SOLO DUE ORE

2006105'Tutti  

Jack Mosley (Bruce Willis), dopo una notte di lavoro alla stazione di polizia, è incaricato di sostituire un collega per una faccenda semplice: trasferire un piccolo criminale dal carcere al tribunale. Sedici isolati, due ore per caricarlo in macchina e depositarlo davanti al pm: semplice. Poi gli sarà concesso un po’ di riposo e di smaltimento alcool in eccesso oppure, più probabilmente, di ulteriori bevute. Perché Mosley ha grossi problemi con l’alcool, ed è pure leggermente claudicante. Si aggiunga a queste temporanee infermità che Eddie Bunker, il testimone, è molto più importante di ciò che sembra. Soprattutto per il dipartimento di polizia. In particolare per molti colleghi di Jack. Si aggiunga che le due ore sono già cominciate

Valori Educativi



Ancora una volta Bruce Willis risolverà un caso che sembra senza via d’uscita, facendo appello al suo inoppugnabile senso del dovere.

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Ottimamente tesa la recitazione di Bruce Willis. Una scrittura competente e il buon lavoro della regia, fanno di Solo due ore una bella storia di redenzione e di riscatto.

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Bruce, quanto tempo: era almeno dal 1998 con l’apocalittico Armageddon che ci mancava il suo ruolo per eccellenza, quello dell’eroe in canottiera che salva il mondo o parte di esso.

Qui torna ad essere un eroe alla deriva, con un passato e scheletri nell’armadio, annebbiato ma pur sempre saldo, e sensibile al richiamo delle cause giuste. E di nuovo un poliziotto, come nei vari Die Hard, maltrattato dalla vita eppure Ancora vivo.

In mezzo non va dimenticata la breve ma intensa militanza per M. Night Shyamalan, nei due splendidi ruoli del Sesto senso (1999)e di Unbreakable (2000), quest’ultimo summa e condensazione ironico-mitica del personaggio Bruce Willis.

Nella parte di Jack Mosley, Bruce sembra travestito da Rutger Hauer della Leggenda del santo bevitore. Più stropicciato del solito, depresso, sulla via dell’alcolismo e forse del tramonto, pure zoppicante, davvero sceneggiatore e regista questa volta non gli rendono la vita facile, ma la tempra è la stessa di sempre e il nostro risolverà un caso che sembra senza via d’uscita, facendo appello al suo inoppugnabile senso del dovere. E a un coraggio che disconosce gli ostacoli.

Eddie, il testimone di colore, è implicato in un caso più grande di lui che coinvolge funzionari corrotti e vari colleghi di Jack, forse persino lo stesso Jack. E sedici isolati, praticamente un percorso da skateboard, si trasformano allora in una giungla irta di trappole. Il poliziotto deve proteggere il testimone e lo salva prima da un killer, poi dai suoi stessi colleghi, pur dovendo fare i conti con cinque sensi rallentati e un tarlo che gli morde la coscienza.

Buona l’intesa tra i comprimari, nel pieno rispetto dei migliori buddy movies: Richard Donner del resto è uno specialista di querule coppie nero/bianco visto che ha girato con grande mestiere i quattro Arma letale con Mel Gibson e Danny Glover. Ma è anche uno specialista di buddies piùin generale e noi in particolare non scorderemo mai I Goonies, incantevole filmetto del 1985.

Le situazioni narrate in parte sono già viste, ma assemblate con misura, senza riduzioni banali e, dove il budget non è scintillante, interviene un’atmosfera da film anni ’70, lontano da ogni tipo di glamour, a farci propendere per questa apologia del senso di giustizia. 

Ottimamente tesa anche la recitazione di Bruce Willis, costretta in un understatement ragionato e sofferto, fino alla catarsi. Insomma, questo è un poliziesco vecchio stile, girato con serietà, potrebbe essere una puntata di Starsky e Hutch e già sarebbe un eccellente punto di arrivo. Ma l’ultimo boy-scoutci offre qui un’interpretazione matura e intensa che, assieme alla scrittura competente e al lavoro di regia, fanno di Solo due ore soprattutto una bella storia di redenzione e di riscatto.

Autore: Giulia Gibertoni

Altre Informazioni

Titolo Originale 16 Blocks
Paese USA
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