi alunni tollerano in cambio dell’esperienza irripetibile delle sue lezioni di cui intuiscono l’eccezionalità, ma anche il suo rivale sarà costretto ad ammettere l’irresistibile attrazione per il belloccio del gruppo stile James Dean.

Così mentre appassiona il dibattito che coinvolge tutti gli studenti (e non solo loro, di mezzo c’è anche un’attempata, ma saggia docente di storia – forse il personaggio più bello del film – e l’ovviamente odioso preside), divisi per l’autentica passione al vero, all’umano e alla poesia, capace di unire cultura alta e popolare al ritmo di una canzone, e un concetto puramente utilitaristico del sapere, alla lunga risulta soffocante il fatto che tutti i rapporti finiscano per essere concentrati sull’attrazione sessuale (solo in un caso nobilitata da un innamoramento, “naturalmente” omosessuale, quello del timido Posner per il belloccio Dakin), che sembra poterne essere l’unico possibile sottotesto.

La capacità di resistere alla tentazione di “toccare” l’oggetto amato (per mantenerne la stima) dovrebbe, in questa logica, essere il segno distintivo dell’insegnante migliore, umano e autentico proprio nella sua debolezza, che potrebbe diventare il veicolo di insegnamenti più preziosi pur se anticonvenzionali.

A contraddire questa teoria, per altro, basta proprio il personaggio della burbera,ma sensibile professoressa Lintott, che ama i suoi ragazzi senza per questo concupirli…

Non è contemplata, in questo orizzonte, la possibilità di un profondo rapporto educativo che non sia inevitabilmente (e, nella logica degli autori in definitiva positivamente) compromesso con il desiderio, mentre la sfera della sessualità tende a dilatarsi investendo ogni momento.

Peccato perché l’intensità delle spiegazioni dei testi poetici (come quello di una poesia di Thomas Hardy fatta da Hector), i dibattiti sugli snodi della storia e in generale l’opposizione dei diversi metodi di insegnamento sono passaggi di grande bellezza, ottimamente serviti da un cast totalmente immedesimato nei ruoli e da una regia mai invadente.

Autore: Luisa Cotta Ramosino

Altre Informazioni

Titolo Originale THE HISTORY BOYS
Paese Gran Bretagna
Etichetta
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